Sabato 15 Giugno 2024
COSIMO ROSSI
Elezioni

Alleanze future. Von der Leyen arruola Meloni. E boccia Le Pen

"Pro Europa e filo Ucraina, con Giorgia si può lavorare". Porte chiuse agli altri Conservatori e ai sovranisti.

Benvenuti Giorgia Meloni e FdI, ma non gli altri partiti conservatori di Ecr. E tantomeno Marine Le Pen e i sovranisti del gruppo Identità e Democrazia; anche se ieri hanno formalizzato l’espulsione dei tedeschi di AfD. Ursula Von Der Leyen scopre le carte della maggioranza cui guarda per il bis alla guida della Commissione europea. Soddisfatta del lavoro svolto con la premier, come "con tutti i capi di Stato e di governo", per la candidata tedesca del Ppe Meloni ottempera alle tre discriminanti chiave. Essere cioè "pro-Europa, pro-Ucraina (quindi anti-Putin) e pro-Stato di diritto". Tre condizioni poste non solo dal Ppe, ma da tutto l’establishement europeo e Nato. Meloni "è stata molto chiara su questo", sostiene von der Leyen, secondo cui "Se ciò continua, offriamo di lavorare insieme".

La premier italiana viene reclutata in diretta nel corso del dibattito tv con gli altri Spitzenkandidat. Non per questo von der Leyen apre al resto di Ecr. Anche con la leader di FdI permangono differenze, come sulle politiche Lgbtiq+. Ma il distinguo è con le forze nazionaliste come Rn, AfD, i polacchi di Konfederacja e tutti coloro che "hanno una cosa in comune: sono amici di Putin e vogliono distruggere la nostra Europa". E siccome i voti si vanno a cercare in Parlamento, la pattuglia italiana di Meloni come quella ceca del premier Petr Fiala rappresentano le destre di governo considerate potabili per allargare la maggioranza.

Un disegno che suscita le ire del socialista Nicholas Schmit e il liberale Sandro Gozi, stretti come sono all’obbligo si sostenere il prossimo esecutivo europeo. L’allargamento selettivo alle destre di governo non significa infatti il cambiamento della maggioranza. Saranno anzi i gruppi di destra a dividersi. Tra i conservatori Vox e i polacchi del PiS si son già espressi contro il bis di von der Leyen. A loro guarda Marine Le Pen, per allargare il gruppo di Id. Che ieri ha espulso la delegazione tedesca di AfD in quanto "non vuole più essere associato" a indulgenze verso il nazismo. "Un passo nella direzione da noi richiesta: AfD è quasi neonazista – commenta il leader di FI Antonio Tajani –. Resta il problema che non abbiamo identità di vedute con Le Pen".