Trattori, Legacoop: “La soluzione alle proteste è la cooperativa”

Parla il presidente Cristian Maretti: “Uno dei problemi delle aziende agricole italiane è la frammentazione”

Roma, 10 febbraio 2024 –  "Il nodo centrale è rimettere al centro delle politiche il ruolo degli agricoltori per la salvaguardia delle produzioni di cibo ed energia, elementi di per sé strategici sullo scenario mondiale, ma soprattutto dell’accesso che questi agricoltori hanno sui diversi mercati rafforzandone la forza e di conseguenza le possibilità di reddito attraverso l’aggregazione tra loro, aderendo a cooperative o a organizzazioni di produttori già presenti oppure creandone delle nuove". Così Cristian Maretti, presidente Legacoop agroalimentare, sulle dilaganti proteste degli operanti nel settore.

Una protesta dei trattori
Una protesta dei trattori

"Il reddito per gli agricoltori proviene in gran parte dal mercato e non dai contributi della Pac – continua –, sui quali ci sarà comunque da aprire un ragionamento in futuro perché siano sempre più orientati a misure di mercato e di salvaguardia dalle emergenze sempre più numerose. Fattori congiunturali esterni e strutturali della nostra agricoltura ora non giocano a favore di un'adeguata remunerazione su molte produzioni agricole, non è solo un problema di dimensione aziendale. Non è neppure logico attaccare il Green Deal, perché il settore agricolo è quello più esposto al cambiamento climatico. Mentre certamente la Ue va criticata per non aver creato vincoli più stringenti di omogeneizzazione normativa per i prodotti importati". "L'agricoltura ha bisogno di aggregare le imprese – così Maretti intervenendo a Rai News – per poter superare i limiti strutturali e recuperare unità nelle rappresentanze del mondo agricolo". "Uno dei problemi delle aziende agricole italiane – sottolinea – è la frammentazione e se gli agricoltori hanno poca forza sul mercato è perché non sono aggregati. Ovviamente penso che la soluzione sia una cooperativa, ma ci si può aggregare anche in altre forme: si possono risparmiare migliaia di euro se il trattore lo condivido con il vicino; sono meno fragile sul mercato se evito di avere monoculture e mi metto in società con altri agricoltori”.

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