Ucraina, l’Unione Europea prepara nuovi aiuti: 20 miliardi per Kiev

L’operazione dovrebbe avvenire bypassando l’Ungheria di Viktor Orban, da molti considerato un agente destabilizzatore di Mosca nell’Ue

L’Unione Europea cerca di aiutare l’Ucraina bypassando l’Ungheria di Viktor Orban, da molti considerato un agente destabilizzatore di Mosca nell’Ue. Secondo il Financial Times, Bruxelles starebbe preparando un piano di riserva da 20 miliardi di euro, utilizzando una struttura del debito che non richieda il parere favorevole di tutti i Paesi. Si tratta di un compromesso al ribasso rispetto ai 54 miliardi che l’Ungheria ha bloccato due settimane fa, dicendo no a una proposta di pacchetto quadriennale, accettando però l’apertura dei negoziati di ingresso per l’ingresso dell’Ucraina in Unione Europea. In quell’occasione, Budapest aveva richiesto che i fondi per l’Ucraina venissero stralciati dal bilancio Ue e presi da un fondo a parte.

Viktor Orban
Viktor Orban

Adesso che sembra essere stata trovata una soluzione, è il tempo che rema contro. Se non dovesse essere approvato questo pacchetto di aiuti da 20 miliardi, Kiev potrebbe andare incontro a una crisi di bilancio devastante non solo per le sorti del conflitto, ma anche per l’economia interna del Paese. Lo schema del prestito comporterebbe che gli Stati membri partecipanti forniscano garanzie al bilancio dell’Ue, consentendo alla Commissione di prendere a prestito fino a 20 miliardi di euro sui mercati di capitali per darli a Kiev il prossimo anno. In questo caso si potrebbe procedere anche davanti a un veto di Orban al prossimo vertice, previsto per il 1° febbraio. I termini precisi sono ancora in discussione e la cifra non è ancora definitiva.

Si tratta dello stesso schema adottato nel 2020, quando lo scoppio della pandemia costrinse Bruxelles a fornire agli Stati Membri circa 100 miliardi di finanziamenti a basso costo per i programmi a sostegno dell’occupazione. Questa formula eviterà alla presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, di ottenere la garanzia di tutti i 27, perché avrà bisogno solo dell’ok dei Paesi con i migliori rating creditizi. Quindi non certo l’Ungheria di Viktor Orban.

L’unico ostacolo è la lunghezza della procedura. Alcuni Paesi, tra cui Germania e Paesi Bassi, avrebbero bisogno dell’approvazione parlamentare per le garanzie nazionali. A Bruxelles sperano che il processo possa concludersi entro marzo. Lo svantaggio più grosso dello schema è che prevede solo prestiti e non anche sovvenzioni, che potranno essere forniti solo a livello bilaterale da parte dei singoli Stati. Nonostante si tratti di un compromesso al ribasso, la notizia non ha comunque fatto piacere a Mosca. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha usato parole molto dure nei confronti dell’iniziativa, dicendo che qualsiasi nuova tranche di aiuti a Kiev non cambierà le sorti della guerra e che l’economia europea subirà le conseguenze del sostegno economico all’ex repubblica sovietica.