Cernobbio (Como), 8 settembre 2018 - Uomini e macchine. Anzi, umanoidi. Occhi a mandorla e caschetto di capelli neri, la star che ha incantato il gotha dell’economia e della finanza al Forum Ambrosetti di Cernobbio si chiama HI5. Ed è un robot dalle sembianze umane. Un busto umano, in realtà. Eppure, quando prende la parola dal palco dei relatori nel dibattito emblematicamente intitolato ‘Oggi il mondo di domani’, tutti rimangono senza parole. Le espressioni del viso, le palpebre che si muovono come se avesse davvero bisogno di umidificare gli occhi, le rughe che si formano agli angoli della bocca mentre parla, ogni minimo movimento. È una goccia d’acqua rispetto all’uomo seduto al suo fianco. Il suo creatore, lo scienziato giapponese Hiroshi Ishiguro.

Professore all’università di Osaka, studia da anni la robotica e l’intelligenza artificiale ed è un vero guru, tanto che nel 2007 il Daily Telegraph lo ha inserito al 26esimo posto nella classifica dei 100 più grandi geni viventi. "È molto utile avere un gemello artificiale – racconta Ishiguro in un’intervista a Sky –, lo mando alle conferenze al posto mio e nessuno nota la differenza". Un androide con pelle artificiale in silicone e muscoli artificiali esattamente uguale a lui, teleguidato qui a Cernobbio attraverso un semplice computer. Nonostante lo show abbia lasciato tutti sbalorditi, il suo creatore assicura che se collegato a più sensori HI5 è capace anche di interazioni più complesse. Carne, ossa, metallo e circuiti. Dopotutto, sottolinea lo scienziato, "già adesso nel corpo umano vengono impiantati innesti meccanici. A pensarci bene, anche l’uomo è una macchina".

Allora "perché escludere che anche i robot possano avere un’anima?". Uno scenario da fantascienza che ci riporta al soliloquio del replicante Roy Batty che in Blade Runner ammonisce: "Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginarvi...". Di certo, la compassata platea del Forum non si sarebbe mai immaginata di vedere un relatore androide sul palco. Il prossimo futuristico traguardo è fare in modo che i robot umanoidi pensino come noi, abbiano una personalità, siano capaci di esprimersi in modo autonomo. Si chiama intelligenza artificiale, un settore sul quale il governo giapponese punta finanziando le ricerche del professor Ishiguro che ormai da anni lavora anche in questa direzione.

Non c’è solo HI5, Hishiguro ha creato una serie di androidi teleguidati, quasi indistinguibili da un uomo in carne e ossa: si chiamano Geminoid, dal latino geminus che significa appunto gemello. In quindici anni ne ha creati cinque, tutti in grado di sostenere una conversazione o persino recitare, come Geminoid F, androide femmina che ha debuttato anche a teatro. Non solo, da anni in Giappone i suoi umanoidi vengono impiegati nei servizi agli anziani o per insegnare inglese ai ‘timidi’ studenti. Pare che, alla fine, sia più semplice comunicare con un robot che con un umano in carne e ossa. In futuro, i robot sono destinati a convivere con l’uomo, a lavorare fianco a fianco con lui ma, secondo lo scienziato, la condizione fondamentale per essere socialmente accettati è che ci somiglino il più possibile. Il passo è davvero breve.