Lunedì 24 Giugno 2024
FRANCESCO GHIDETTI
Elezioni

Elezioni, Adinolfi: "Noi di Alternativa per l'Italia vogliamo dare voce ai più deboli"

Il leader del Popolo della famiglia: "Sarà un voto multipolare. Credo che l’area dell’alternativa valga più del 10%"

Mario Adinolfi, leader del Popolo della famiglia (Dire)

Mario Adinolfi, leader del Popolo della famiglia (Dire)

Mario Adinolfi, 50 anni, romano, leader del Popolo della famiglia: che cosa farete il 25 settembre? Avete fondato Alternativa per l'Italia con Di Stefano ex Casapound. Una destra alternativa alla Meloni. Ma c'è lo spazio? "Alternativa per l’Italia non riesco a collocarla a destra, la vecchia dicotomia destra-sinistra è ormai davvero datata. C’è un gruppo stratificato di partiti di Palazzo, a cui Giorgia Meloni appartiene da decenni, poi nella società ci sono interi blocchi sociali esclusi a cui quei partiti non parlano più. Penso ai giovani che vogliono mettere su famiglia, ai cattolici veri, a chi ha valori profondi, a chi ha rifiutato l’imposizione del green pass perché si sente una persona e non un codice a barre, a chi rifiuta la guerra come soluzione delle controversie internazionali, ai disabili umiliati con una pensione da meno di 300 euro, alle donne che vogliono diventare madri, agli anziani a cui i partiti propongono l’eutanasia perché li considerano solo un costo da eliminare, ai lavoratori delle famiglie monoreddito uccise dai salari più bassi d’Europa e ora dall’inflazione galoppante causate dalle scelte scellerate del governo Draghi e della Meloni di armare l’Ucraina contro la Russia per ossequiare i voleri di Joe Biden e della Nato. C’è spazio nei partiti del palazzo per la rappresentanza di questo blocco sociale? A noi sembra di no, a noi sembra che all’Italia serva un’alternativa. Ed è nata così Alternativa per l’Italia".

Lei nel Pd ha militato a lungo... che giudizio ne dà ora? "Volevo fare del Pd il Partito della Nazione, popolare e interclassista. Ne hanno fatto il partito del potere che parla solo ai già garantiti. Ho lasciato il Pd dieci anni fa, alle soglie dell’exploit del 40.8%. Ora sta a poco più del 20%. Le cifre raccontano tutto. Il Pd rappresenta quel quinto di italiani che stanno bene. Io volevo dare voce a tutti gli altri, ai più deboli, ai silenziati. E la mia strada è diventata opposta alla loro". 

E lo scontro con Calenda? "La farsa con Calenda è il segno del tempo tristissimo che vive la sinistra in Italia. Quella che ancora loro osano chiamare sinistra e invece è solo un imbroglio per garantirsi poltrone e privilegi. Su quello hanno prima trovato l’intesa e poi rotto Letta e Calenda".

Quadro politico fortemente bipolare o c'è spazio per il famoso Centro? "Saranno elezioni multipolari. Centrodestra, centro, M5S, sinistra piddina, sinistra massimalista e area dell’alternativa. Credo che l’area dell’alternativa valga più del 10%. Noi siamo collocati in quell’area e forse saremo gli unici a rappresentarla perché siamo i soli a sapere come prendere correttamente e rapidamente le firme da Cuneo a Matera".

Quale partito ha più a cuore le sorti della famiglia come perno della società? "Mi pare ovvio che Alternativa per l’Italia, vivificata dalla presenza del Popolo della Famiglia ma anche dall’integrazione con le proposte di Exit di Simone Di Stefano, abbia nel dna e nella proposta programmatica già presentata la massima attenzione alla famiglia". 

Il centrodestra parla molto di famiglia e valori religiosi... "Ecco, ne parla. E basta. Nell’ultimo quarto di secolo i partiti del centrodestra sono stati vent’anni al governo, Meloni compresa. Per la famiglia hanno fatto zero. Zero spaccato. E c’è ancora chi vuole insistere a votarli. Chi lo fa non è scemo. È complice".

Come deve stare l'Italia in Europa? "Fregandosene dei diktat di Bruxelles e governando secondo l’interesse delle famiglie italiane".

Draghi è visto come 'SuperMario'. Voi non siete d'accordo. Perché? "Draghi è il passato. Noi siamo la garanzia per gli italiani che non sarà anche il loro futuro".

A Bologna una vostra candidata, Carlotta Toschi, è stata espulsa dal Cassero dove faceva la volontaria. Che cosa ne pensa? "Il mondo Lgbt ha dimostrato ancora una volta la sua profonda intolleranza. Usano il manganello contro i dissenzienti e non è meno violento perché è colorato di arcobaleno. Carlotta Toschi è una 'grande professionista' (traggo la citazione dal loro comunicato in cui la cacciano) che paga per le sue opinioni politiche. È una discriminazione da tic totalitario"