Venerdì 17 Maggio 2024

"A ore il raid dell’Iran". Stop alle gite scolastiche e code ai supermercati. Così Israele si blinda

Usa e Francia mettono in guardia cittadini e diplomatici nella regione. Si teme il lancio di missili contro le infrastrutture energetiche. Netanyahu riunisce il gabinetto di sicurezza per decidere la strategia.

"A ore il raid dell’Iran". Stop alle gite scolastiche e code ai supermercati. Così Israele si blinda

"A ore il raid dell’Iran". Stop alle gite scolastiche e code ai supermercati. Così Israele si blinda

di Aldo Baquis

TEL AVIV

Già assuefatti da mesi ai continui attacchi da più fronti (in primo luogo da Gaza e dal Libano) gli israeliani aspettano adesso una offensiva in grande stile che i dirigenti iraniani hanno apertamente preannunciato. Si tratta di una ritorsione per la uccisione avvenuta il primo aprile a Damasco, del generale Mohammad Reza Zahedi, noto anche come Hassan Mahadavi, comandante supremo dei Pasdaran in Siria e Libano. L’attacco aereo, attribuito a Israele, lo ha colpito insieme con altri alti ufficiali, in un edificio limitrofo all’ambasciata iraniana. In Israele è scattata la massima allerta, in particolare nella aviazione. Ma alla vista di scene di affollamento nei supermercati (con carrelli riempiti di acqua minerale e di scatolame), nelle farmacie e ai bancomat, giovedì sera il portavoce militare Daniel Hagari ha cercato di calmare le acque e ha assicurato alla nazione che per il momento non c’è motivo di alterare la routine nelle retrovie. "Abbiamo difese eccellenti – ha rilevato – anche se non del tutto ermetiche".

Si temono fra l’altro lanci di missili balistici contro infrastrutture strategiche, forse anche accompagnati da stormi di droni, o da attacchi terroristici. I notiziari radio sono tutt’altro che tranquillizzanti. Ieri in mattinata si è appreso di una telefonata notturna del ministro della difesa Yoav Gallant con il segretario alla Difesa Usa, Llloyd Austin; poi di un suo incontro a Tel Aviv con un importante generale americano; e quindi di una consultazione straordinaria con il premier Benjamin Netanyahu al Ministero della Difesa di Tel Aviv.

Nelle stesse ore la Lufthansa ha annullato voli per Tel Aviv e il Ministero degli Esteri francese ha consigliato ai suoi cittadini di non recarsi in visita in Israele, in Libano e nei Territori palestinesi. Ai diplomatici Usa attivi in Israele è stato consentito al momento di trovarsi solo a Tel Aviv, a Gerusalemme o a Beer Sheva. Ossia, di evitare il nord di Israele (Golan incluso) ed il sud.

Negli istituti scolastici sono state annullate gite previste per i prossimi giorni e agli allievi è stato consigliato di tenere in casa quanto necessario loro, nella eventualità che la settimana prossima le lezioni vengano annullate. Nei giorni scorsi diversi ministri hanno partecipato ad una grande simulazione in cui sono state esaminate le ripercussioni di possibili attacchi dell’Iran e degli Hezbollah contro gli aeroporti, contro i porti e nelle principali arterie. Uno degli scenari presi in considerazione è quello di un black-out prolungato a causa di bombardamenti serrati contro le centrali elettriche. "Gli israeliani potrebbero restare senza corrente elettrica per un periodo prolungato ed anche in zone estese" ha avvertito il direttore della compagnia elettrica Meir Spiegler. "In caso di bombardamenti continuati, le riparazioni necessiterebbero giorni. E la distribuzione della corrente riprenderebbe inizialmente sono per gli impianti strategici e per gli ospedali".

Negli ultimi giorni si è delineato un crescente interesse per i generatori elettrici domestici, di importanza critica per chi abbia degenti anziani in casa. Ma secondo Spiegler nemmeno loro rappresenterebbero una soluzione sufficiente. "Dopo un giorno occorrerebbe acquistare diesel, che però potrebbe risultare introvabile".

Secondo la radio militare, si è notato un improvviso aumento degli attacchi informatici lanciati dall’intelligence dell’Iran. Sul web sono stati diffusi inoltre tentativi più o meno sofisticati concepiti per accrescere lo stato di ansia degli israeliani. Fra questi, un filmato che illustra un attacco contro la centrale atomica di Dimona, nel Negev.

Intanto la polizia deve cimentarsi con una questione delicata, in parte di sicurezza ed in parte politica. Sabato sera, come ogni settimana, i familiari degli israeliani tenuti in ostaggio a Gaza e gli oppositori del governo Netanyahu vorrebbero tenere due manifestazioni, entrambe nel centro di Tel Aviv. Vietarle metterebbe in cattiva luce il governo. Ma autorizzarle significherebbe consentire la presenza preannunciata di decine di migliaia di persone attorno ai recinti del Ministero della Difesa: ossia di uno dei possibili bersagli dell’Iran.