Gli italiani chiedono sempre più prestiti: +0,4% nel 2023

Per acquistare l’auto o per far fronte a spese impreviste (prestiti personali): l’andamento del mercato

Aumentano i prestiti per gli italiani

Aumentano i prestiti per gli italiani

Roma, 19 gennaio 2024 – Piccoli importi da restituire in un ampio arco temporale, prevalentemente legati alla necessità di effettuare specifici acquisti che altrimenti non si riuscirebbe a sostenere nell’immediato, soprattutto da parte dei giovani adulti, fino ai cinquantenni. E’ il quadro emerso in relazione al mercato dei prestiti in Italia che, in base ai dati Eurisc (il sistema di Informazioni Creditizie gestito da Crif), ha vissuto un 2023 altalenante, caratterizzato dai primi cinque mesi di crescita ai quali ha poi fatto seguito una frenata. Il risultato complessivo è in ogni caso un trend costante rispetto all’anno precedente, testimoniato dal +0,4% complessivo registrato in raffronto al 2022.

Perché si chiedono prestiti

Entrando nello spaccato delle forme tecniche della domanda di credito, a risentire maggiormente di questo andamento a singhiozzo sono state le richieste dei finanziamenti finalizzati, quelli cioè che vengono dedicati all’acquisto mirato di un determinato bene o servizio, come per esempio un’auto, che nel corso dell’anno appena concluso hanno registrato un significativo -10,4%. Va invece nella direzione opposta il settore dei prestiti personali, quelli che non sono legati ad acquisti specifici e le cui somme erogate possono essere utilizzate senza dimostrare come sono state impiegate: questo comparto ha infatti registrato una crescita del 18,9%.

Italiani prudenti

“Il 2023 – è l’analisi di Simone Capecchi, direttore esecutivo di Crif – è stato l’anno della cautela, sia per quanto riguarda le famiglie che hanno ridimensionato i progetti di spesa, sia dal punto di vista dell’offerta, con una maggiore attenzione sui criteri di accesso al credito per via dell’incertezza generata dal contesto geopolitico, dall’inflazione e dall'aumento dei tassi di interesse da parte della Bce. Le previsioni dell’anno da poco iniziato mostrano poi che l’espansione delle consistenze di credito sarà inferiore rispetto alle performance del biennio 2021-2022, anche perché la maggiore rischiosità attesa manterrà caute le politiche di offerta. In questa direzione vanno le raccomandazioni degli organi di vigilanza che sollecitano gli operatori a mantenere alta l’attenzione sulla domanda di credito”.

Esposizioni contenute

L’importo medio dei finanziamenti richiesti, dopo 3 anni negativi, è tornato a salire (con un +4%), per un valore medio di 8.427 euro. La dinamica positiva coinvolge i prestiti finalizzati con un valore pari a 5.862 euro (+2,5% rispetto al 2022), mentre i prestiti personali scendono a 11.759 euro (-3,8% rispetto al 2022). Entrando nel dettaglio della distribuzione dei prestiti per fascia di importo, il dato cumulato mostra come un italiano su due richieda importi inferiori ai 5.000 euro (54,4% del totale), seguiti dagli scaglioni appena superiori: 10.000-20.000 euro (17,3%) e 5.000-10.000 euro (16,4%). La domanda, seppur in prevalenza di piccoli importi, viene dilazionata su un arco temporale comunque superiore ai 5 anni per il 27,3% degli italiani, per pesare il meno possibile sul bilancio familiare. La dinamica prudente delle famiglie si rispecchia anche nello spaccato delle due forme tecniche prese in esame: il 76,3% delle richieste di prestiti finalizzati ha una estinzione del debito entro i 3 anni; mentre i prestiti personali, che spesso rappresentano un impegno particolarmente gravoso, tendono a concentrarsi nella fascia di durata superiore ai cinque anni nel 50,2% del totale. Osservando, infine, la distribuzione delle richieste di prestiti (aggregando personali e finalizzati) in relazione all’età del richiedente, il barometro Crif evidenzia come nel 2023 la fascia compresa tra i 25 e i 54 anni sia stata quella maggioritaria, con una quota pari al 63,4% del totale.

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