Superbonus in bilico: Fratelli d’Italia ritira emendamento per la proroga

La richiesta puntava a concedere altri due mesi ai condomici che al 31 dicembre hanno effettuato lavori per almeno il 70%. Martedì riunione tecnico-politica

Roma, 20 gennaio 2024 – Superbonus sì superbonus no? La proroga della detrazione è di nuovo in bilico dopo il dietrofront di Fratelli d’Italia che ha ritirato l’emendamento (a prima firma Saverio Congedo), identico ad altre due proposte presentate da Pd e gruppo Misto. 

La richiesta di proroga puntava a concedere altri due mesi ai condomini che al 31 dicembre hanno effettuato lavori per almeno il 70% per beneficiare della detrazione al 110%.

La decisione, viene riferito da fonti del gruppo, è stata presa alla luce delle perplessità arrivate dal Ministero dell'economia, in attesa della verifica che verrà fatta nella riunione tecnico-politica in programma martedì.

Concedere un paio di mesi di proroga è stata fino a ieri una richiesta sia della maggioranza che dell’opposizione in diversi emendamenti al decreto con le ultime modifiche sull’agevolazione.

Ponteggi su palazzi per la ristrutturazione delle facciate (Ansa)
Ponteggi su palazzi per la ristrutturazione delle facciate (Ansa)

Proposte che hanno dato voce agli appelli arrivati nei giorni scorsi dalle associazioni di categoria sui rischi legati ai tanti cantieri ancora da ultimare alimentando ulteriormente il pressing sul governo.

Il testo di FdI, identico a quello di Pd e gruppo Misto, chiedeva di concedere altri 60 giorni a chi a fine dicembre ha raggiunto il 70% dei lavori per avere l'incentivo pieno. Altre quattro proposte presentate dal gruppo Misto, Pd e Fi propongono di dare tempo fino al 29 febbraio, a condizione che i lavori siano almeno al 60%. Ma c'è anche chi azzarda una proroga più ampia. Molte delle richieste accolgono le istanze arrivate nei giorni scorsi dalle associazioni di categoria, a partire dall'Ance, che ha parlato di 40.000 cantieri condominiali incompiuti, per un totale di circa 350.000 famiglie coinvolte e un valore dei contratti pari a 28 miliardi di euro. Ora Fratelli d’Italia fa dietrofront: vedremo cosa deciderà il Ministero dell'economia, che dovrà fare i conti con gli stretti margini di bilancio. Una riunione tecnico-politica tra maggioranza e governo per capire come procedere è già fissata per martedì. 

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