Mercoledì 24 Aprile 2024

Gli insulti di Biden a Putin, il politologo Spannaus: "Utilizza parole forti per competere con Trump"

L’attacco al capo del Cremlino: "È un figlio di... ". La replica: pensi a suo figlio Hunter. L’analista americano: ha parlato a un evento privato, non c’è volontà politica

Roma, 22 febbraio 2024 – Una frase pronunciata a un evento privato, non a un comizio, per farsi vedere in forma dai propri elettori. Il presidente Joe Biden, durante una raccolta fondi, ha dato del "figlio di p... " al presidente Putin, scatenando un putiferio (la replica del Cremlino: "Pensi al figlio Hunter"). Andrew Spannaus, giornalista e autore con Alessandro Milan del podcast That’s America su Radio 24 spiega perché si deve fare molta attenzione prima di attribuire una volontà politica a questo messaggio.

Il presidente Vladimir Putin
Il presidente Vladimir Putin

Andrew Spannaus, il presidente Biden ha insultato il presidente russo Vladimir Putin. Cosa dobbiamo aspettarci?

"Sicuramente riflette anche il momento, cioè la morte di Navalny. Biden ha scelto di criticare in modo molto diretto Putin senza essere cauto. Vuole avere una posizione netta anche per contrastare quella assunta da Donald Trump. In ultimo, ha voluto sottolineare che la stima che Putin ha espresso nei suoi confronti quasi una settimana fa non è ricambiata".

La settimana scorsa, in effetti, Putin ha detto che preferirebbe una rielezione di Biden a quella di Trump. Ma quanto è vero, secondo lei?

"È un punto interrogativo chiaramente. Però secondo me c’è una logica. Biden è più prevedibile rispetto a Trump. Il presidente in carica va passo per passo, vuole evitare lo scontro diretto. D’altra parte Trump è uno che vuole trattare con Putin, ma in un momento di crisi, può fare cose fuori dalle righe, come con l’Iran. Se si considera che stiamo parlando di due potenze nucleari, questo preoccupa di più".

Le parole di Biden, oltre che alle recenti esternazioni di Putin, possono essere collegate al contesto di una campagna elettorale particolarmente di fuoco?

"Facciamo attenzione. Non si trattava di un comizio pubblico, ma di una raccolta fondi privata. Sono due eventi molto diversi. Bisogna stare attenti a voler attribuire una volontà politica al messaggio. Se fosse stato un messaggio pianificato in anticipo lo avremmo trovato su tutti i più grandi giornali americani. Certo, l’uscita non fa male alla sua immagine da presidente mite e regolare. Forse Biden ha voluto fare vedere che anche lui può fare il duro di fronte a leader ‘cattivi’. Ma non credo faccia parte di una strategia particolare. Quando parla a braccio è possibile che si lasci sfuggire delle cose, senza averle concordate con i suoi consiglieri".

A fronte di un Biden che insulta Putin, c’è un Trump che, a causa delle sue vicende giudiziarie, si è paragonato a Navalny. Come possiamo interpretare questa uscita?

"Trump ragiona in termini di vittima di persecuzione politica. Diciamo che il paragone è un po’ esagerato, ma come Putin ha messo in galera il suo oppositore, così Biden vuole mettere in galera lui. Posto questo, il sistema politico e giudiziario americano è chiaramente molto diverso da quello russo. Chi va per strada e protesta a favore di Trump non viene arrestato, salvo quando faccia parte di un gruppo violento come quello di Capitolo Hill. Quindi paragonare le istituzioni democratiche americane alla Russia non ha molto senso e non è nemmeno da prendere troppo sul serio".

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