Deborah Bergamini: "Gelmini e Carfagna? Un profondo dispiacere"

Le parole della candidata in Toscana per Forza Italia, sulla scelta delle ex colleghe del cerchio magico. E sulla Meloni premier: "nessun veto, solo voti". Da donna a donna

La sottosegretaria Deborah Bergamini (Ansa)
La sottosegretaria Deborah Bergamini (Ansa)

Roma, 25 agosto 2022 - Sottosegretaria nel governo Draghi, da sempre in Forza Italia, fedelissima di Berlusconi. E' candidata in due collegi proporzionali per la Camera in Toscana, la sua terra. Ha il cuore in Versilia ed ama Firenze. Ha fatto il tagliando all'auto per un mese da perdifiato, la campagna elettorale incalza. 

Onorevole Deborah Bergamini, ci siamo. Il suo partito, Forza Italia, è attestato tra 8 e 10 % dai sondaggi. Non rischia di essere al traino delle altre due forze del centrodestra e consumato da Calenda e Renzi? "Faremo più del 10 per cento. Forza Italia esprime una visione liberale e moderata di Paese che è diversa e complementare alla proposta politica degli alleati di centrodestra.  Chi vuole che questa trazione moderata sia il baricentro della coalizione può fare molto mettendo la croce sul simbolo di Forza Italia. Uniti siamo più forti, lo dimostrano le esperienze delle 14 regioni e delle tantissime città in cui governiamo insieme. Per quanto riguarda i voti a Renzi e Calenda, credo che gli elettori sappiamo bene che entrambi provengono dalle fila del Pd, anche se adesso si chiamano diversamente, e che dare il voto a loro significherà inevitabilmente aiutare le sinistre".

Ha sentito Gelmini e Carfagna dopo lo strappo? Che ne pensa della loro scelta?  Anche loro sembravano fedelissime a Berlusconi come lei. "Non le ho sentite ma la loro decisione per me è stato un profondo dispiacere. Per molti anni abbiamo condiviso battaglie di libertà e ora con la loro scelta rischiano di portare voti al bacino della sinistra che abbiamo sempre combattuto. I valori e gli ideali di Forza Italia sono agli antipodi del credo della sinistra. Grazie alla discesa in campo del Presidente Berlusconi e alla nascita di Forza Italia, molti di noi hanno trovato un punto di riferimento moderato, liberale, cristiano e garantista. E abbiamo portato in Parlamento questi valori rimanendo fedeli al mandato dei nostri elettori. Comunque saranno i cittadini a decidere".

Tre temi per la sua campagna elettorale. "Sono figlia della Toscana e porterò avanti il lavoro fatto fin qui per la mia regione. Chi ha bussato alla porta di Forza Italia ha sempre trovato porte aperte e orecchie attente e sarà così anche negli anni a venire. Oltre a ciò mi impegnerò per le fasce più anziane della nostra popolazione, consegnate in molti casi alla solitudine e alla preoccupazione economica. Andranno alzate le pensioni, dovrà essere garantito un vero diritto alla salute e anche una alfabetizzazione tecnologica. Inutile che lo Stato porti servizi essenziali su app e smartphone se milioni di nostri concittadini meno giovani non sono in grado di usarli. Infine ritengo molto strategici i temi di politica estera. Esportiamo prodotti italiani per 500 miliardi di euro l'anno, le scelte di politica estera richiedono grande visione e pianificazione, a partire dal nostro spazio in Europa".

Giorgia Meloni premier. Ha letto il dibattito sul fattore D in politica. Lei festeggia il 26 se la leader di Fdi prende più voti di tutti? Come collega di coalizione o come donna? "Nessun veto, solo voti. Chi prenderà più voti nella coalizione di centrodestra esprimerà al Presidente della Repubblica il nome del Presidente del Consiglio. Io naturalmente mi auguro che possa essere Forza Italia, la quale esprimerebbe sicuramente una figura liberale e moderata, nel solco dei valori a cui ci richiamiamo dalla nostra nascita. Come cittadina sono sempre felice quando viene premiato il merito, a prescindere dal genere.  Governare un Paese richiede impegno ed abnegazione e sono certa che il centrodestra esprimerà in tutti i casi un esponente autorevole all’altezza del ruolo".