Riscatto laurea 2024: una guida semplice. Cosa si può riscattare e come fare domanda all’Inps

Restano fuori i periodi di iscrizione fuori corso e quelli durante i quali si è lavorato mentre si frequentava l’università. Riscattabili dottorati e diplomi di specializzazione

Riscatto laurea, foto generica

Riscatto laurea, foto generica

Roma, 23 gennaio - Il riscatto di qualcosa evoca subito l’idea del pagamento di una somma per riavere indietro quella cosa. Nel nostro caso non siamo troppo lontani dal vero. Anzi. La “cosa” sono i contributi per periodi non coperti che si possono “chiedere indietro” e fare accreditare. Pagando, s’intende, perché, a differenza della contribuzione figurativa, quella da riscatto è sempre onerosa. Naturalmente, si può farlo per determinati periodi “bucati”, non in assoluto e in generale. E innanzitutto si può farlo, in generale, se si è lavoratori dipendenti o autonomi (anche parasubordinati) con qualche contributo versato. E si può seguire questa via anche nel caso dei superstiti di un pensionato o di un lavoratore deceduti. Dal primo gennaio 2008, però, si può riscattare la laurea anche da neolaureati disoccupati con zero contributi precedenti: lo si può fare direttamente o lo possono fare anche i genitori.

Che cosa si può riscattare

Veniamo subito al dunque. Si possono riscattare: - innanzitutto i periodi di non lavoro considerati meritevoli comunque di “copertura” previdenziale, come il corso di laurea o le “fasi” di aspettativa non retribuita per ragioni di studio o formazione e i congedi parentali facoltativi (anche fuori da un qualsiasi rapporto di lavoro); - poi i periodi durante i quali si è lavorato ma il datore non ha versato i relativi contributi senza più obbligo per lui di doverli pagare perché sono passati più di dieci anni; - oppure i periodi durante i quali si è lavorato senza che vi fosse l’obbligo del versamento dei contributi (come per i contratti di collaborazione prima del 1996 o per il praticantato dei promotori finanziari) o che si sono svolti all’estero in Paesi che non hanno accordi con l’Italia, o, ancora, che hanno comportato versamenti in misura ridotta, come per i contratti part-time o per i lavori socialmente utili.

Se si vuole riscattare la laurea

Concentriamoci proprio sull’ipotesi più tipica di riscatto: quella relativa agli anni dell’università. Ebbene, si può chiedere il riscatto del corso legale di laurea a condizione che sia stato conseguito il titolo di studio. E, dunque, non si possono riscattare:

i periodi di iscrizione fuori corso; i periodi nei quali si è lavorato durante l’università o che siano già “coperti” anche a titolo figurativo. In particolare, si possono riscattare: i diplomi universitari (corsi di durata non inferiore a due anni e non superiore a tre); i diplomi di laurea (corsi di durata non inferiore a quattro e non superiore a sei anni); i diplomi di specializzazione che si conseguono successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni; i dottorati di ricerca; le cosiddette lauree brevi (tre anni) e quelle specialistiche (due anni). Non è finita. Si possono recuperare anche gli anni relativi al conseguimento dei diplomi rilasciati dagli Istituti di alta formazione artistica e musicale. E in particolare quelli che derivano dai nuovi corsi istituiti dal 2005-2006: diploma accademico di primo livello; diploma accademico di secondo livello; diploma di specializzazione; diploma accademico di formazione alla ricerca. Attenzione. Si può riscattare tutto il periodo di istruzione o anche singoli anni. E dal 1997 si può farlo anche per due o più corsi di laurea.

Se si è laureati disoccupati

Come vi abbiamo anticipato, se siete neolaureati disoccupati o avete da tempo il titolo di studio ma non avete mai lavorato e, dunque, non avete neanche un contributo versato o accreditato (neanche presso la gestione separata), dal 1°gennaio 2008 potete ugualmente riscattare la laurea. E da quella data, per voi, come, peraltro, per tutti i riscatti di corsi di studio, sono previste speciali condizioni di favore relative al quanto pagare e al come pagare. Poche righe oltre e saprete tutto.

A chi e come si può chiedere il riscatto

Per chiedere il riscatto dei periodi indicati, si deve presentare una specifica domanda all’istituto previdenziale al quale si è iscritti. Per l’Inps lo si può fare anche online. Alla domanda si dovrà allegare, naturalmente, anche la documentazione necessaria per provare che si è laureati.  

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