Fyodor, il robot cosmonauta
Fyodor, il robot cosmonauta

Roma, 22 agosto 2019 – Si chiama Fyodor, nome in codice Skybot F-850. È il robot cosmonauta che sta viaggiando da solo a bordo della navetta russa Soyuz MS-14, lanciata all’alba del 22 agosto dal poligono di Baikonur (Kazakistan), verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Aiuterà l’equipaggio, di cui fa parte l’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Luca Parmitano, nella vita a bordo. 

Alto poco meno di due metri e pesante 160 chili, il robot cosmonauta Fyodor è in grado di compiere 46 movimenti diversi, come stringere bulloni, ed è capace di dialogare con l’equipaggio. L’agenzia spaziale russa Roscosmos ha creato un apposito account Twitter per raccontare l’avventura dell’astronauta robot. “Fyodor svolgerà alcuni esperimenti preparati da ingegneri russi e diversi test”, spiega la Roscosmos. Il robot resterà sulla Stazione Spaziale solo 13 giorni, per poi fare ritorno sulla Terra a bordo della stessa capsula Soyuz. Se i test e gli esperimenti daranno risultati positivi, in futuro la Roscosmos potrebbe “lanciare nuovi robot per aiutare gli astronauti anche nelle passeggiate spaziali”, conclude l’agenzia spaziale russa.



A bordo della Soyuz, oltre al robot Fyodor, c’è anche Mini-EUSO, un telescopio italiano costruito per studiare sulla Terra i raggi ultravioletti di origine cosmica, grazie alla sua capacità di catturare 400.000 immagini al secondo. Nato da una cooperazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e quella russa Roscosmos, il telescopio è stato sviluppato nell’ambito di una collaborazione internazionale guidata dall’ Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infm) e dall’Istituto giapponese Riken.