Londra, 17 ottobre 2019 - C'è l'accordo sulla Brexit. "Abbiamo concordato una base equa e ragionevole per un'uscita ordinata - ha detto il capo negoziatore per l'Ue, Michel Barnier -. Dall'1 novembre speriamo di lavorare a un nuovo rapporto con il Regno Unito". L'intesa dovrà avere il via libera delle altre istituzioni europee e del Parlamento britannico. "L'accordo è il risultato di un lavoro molto intenso - ha spiegato Barnier -. I diritti saranno garantiti in maniera sostenibile. Evitiamo la frontiera fisica tra Irlanda e Irlanda del Nord, proteggiamo l'integrità del mercato unico e l'Irlanda del nord rimarrà nel territorio doganale del Regno Unito. E' stato difficile, ma abbiamo raggiunto un risultato insieme". "L'Irlanda del Nord rimarrà allineata a una serie di regole europee relative alle merci", ha sottolineato il capo negoziatore Ue. "Raggiungiamo due obiettivi: preserviamo l'integrità del mercato unico e rispettiamo la sovranità del Regno Unito", ha concluso.

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JOHNSON - Esulta il premier britannico Boris Johnson, che su Twitter, scrive: "Abbiamo un nuovo grande accordo che riprende il controllo: ora il Parlamento dovrebbe concludere la Brexit sabato, così possiamo passare ad altre priorità come il costo della vita, il servizio sanitario nazionale, i crimini violenti e il nostri ambiente". 

JUNCKER - Soddisfatto anche il presidente della Commissione europea Jean-Calude Juncker. "Dove c'è una volontà, c'è un accordo. Noi ne abbiamo uno - scrive anche lui su Twitter -. E' un accordo equo e bilanciato per l'Ue e per il Regno unito ed è la testimonianza del nostro impegno nel trovare soluzioni. Raccomando che il Consiglio Ue appoggi questo accordo".

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DUP PERDE IL VETO - Johnson deve però convincere gli unionisti nordirlandesi del Dup, che hanno già fatto sapere la loro contrarietà confermando quando comunicato in mattinata. "Non possiamo sostenere ciò che viene suggerito in materia doganale e relativamente al consenso" - avevano detto -. E poi "manca chiarezza sull'Iva". Tuttavia, proprio in base all'accordo, il partito avrebbe perso la leva del veto sull'entrata in vigore delle nuove disposizioni. Infatti, secondo quanto riferito da Michel Barnier, "quattro anni dopo l'avvio del nuovo accordo tra Ue e Regno Unito, il Parlamento nordirlandese deciderà a maggioranza semplice se mantenere l'intesa in vita". Invece la bozza proposta in precedenza da Johnson, prevedeva che il piano per l'Irlanda del Nord sarebbe entrato in vigore solo dopo un voto del Parlamento nordirlandese, sul quale il Dup avrebbe potuto mettere il veto. 

CORBYN CONTRARIO - L'accordo non convince nemmeno Jeremy Corbyn. "Non riunificherà il Paese e dovrebbe essere respinto", ha scritto il leader dei laburisti. Ieri il leader dell'opposizione aveva dichiarato di essere pronto ad appoggiare un secondo referendum su un nuovo accordo per la Brexit. Secondo il Times, Corbyn intenderebbe sostenere un emendamento per un nuovo voto sull'accordo di uscita del Regno Unito dall'Unione europea.

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VON DER LEYEN - "Sono sollevata per l'accordo, ma sono triste che i nostri amici britannici lasceranno l'Unione Europea. Avere una Brexit ordinata è di massima importanza per i cittadini, per l'economia e come punto di partenza per le relazioni future", ha dichiarato invece la presidente eletta della Commissione, Ursula von der Leyen