Martedì 18 Giugno 2024
MONICA PIERACCINI
MONICA PIERACCINI
Economia

Superbonus e bonus casa, cosa fare con la cessione del credito. Scadenza il 31 marzo

Scade il 31 marzo 2023 la possibilità di cedere il credito maturato per i lavori fatti nel 2022

C'è una scadenza importante che preoccupa i contribuenti che hanno maturato crediti d'imposta sui lavori fatti nel 2022. E' quella del 31 marzo 2023. Entro questa data – salvo proroghe dell'ultimo minuto che potrebbe decidere il governo - deve essere comunicato all'Agenzia delle Entrate il modello per la cessione del credito. Dal 1 aprile non sarà possibile più cedere il credito, per nessuno dei bonus edilizi. Ci sono alternative? Cosa possono fare i contribuenti? E' quanto abbiamo chiesto al commercialista Damiano Cesa Bianchi dello studio Cesa Bianchi Piccioli.

Lavori edilizi, bonus facciate (Frascatore)
Lavori edilizi, bonus facciate (Frascatore)

Cedere o non cedere il credito?

La prima cosa da fare è comprendere se si è capienti o meno, ovvero se si ha abbastanza Irpef sulla quale compensare le detrazioni derivanti dai bonus edilizi per i lavori effettuati nel 2022. Per farlo - spiega l'esperto - occorre fare una simulazione della propria dichiarazione dei redditi, in autonomia o rivolgendosi al proprio commercialista. Questo perché in caso di incapienza, l'eccedenza del bonus viene persa. Non può nemmeno essere recuperata gli anni successivi. Se non si è capienti, allora è necessario darsi da fare per cedere il credito. Si tratta però di una corsa contro il tempo, perché entro il 31 marzo 2023 va inviata la comunicazione all'Agenzia delle Entrate. C'è un'altra scadenza, più stringente ancora, ed è quella di venerdì 24 marzo 2023: entro questa data il tecnico deve fare comunicazione all'Enea degli interventi effettuati al 31 dicembre 2022. “Il geometra o il professionista ha già provveduto molto probabilmente a inviare la comunicazione, ma è bene verificarlo perché senza questo passaggio non è possibile nemmeno avviare la procedura della cessione del credito”, sottolinea Cesa Bianchi.

A chi cedere il credito

Una volta appurato che dobbiamo affrettarci a trovare qualcuno che acquisti il credito maturato, la domanda da porsi è: a chi? Perché di fatto il mercato degli acquirenti maggiori non esiste più. Come possibilità è rimasta quella di vendere il credito ad un privato: un amico, un parente, il proprio datore di lavoro. Va fatto subito, per rivolgersi al proprio commercialista almeno qualche giorno prima della scadenza del 31 marzo, in modo che sia in grado di effettuare i controlli necessari al rilascio del visto di conformità e, in caso di esito positivo, di inviare il modello all'Agenzia delle Entrate. In questa comunicazione di cessione dovrà essere indicato a chi viene ceduto il credito. Inoltre, se non si è capienti, e si prevede di non esserlo nemmeno per le rate successive, è bene cedere il credito a qualsiasi prezzo, visto che è sempre meglio di zero.

La detrazione Irpef

Nel caso in cui si sia capienti e si voglia utilizzare la compensazione dei crediti d'imposta in dichiarazione dei redditi, è necessario ricordare che i bonus saranno 'spalmati' in quote che vanno da quattro fino a dieci anni, secondo il tipo di intervento. Nel caso del Superbonus sono quattro anni, mentre nel caso degli altri bonus edilizi gli anni diventano dieci.