Dijsselbloem, presidente dell'Eurogruppo (Lapresse)
Dijsselbloem, presidente dell'Eurogruppo (Lapresse)

Bruxelles, 22 marzo 2017 - I Paesi del sud Europa "spendono tutti i soldi per alcol e donne e poi chiedono aiuto". Non potevano non scatenare una bufera politica queste parole del presidente dell'Eurogruppo, l'olandese Jeroen Dijsselbloem. Da Renzi a Prodi, da Grillo a Pittella, da Meloni a Salvini - solo per citare gli italiani - le reazioni all'uscita poco felice sono arrivate a valanga. Lo stesso Pse "prende le distanze" dalle dichiarazioni di Dijsselbloem: "le sue parole non riflettono la visione della nostra famiglia politica, il modo in cui valutiamo le persone o il progetto europeo per il quale stiamo lottando". E già ieri c'era stata la levata di scudi dei deputati spagnoli.

"FRAINTESO MA NON LASCIO" - In molti sono arrivati a chiedere le dimissioni del politico del Paesi Bassi, che però fa sapere di non averne alcuna intenzione. "Mi dispiace che il mio messaggio sia stato frainteso e che sia stato fatto un collegamento tra la frase sul Nord e il Sud", e "mi dispiace se qualcuno si sia sentito offeso", dice in una nota il presidente dell'Eurogruppo. La "frase sulle donne e l'alcol era riferita a me stesso, ho detto che non posso aspettarmi che se spendo i miei soldi in modo sbagliato possa poi chiede aiuti finanziari", aggiunge precisando che "non ho intenzione di dimettermi". Il commento - si legge ancora nella nota - "era diretto, e può essere spiegato da una rigida cultura olandese, calvinista, con immediatezza olandese. Capisco che non sia sempre ben capito e apprezzato, altrove in Europa, e questa è un'altra lezione che ho imparato". Dijsselbloem invita invece a "proseguire le riforme", riconoscendo a "molti Paesi, inclusi quelli del Sud", di aver fatto sforzi profondi negli ultimi anni. 

L'INTERVISTA A FAZ - L'intervista della discordia è stata rilanciata al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, nella quale ha dichiarato che se i Paesi del Nord hanno "dimostrato solidarietà con i Paesi colpiti dalla crisi ci sono anche degli obblighi. Non si possono spendere tutti i soldi in alcol e donne e poi chiedere aiuto". Già in mattinata Dijsselbloem aveva spiegato che le dichiarazioni non riguardavano "un solo Paese ma tutti i paesi. Anche l'Olanda per un certo numero di anni non è riuscita a rispettare quanto concordato". Secondo Dijsselbloem, se si vuole "mantenere sostegno politico e dell'opinione pubblica in tutta l'Ue a favore della solidarietà occorre sempre parlare di quali impegni e quali sforzi devono essere fatti da ciascuno. Questo è come la solidarietà dovrebbe funzionare e funzionerà", ha detto il presidente dell'Eurogruppo. 

Juncker: "Rispetto e amore per il Sud Europa"

LE REAZIONI - Le parole di Jeroen Disselbloem hanno però scatenato un vespaio. Una presa di distanza è arrivata dalla Commissione Europea, con Jean-Claude Juncker che - attraverso il suo portavoce - ha spiegato di avere "sempre espresso il suo rispetto, la sua simpatia e il suo amore per il Sud Europa. Ognuno è responsabile delle sue parole".

Gianni Pittella attacca: "Non è la prima volta che Dijsselbloem esprime opinioni economiche e politiche che contraddicono la linea della famiglia progressista europea. Ora con queste parole scioccanti e vergognose, è andato molto oltre usando argomentazioni discriminatorie contro i Paesi dell'Europa del Sud. Non ci sono scuse o ragioni per usare un tale linguaggio specialmente da uno che è dovrebbe essere progressista", ha aggiunto. "Mi chiedo davvero se una persona con queste convinzioni possa ancora essere considerato adatto a fare il presidente dell'Eurogruppo". 

Il M5S con Grillo ne chiede le immediate dimissioni, e chiede a Padoan di prendere le distanze. L'olandese, ministro delle finanze uscente, resterà presidente dell'Eurogruppo fino a che non sarà formato il nuovo Governo, che potrebbe impiegare parecchi mesi a nascere. Sostenuto dai tedeschi, è stato riconfermato nel 2015 per un secondo mandato avendo la meglio sullo spagnolo Luis De Guindos, che punta ancora a prendere il suo posto.

In un lungo post su Facebook, l'ex premier Matteo Renzi non ha dubbi: "Prima si dimette meglio è":

Prodi: "Ho percepito un senso d'invidia..."

Dal canto suo Romano Prodi, ex presidente della Commissione Ue Prodi, commenta con uno sferzante 'Dijsselbloem? Ho percepito un senso di invidia...', mentre Pier Ferdinando Casini è ancora più duro: "O era ubriaco o è completamente privo di conoscenze di base: sono sconcertato. Dovrebbe seriamente considerare le dimissioni. Un commissario deve rispettare tutti i Paesi". Secondo Giorgia Meloni Dijsselbloem non solo dovrebbe lasciare l'incarico, ma anche scusarsi. Anzi, "il governo italiano deve pretendere scuse ufficiali". E anche Matteo Salvini attacca: "Quelle parole sono la rappresentazione migliore di questa Europa di matti. Il problema non è che si dimetta lui, ma che questa Unione Europea, rappresentata da signori come questo, è la negazione del sogno europeo". 

Costa: "Parole razziste e sessiste: è il rischio del populismo"

Il premier del Portogallo Antonio Costa, sottolinea il sessismo e il razzismo che stanno dietro le parole del presidente dell'Eurogruppo: "Queste dichiarazioni sono completamente inaccettabili e sono anche molto pericolose, perché mostrano bene il pericolo del populismo". 

Sulla stessa lunghezza d'onda il portavoce del governo greco, Dimitris Tsanakapulos, secondo cui le affermazioni del presidente dell'Eurogruppo sono "machiste" e contengono "stereotipi fuori di luogo" che  non fanno altro che "ampliare la frattura nord-sud" e sono terreni fertili per "punti di vista estremisti". 

Schaeuble: "Non do voti alle interviste"

Unica voce fuori dal coro, quella di Wolfgang Schaeuble, la cui portavoce, rispondendo a una domanda sulle diverse richieste di dimissioni, assicura: "Schaeuble apprezza il lavoro di Jeroen Dajsselbloem. E noi contiamo sul fatto che l'eurogruppo sia ancora pienamente funzionante per il resto della legislatura". Quanto all'intervista a Faz, la portavoce taglia corto: "Io non do voti alle interviste".