Giuseppe Conte (Ansa)
Giuseppe Conte (Ansa)

Roma, 15 marzo 2019 - Prova ad accelerare il governo Lega-M5s. E lo fa con due provvedimenti importanti su cui è stata trovata la quadra: arrivano i via libera all'accordo tra Italia e Cina sulla Nuova via della Seta e allo 'sblocca cantieri', primo tassello per il rilancio del settore delle costruzioni. Sul memorandum of understanding tra Roma e Pechino, Luigi Di Maio è chiaro: "Non c'è nessuno scambio tra Lega e M5s" con il programma degli F-35. "Il dossier è in mano al presidente Conte e alla ministra Trenta - aggiunge il vicepremier -. Penso che il Movimento 5 Stelle debba continuare a chiedere di rivisitare questo progetto". Una revisione finalizzata "magari a recuperare risorse per investire in cybersecurity". 

VIA DELLA SETA - "Il memorandum si firma", conferma questa mattina il premier Giuseppe Conte al termine del vertice di governo a Palacco Chigi con Di Maio, Salvini, il ministro dell'economia Giovanni Tria e il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. "E' un accordo quadro non vincolante, non è un accordo internazionale", aggiunge. Fonti di governo M5S fanno sapere che il testo sarebbe stato approvato senza modifiche. "Rafforzeremo la golden power per rafforzare gli interessi nazionali", assicura Conte. E ancora: "Si sta facendo confusione: una cosa è la tutela degli asset strategici, un'altra la sottoscrizione di un accordo programmatico non vincolante - precisa Conte -. Sottoscrivendo il memorandum non mettiamo a repentaglio nessun asset strategico".

La via della Seta sarà compatibile con gli standard Ue. "L'Italia, dei tredici Paesi che hanno già sottoscritto il memorandum Italia-Cina e quindi hanno già aderito al progetto infrastrutturale della Via della Seta - precisa Conte -, è l'unico che ha preteso e imposto, rispetto alla versione originaria del memorandum elaborato dala parte cinese, il richiamo diffuso e puntuale dei principi e delle regole europee".

LA PARTITA DEL 5G - "Per quanto riguarda il G5   - spiega il premier - è una partita che stiamo seguendo e stiamo valutando tutte le contromisure. Vale per i cinesi e per tutti gli operatori che gestiscono il traffico dei dati. Sono questioni molto sensibili per gli interessi nazionali e imporremo tutte le cautele per tutti gli operatori. Sono asset strategici". 

DI MAIO -  "Oggi vince il Made in Italy, con la Belt and Road Initiative l'Italia ha deciso di essere più sovrana", dichiara il vicepremier Di Maio. "Non è un'intesa politica con la Cina ma un'opportunità commerciale, gli Usa restano infatti il nostro principale alleato e la Nato la nostra casa naturale", aggiunge uscendo da Palazzo Chigi. "Questo è uno scatto in avanti dell'Italia, un cambio di passo verso il futuro", conclude.

LEGA - Più cauta la posizione della Lega, in attesa di dichiarazioni del vicepremier Salvini. "È fondamentale aiutare le aziende italiane a crescere ed esportare all'estero, per raggiungere i numeri di Francia e Germania, e per questo ringraziamo per il grande lavoro fatto Conte, Di Maio e Geraci - spiegano fonti del Carroccio -. Ovviamente la sicurezza nazionale viene prima di tutto e quindi su alcuni settori strategici per noi e per gli alleati (telecomunicazioni, energia, porti e infrastrutture) stiamo facendo tutte le verifiche e le valutazioni necessarie: prima viene la sicurezza degli Italiani, poi l'interesse economico", aggiungono le stesse fonti. 

LE REAZIONI - Tra i primi a commentare l'annuncio della firma il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. "La Cina dovrebbe fare paura a tutti", dice. "E' un Paese comunista e totalitario, che non mira solo a una primazia economia, ma mira anche a un'egemonia politica", aggiunge evidenziando che Pechino "ha messo mani anche sull'Africa". 

SBLOCCA CANTIERI - Nel giorno degli annunci, ecco quello sullo sblocca-cantieri, incentrato sulle emergenze, che sarà sul tavolo del Cdm "mercoledì prossimo", assicura Di Maio al termine dell'incontro con i costruttori a Palazzo Chigi. Il provvedimento libera "centinaia di migliaia di posti di lavoro perché sblocca centinaia di cantieri in Italia che sono fermi per la burocrazia e per le troppe norme", spiega il vicepremier. "È una grande occasione per far ripartire i cantieri che erano fermi da tanto tempo", aggiunge assicurando che «la stella polare sono sempre i diritti dei lavoratori e la legalità. Non ci sarà nessun arretramento. Inizieremo invece a far arretrare la burocrazia".

Contestualmente, si apprende che il Governo avrebbe dato la disponibilità ad aprire tavoli tecnici con l'Ance e le altre associazioni di settore per la revisione di quelle che sono le 'norme ordinarie' sugli appalti. Un dialogo da far cominciare subito dopo l'approvazione dello 'Sblocca cantieri'.

COSTRUTTORI - Soddisfatto il presidente dell'Ance, Gabriele Buia. "Clima propositivo e costruttivo", commenta dopo il vertice col Governo. Ora bisogna però "passare dalle parole ai fatti: attendiamo i fatti". Perché, ribadisce, "siamo allo stremo".