Martedì 16 Luglio 2024

Sciopero benzinai confermato: ecco quando. Il cartello coi prezzi al centro della protesta

Ennesimo botta e risposta tra governo e sindacati. Il ministro Urso chiede la revoca, ma la categoria tira dritto. Assoutenti: automobilisti pronti al contro-sciopero

Roma, 20 gennaio 2023 - I sindacati dei benzinai confermano lo sciopero per mercoledì 25 gennaio e giovedì 26 gennaio (gli impianti saranno chiusi dalle 19 del 24 gennaio alla stessa ora del 26). E' caduto nel vuoto dunque l'appello del ministro delle Imprese Adolfo Urso, che in mattinata aveva chiesto di revocare la serrata che riguarderà anche il self service. 

Sciopero benzinai 2023: quali restano aperti e come trovarli (anche in autostrada)

Pompa di benzina (Ansa)
Pompa di benzina (Ansa)

Cos'ha detto il ministro 

"È una decisione che danneggia i cittadini - ha detto questa mattina Urso intervistato da Maria Latella su Radio 24 a 'Il caffè della domenica' -. C'è un tavolo di confronto che terremo aperto in maniera continuativa finchè non ci sarà un riordino del settore". Il ministro ha parlato di "zone d'ombra che danneggiano coloro che lavorano in piena onestà", sostenendo la bontà della misura che obbliga i distributori a esporre un cartello con i prezzi medi dei carburante, che però saranno settimanali e non più giornalieri. 

 "Aiuterà i consumatori a scegliere", così come l'App gratuita che verrà creata per permettere ai cittadini di individuare nella loro area la pompa di benzina più conveniente.  Per quanto riguarda la questione della accise, il ministro ha ribadito come quella di non riproporre il taglio sia stata "una scelta ben precisa del governo: La riduzione delle accise è stata fatta in un momento straordinario e a tempo, ma ha portato beneficio soprattutto ai più abbienti". 

Il cartello della discordia 

Parole che non bastano a sedare gli animi dei benzinai. Anzi. "Le dichiarazioni del ministro sono l'ennesima dimostrazione della confusione in cui si muove il Governo in questa vicenda", si legge in una nota firmata dai presidenti aib, Fegica e Figisc/Anisa, le principali associazioni di categoria - Rischiano seriamente di chiudere ogni residua possibilità di concludere positivamente la vertenza in atto". Poi il contro-appello: "Intervenga Palazzo Chigi e dia un segnale sull'intera vertenza".

A restare indigesto ai sindacati è in particolare il cartello con i prezzi: "E' non solo inutile, ma persino controproducente oltreché di dubbia legittimità", sostiene il presidente della Fegica, Roberto Di Vincenzo. Dà "un'immagine totalmente negativa, l'immagine di una categoria da mettere sotto osservazione", protesta il vicepresidente nazionale della Figisc Confcommercio Nino Pedà. 

Il contro-sciopero degli automobilisti 

Intanto Assoutenti minaccia iniziative di boicottaggio delle pompe. "Se lo sciopero dovesse essere confermato - afferma il presidente Furio Truzzi - siamo pronti ad organizzare iniziative di protesta contro i gestori su tutto il territorio nazionale da parte dei consumatori, compreso un contro-sciopero degli automobilisti"

"Sono venute meno tutte le motivazioni che hanno portato i gestori a indire la protesta - spiega Assoutenti -. Il decreto trasparenza è stato modificato così come richiesto dai benzinai, con l'eliminazione dell'obbligo di esposizione del prezzo medio giornaliero e la riduzione delle sanzioni per i distributori disonesti. Perseverare sulla strada dello sciopero equivale ad arrecare un doppio danno ai cittadini, che da un lato subiranno la chiusura di tutti gli impianti il 25 e 26 gennaio, compresi i self service e le autostrade, dall'altro non potranno contare sulle misure di trasparenza previste in un primo momento dal Governo ed eliminate su pressione dei benzinai".