Bestetti (FI) "Giovani esclusi dalle liste, che delusione"

L'amara considerazione del consigliere comunale di Milano e segretario dei Giovani di Forza Italia

Marco Bestetti (Ansa)
Marco Bestetti (Ansa)

Marco Bestetti, classe 1987 e una laurea in legge, ha fatto tutta la gavetta amministrativa possibile: rappresentante universitario, consigliere di municipio a Milano, presidente di Municipio di zona 7, Consigliere Comunale e infine Segretario dei Giovani di Forza Italia. Escluso dalle liste alle elezioni politiche, ha indirizzato il malcontento suo e quello dei rappresentanti del movimento giovanile, ad un duro comunicato stampa, che, però, non ha incontrato risposta nella dirigenza del partito.

Marco Bestetti, tutti si aspettavano una candidatura con il suo nome, cos’è successo?

"Da 28 anni, il Coordinatore Nazionale di Forza Italia Giovani é sempre stato candidato in Parlamento. Ma non ne ho mai fatto una questione personale. Ai dirigenti che stavano componendo le liste ho chiesto di garantire la presenza di almeno un rappresentante della nostra comunità. Non solo questo non è accaduto, ma è stato pure riconosciuto spazio a voltagabbana e persone estranee al nostro movimento. Scelta miope ed autolesionista."

Quanto contano i giovani oggi nei partiti, e in Forza Italia?

"Purtroppo li si dà troppo spesso per scontati, anche in Forza Italia, dimenticando forse che, proprio per l'età, siamo mossi solo dall"entusiasmo. Perso quello, si perdono i movimenti giovanili. E quindi la proiezione dei rispettivi partiti verso il futuro. Investire sui giovani significa investire sul futuro."

Il partito è cambiato negli anni, perdendo potere rispetto alle posizioni sovraniste della Lega. Quanto ha pesato avere posizioni più liberali?

"Purtroppo la recente composizione delle liste ha seguito altri criteri di valutazione. Più di tipo amicale che ideale. Questo é la negazione della politica. Il Presidente Berlusconi ha sempre saputo trovare la sintesi tra diverse sensibilità. Spiace che alcuni suoi dirigenti non abbiano la sua stessa capacità."

Alcuni nomi di spicco di Forza Italia hanno scelto di lasciare il partito ed entrare in Lega, Azione o FDI. Quante di queste scelte sono dettate da ideali e quanto da necessità?

"Non è stato uguale per tutti. Ma quando se ne vanno colleghi e amici di partito, anche storici e molto vicini al Presidente Berlusconi, è sempre un fallimento." 

Che futuro vede per Forza Italia?

"Difficile rispondere quando il tuo partito ha appena deciso di non investire sul suo movimento giovanile".

E per il centrodestra?

"Una imminente vittoria elettorale, trainata da FDI."

Che futuro vede per lei?

"Continuerò a fare politica fino a quando mi verrà consentito di farlo a modo mio, a viso aperto, senza paura". 

La stanno già corteggiando altri partiti?

I corteggiamenti li lascio a sfere più piacevoli della vita. Ho sicuramente registrato un'ampia solidarietà, del tutto trasversale, che ho molto apprezzato.

Cosa direbbe ad un ragazzo di 18 anni che vuole fare politica oggi?

Di dedicarsi allo studio e alla costruzione della propria professione, lasciando la politica nell'alveo delle passioni. Chi vive del proprio lavoro gode del privilegio più prezioso in politica: essere liberi. È il più importante insegnamento che ho ricevuto dal Presidente Berlusconi. E gliene sono grato, perché aveva ragione.