Martedì 23 Aprile 2024

L’ex detenuto nei gulag: "Il regime dello zar è sempre più marcio, crollerà come l’Urss"

Il dissidente antisovietico Marynovich: “L’Occidente non abbandoni Kiev”. Da domani al via le presidenziali in Russia, Putin verso un nuovo mandato. Aggressione all’amico di Navalny

Vilnius non ha dubbi. Per le autorità del Paese baltico l’aggressione in Lituania contro Leonid Volkov, ex braccio destro dell’oppositore russo Alexei Navalny morto in carcere, è stata probabilmente “organizzata dalla Russia”. Senza mezzi termini è il messaggio, indirizzato all’omologo russo, Vladimir Putin, del presidente lituano. “Posso dire una cosa sola a Putin: nessuno qui ha paura di te”, sono le parole di Gitanas Nauseda. Secondo quanto riportato dal sito del quotidiano britannico ’Guardian’, il presidente della Lituania ha spiegato che il ferimento di Volkov era “chiaramente pianificato” e si collega ad altre “provocazioni” contro il Paese baltico. Un clima ad alta tensione, anche con la Finlandia, a poche ore dall’inizio delle elezioni presidenziali in Russia. Da domani a domenica il popolo russo dovrà votare per scegliere il presidente della Federazione e, salvo imprevisti, Putin incasserà un nuovo mandato. Altri sei anni di potere incontrastato al Cremlino sullo sfondo del protrarsi della guerra in Ucraina. Per la vedova di Alexei Navalny il presidente russo “non è un politico, è un gangster”. Lo ha scritto in un editoriale sul ‘Washington Post’, invitando a non riconoscere il risultato delle elezioni presidenziali. “Sarebbe un segnale importante per la società civile russa e per le élite ancora fedeli a Putin”, assicura Yulia Navalnaya.

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Myroslav Marynovich, dissidente antisovietico
Myroslav Marynovich, dissidente antisovietico

Roma, 14 marzo 2024 – “Quello che era molto chiaro per noi dissidenti rinchiusi nei gulag era che il sistema era predestinato a crollare: ne eravamo sicuri, non sapevamo quando sarebbe successo, ma la direzione ci era chiara. E infatti. Ora la situazione è simile, il regime di Vladimir Putin è marcio, non è una Federazione, ma un impero e crollerà come l’Urss. Non sappiamo quando avverrà, ma la Federazione russa si disgregherà in più Stati, riducendo il controllo di Mosca alla Russia europea".

Vladimir Putin
Vladimir Putin

Myroslav Marynovich, 75 anni, vice rettore dell’università cattolica di Leopoli, in Ucraina, è uno degli ultimi dissidenti dell’Urss rimasti in vita. Negli anni ’70 fu tra i fondatori del ’Gruppo Helsinky’ ucraino, un collettivo che si occupava dei diritti umani e per questo dal 1977 è stato condannato ai lavori forzati e detenuto per sette anni nel gulag Perm VS389, in Siberia, prima di finire al confino in Kazakistan. In quegli anni ha trascorso 150 giorni in celle di isolamento come quella dove fu detenuto Navalny. Era a Roma per un convegno all’Università Gregoriana organizzato dall’istituto Acton.

Professor Marynovich cosa attendersi da queste elezioni presidenziali, a parte la ovvia vittoria di Putin?

"Nulla. Anzi, forse il regime cambierà in peggio, credo che Putin farà la mobilitazione generale per tentare di raggiungere i suoi obiettivi in Ucraina e trasformarla in uno Stato fantoccio del Cremlino, come la Bielorussia".

Crede che ci riuscirà?

"Dipende dall’Occidente. Se smetterà di aiutare Kiev, potrebbe succedere, altrimenti non credo proprio. Gli ucraini moriranno fino all’ultimo uomo per difendere la loro libertà, anche se la nostra democrazia è lontana dall’ideale".

Il Papa la pensa diversamente, vi ha suggerito “il coraggio della bandiera bianca”.

"Capisco che il Papa voglia salvare vite umane, lo apprezzo. Ma Sua Santità non conosce la Russia. Per lui ’bandiera bianca’ significa negoziati, mentre per Putin significa resa. Putin ha detto chiaramente che i suoi obiettivi non cambiano e che è disposto a trattare solo per ricevere una sostanziale resa dell’Ucraina. La sua pace si chiama sottomissione. Non ci sono per lui altre opzioni che continuare questa terribile invasione. Mi spiace per chi in Occidente si illude. Continuerà la guerra a oltranza, pure se Trump dovesse perdere le elezioni".

C’è la possibilità che un movimento democratico possa un giorno spodestare Putin?

"Purtroppo non credo in un futuro democratico per la Russia, almeno fino a che sarà un impero. Il sistema è irriformabile. La mentalità russa non è pronta per la democrazia che viene vista come disordine. Su questo lucra Putin, un ex Kgb, che ha anche ricostituito un apparato repressivo che impedisce la crescita di ogni movimento democratico. Il cambiamento, quando sarà, sarà improvviso, come è sempre stato in Russia. Potrà accadere vuoi per azioni violente come quella tentata da Prigozin, vuoi per per l’azione di qualche Repubblica della Russia asiatica, magari con forze nucleari sul suo territorio, che potrebbe dichiarare indipendenza, innescando un effetto a catena in altre Repubbliche. Ma sarà una cosa improvvisa. A quel punto la Federazione cadrà come un castello di carte".

Chi ha ucciso Navalny?

"Il sistema di potere di Putin, che ha creato le condizioni perché lui morisse: per questo è stato portato in Siberia, per deteriorare la sua salute sino al punto in cui il suo corpo ha ceduto. Io ci sono stato per sette anni in un gulag e posso assicurarvi che le condizioni sono estreme. Possono essere rese anche più estreme per schiantare chiunque. La responsabilità è di Putin che questo risultato ha voluto per dire ai russi: vedete? Ho ucciso Navalny, cocco dell’Occidente, pensate a cosa posso fare con voi che non siete nessuno".

Quindi siamo in un cul de sac. Che cosa dovrebbe fare l’Occidente?

"Capire che questo non è il conflitto tra due Paesi ma tra due sistemi: la democrazia e una criminale autocrazia. Putin non è pazzo, è spregiudicato. Spande paura in Occidente parlando di armi nucleari, ma non vuole davvero una escalation nucleare. Bara. La strategia migliore è il contenimento duro e l’aiuto all’opposizione democratica russa che, se il sistema crolla, non prima, potrebbe forse avere un futuro. Forse".