Sabato 20 Aprile 2024

Elezioni 2022, il consulente Usa che odia la destra: "Offro aiuto ai candidati Pd"

Arun Chaudhary, capo della società americana Social Changes, è a Roma. Incontrerà alcuni democratici in lista. Ma molti hanno già deciso di rifiutare i suoi servigi

Il capo di Social Changes Arun Chaudhary, 47 anni, mentre lavorava insieme a Obama

Il capo di Social Changes Arun Chaudhary, 47 anni, mentre lavorava insieme a Obama

6 settembre 2022 - Alcuni candidati più vicini alla sinistra nelle prossime elezioni politiche del 25 settembre potranno contare non soltanto sull’aiuto del proprio partito. A dare loro sostegno (che in passato è stato anche economico) c’è Social Changes, organizzazione americana che come direttore creativo ha il filmmaker Arun Chaudhary, "il primo videografo ufficiale della Casa Bianca", una posizione creata appositamente per lui all’inizio dell’amministrazione Obama. Nel 2016 Chaudhary è stato digital creative director per Bernie Sanders, per il quale ha supervisionato le produzioni video e grafiche "per la sua ‘ribelle’ campagna alle presidenziali", supportando anche la creazione dei contenuti strategici. La loro piattaforma è calibrata su contenuti progressisti: vogliono "tassare i ricchi" e lanciare "il prossimo movimento per la pace globale". Ma perché proprio l’Italia, chiediamo a Chaudhary.  “Social Changes - ci risponde - è una società di comunicazione politica con clienti in moltissimi Paesi dove si cerca di produrre un cambiamento in senso progressista, di ridurre le disuguaglianze e di assicurarsi che l'accesso a una vita dignitosa sia disponibile per tutti. Si tratta di un aspetto cruciale per l’Europa, non solo in Italia, ma anche in Svezia, dove le elezioni si terranno prima e che  saranno importanti per individuare le tendenze". Per troppo tempo, prosegue, "ai lavoratori di tutto il mondo è stato chiesto di pagare per le azioni e gli incidenti delle multinazionali e della cattiva politica".

A Stefano Vaccari, responsabile Organizzazione del Pd nazionale, abbiamo chiesto se la segreteria ha dato un’indicazione per i candidati da sostenere: "Io non me ne sono occupato e credo che anche il settore Comunicazione non abbia seguito la vicenda. La scelta è stata libera" dice Vaccari. Ma Social Changes ha avuto informazioni dalla segreteria o ha contattato  direttamente i candidati? "Da me non sono passati, dalla Comunicazione non so. Sicuramente lui ha proceduto direttamente con i candidati". Chiaro. Chaudhary però spiega: "Per quanto riguarda i candidati alle prossime elezioni al momento non stiamo sostenendo nessuno, in queste elezioni, ma penso che sarebbe estremamente importante pensare a coalizioni più ampie nel centro-sinistra. Ci devono essere più candidati che assomiglino alla gente, che siano più giovani, della classe lavoratrice, che portino nuove voci al governo. Social Changes cerca coloro che fanno di questo il loro impegno, e noi li prendiamo in considerazione".

La missione di Social Changes, che ha aperto un ufficio a Roma in piazza San Silvestro (Chaudhary è rientrato ieri nella Capitale da Vilnius), è nota perché già da tempo opera anche in Italia: organizza campagne elettorali per candidati in linea con i suoi valori. "Lavoriamo per progressisti senza paura", c’è scritto sul sito ufficiale, dove si spiega il senso della loro ragion d’essere: "L’incredibile ritorno dell’estrema destra ci impone di cambiare il modo in cui facciamo campagna elettorale, e in fretta. Frustrati da come la politica rimane distante dai problemi sulle due sponde dell’Atlantico, abbiamo deciso di sfidare lo status quo intervenendo nei cambiamenti sociali attraverso la condivisione di competenze e approcci che derivano dalle nostre battaglie comuni".

Ma Social Changes pensa che Meloni vincerà? "Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate voi, ma Giorgia Meloni è stata costantemente sottovalutata, così come i messaggi dell’estrema destra, che sono riusciti a penetrare nell’elettorato. La mia impressione è che la leader di FdI sia pronta a fare molto bene", ci dice Chaudhary. Nei prossimi giorni l’organizzazione incontrerà alcuni parlamentari del Pd, anche se tra i candidati più anziani c’è chi non intende utilizzare i  servizi offerti dagli americani (Andrea Romano, per esempio, dice che non ne farà uso).

Nelle regionali del 2020 in Emilia-Romagna Social Changes ha sostenuto la campagna elettorale di Elly Schlein, risultata campionessa di preferenze al fianco di Stefano Bonaccini, di cui è diventata vicepresidente in Regione. Ora è candidata alle Politiche nelle liste del Pd. 

Nel 2019 Social Changes si era occupata invece delle elezioni europee: "Durante la settimana finale di quella campagna elettorale - scrivono gli organizzatori sul loro sito - Social Changes è entrata nella gestione della campagna di Caterina Cerroni, la candidata più  giovane, proveniente da un paesino della seconda regione più piccola d’Italia, il Molise: con i suoi soli 27 anni era ampiamente sottostimata. Per promuovere la sua candidatura abbiamo creato tutti gli asset web e digitali nonché una serie di video e materiali che hanno approfondito tematiche chiave, per molti considerate tabù, come immigrazione, femminismo, razzismo, chiusura di stabilimenti inquinanti e molto altro. Caterina alla fine ha ottenuto 34.700 voti di preferenza superando ampiamente qualsiasi aspettativa". 

Cerroni non è arrivata a Bruxelles, ma è stata eletta segretaria nazionale dei Giovani democratici. Adesso è candidata alle Politiche. Fonti di Quotidiano Nazionale spiegano che Social Changes in Italia è vicina anche a Peppe Provenzano, vicesegretario del Pd, le cui ambizioni politiche potrebbero iniziare il giorno dopo le elezioni, con il possibile avvio della fase congressuale. 

Il metodo Social Changes sembra essere prezioso per i candidati. Prendiamo il caso di Federica Benifei, candidata alle elezioni regionali toscane a Livorno nel 2020. Ostetrica, all’epoca sconosciuta ai più (e nota soprattutto per essere la nipote del partigiano Garibaldo), militante dei Giovani democratici. Benifei alla fine non è stata eletta me è arrivata terza nel suo collegio prendendo 6.332 voti, a poca distanza da un professionista della politica come Francesco Gazzetti, arrivato secondo con 7.028. L’aspetto più interessante della candidatura Benifei sono le risorse economiche impiegate nella campagna elettorale: tra il 28 luglio e il 23 settembre 2020 sono stati spesi 11 mila e 267 euro di sponsorizzazioni (140 in totale) su Facebook.

Nella squadra di Social Changes, di cui fanno parte fra gli altri Jessica Shearer, che ha lavorato alla campagna elettorale di Obama, Daraka Larimore-Hall, educatore e vicepresidente del Partito democratico della California, ha lavorato anche un italiano, Ludovico Manzoni, milanese, consigliere del primo municipio a Milano, che però adesso non figura più nel team sul sito di Social Changes. Contattato via WhatsApp da QN, Manzoni ha visualizzato i messaggi ma non ha risposto. "Basta con il doppiopesismo! Salvini e Meloni attaccano i candidati giovani del Pd perché a vent’anni avevano fatto qualche critica a Israele o perché avevano celebrato la rivoluzione d’Ottobre", scriveva Manzoni su Facebook ad agosto, quando è scoppiato il caso delle candidature antisioniste del Pd.