Ecuador news: liberati 41 ostaggi, cinque terroristi uccisi. Messaggio alla nazione di Noboa

Altra notte di violenze con auto incendiate ed esplosioni. Dopo il Perù, anche la Colombia schiera l’esercito al confine: “Pronti a reagire a qualunque situazione”

Roma, 11 gennaio 2024 – Esplosioni, automobili incendiate, guardie carcerarie rapite e altre vittime, tra cui almeno due poliziotti. È una resa dei conti di sangue non-stop quella tra Stato e criminalità organizzata in Ecuador. La doppia evasione del boss Fito e di Colon Pico, leader della banda dei Los Lobos, ha innescato la rivolta che il governo del presidente Daniel Noboa sta cercando di reprimere. Il capo del Comando congiunto, Jaime Vela, riferisce oggi di 329 “terroristi” arrestati, cinque uccisi. Nel suo primo rapporto ufficiale sulle operazioni in corso a seguito dell’ondata di violenza che ha travolto il Paese, Vela annuncia anche la liberazione di 41 ostaggi. 

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Ecuador, esercito nella metropolitana di Quito (Ansa)
Ecuador, esercito nella metropolitana di Quito (Ansa)

Noboa

"Siamo convinti che usciremo vittoriosi da questo conflitto", ha affermato Noboa in un messaggio alla nazione diffuso nella notte. Il presidente ecuadoriano ha accolto con favore l'approvazione della cosiddetta "Legge No More Blackouts", il suo secondo progetto urgente in materia economica, con il sostegno di 131 dei 137 membri dell'Assemblea nazionale, che ha definito "un voto storico". Ha affermato che il sostegno dei cittadini e dei partiti politici è essenziale per uscire dall’oscurità e generare giorni migliori per tutti. "Non arrendetevi mai al male. Lottate instancabilmente, sempre", ha concluso nel suo messaggio.

In un altro decreto, Noboa ha ammesso l'esistenza di un conflitto armato interno e ha elencato alcuni gruppi criminali classificati come terroristi che saranno perseguiti dalle forze di sicurezza.

Le violenze

L’Ecuador ha vissuto un’altra notte di violenze. A Quito si segnalano esplosioni in depositi di rifiuti, un’unità di polizia è finita sotto attacco.La radio La Calle Habla ha registrato una presunta sparatoria nel carcere della provincia di Esmeraldas (nord del Paese), mentre diversi media digitali hanno riferito dell'ingresso di un convoglio militare nel cantone di Durán, tra le zone epicentro degli scontri. 

Colombia schiera militari ai confini

La Colombia, intanto, ha schierato l’esercito al confine e si è detta disposta ad accogliere oggi gli eventuali 1.500 detenuti di nazionalità colombiana che Noboa ha annunciato di voler espellere. Una mossa tesa a mitigare, almeno in parte, le tensioni esistenti nelle carceri che sono all’origine di proteste e ammutinamenti. "I militari al confine assisteranno le operazioni di sicurezza, pronti a reagire a qualunque situazione", ha annunciato l'esercito colombiano sul suo account X. Ieri era arrivata una presa di posizione simile da parte del Perù. Questa settimana, il governo dell’Ecuador ha istituito lo stato di emergenza per 60 giorni e il coprifuoco nazionale per cercare di arginare la situazione.