Giovedì 16 Maggio 2024
ANTONIO TROISE
Economia

Superbonus, l’emendamento della discordia. Spalmati oltre 12 miliardi di crediti. Ci saranno due fondi per le deroghe

Non potranno più essere cedute le rate residue per le quali sia stato già detratto almeno un versamento. L’incentivo per le ristrutturazioni passerà dal 50% al 36% a partire dal 2026 e si abbasserà al 30% dal 2028

Roma, 12 maggio 2024 – Cambia ancora, per la trentaduesima volta, il Superbonus 110%. E la nuova stretta, contenuta nell’emendamento messo a punto dal Mef e presentato la scorsa notte in Commissione Finanze del Senato, continua a far litigare il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e quello degli Esteri, Antonio Tajani. Pomo della discordia: la retroattività del meccanismo che spalma i crediti del maxi incentivo fino a 10 anni, rispetto ai 4 o 5 attuali. Una norma che si applicherà per tutte le spese sostenute nel 2024. "Tajani capirà e se ne fare una ragione, è un emendamento ispirato dal buonsenso", sentenzia il responsabile del dicastero di Via XX Settembre. La controreplica del leader di FI non si fa attendere: "Anche Giorgetti se ne farà una ragione, non si possono approvare norme con effetto retroattivo nel secondo Paese manifatturiero europeo". Ma ecco, nel dettaglio, le principali novità contenute nell’emendamento che potrebbe essere ulteriormente ritoccato prima dell’approdo del decreto in Aula previsto per mercoledì.

Superbonus, l’emendamento della discordia (foto generica)
Superbonus, l’emendamento della discordia (foto generica)

Rate in 10 anni 

Sono circa 12 miliardi i crediti di imposta, relativi alle spese sostenute dal primo gennaio del 2024, che dovranno essere spalmate in dieci anni e non più, come oggi, su 4 o 5. Una stretta che riguarderà le detrazioni da sfruttare nel 730, mentre sono fatti salvi i crediti derivanti da cessioni e sconto in fattura. Le imprese, dunque, potranno continuare a utilizzarli in quattro o cinque rate. L’estensione delle detraibilità riguarda anche il sismabonus, sempre per le spese 2024, e gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche.

Stop alle compensazioni dei contributi 

Dal 2025 le banche non potranno più compensare i crediti del superbonus con i debiti previdenziali. La norma non tocca invece le persone fisiche. Inoltre, banche, assicurazioni e intermediari che abbiano acquistato i crediti a un corrispettivo inferiore al 75% (di solito il superbonus è stato venduto a percentuali intorno all’85%) a partire dall’anno 2025 dovranno applicare a queste rate la ripartizione in 6 quote annuali di pari importo.

Le deroghe 

Al via due fondi che consentiranno deroghe alla stretta del governo. Il primo, con una dote di 35 milioni, prevede contributi a fondo perduto per gli interventi di riqualificazione nelle aree interessate dalla ricostruzione post-sisma. Il secondo, di 100 milioni, coprirà gli interventi di riqualificazione energetica e strutturale realizzati dagli enti del terzo settore, dalle Onlus, dalle organizzazioni di volontariato e dalle associazioni di promozione sociale.

Rate residue e controlli dei Comuni

Non potranno più essere cedute le rate residue di crediti per i quali sia stata utilizzata almeno una rata. In sostanza, chi ha iniziato a detrarre non potrà più cedere quello che rimane dei crediti di imposta. Più poteri ai Comuni per effettuare controlli sui lavori. In caso di irregolarità potranno incassare il 50% di quanto riscosso.

Bonus ristrutturazioni 

Brutte notizie per il bonus ristrutturazioni. A partire dal 2028 passerà dal 50 al 30%. Mentre, per il 2026 scatterà il taglio già programmato al 36%.

Plastic e sugar tax 

La plastic tax slitta dal primo luglio 2024 al primo luglio del 2026. La sugar tax viene, invece, tagliata per i prodotti finiti, nella misura di cinque euro per ettolitro e, a decorrere dal 1° luglio 2026, nella misura di dieci euro per ettolitro; per i prodotti predisposti a essere utilizzati previa diluizione, nella misura di 0,13 euro per chilogrammo e, a decorrere dal 1° luglio 2026, nella misura di 0,25 euro per chilogrammo.

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