Superbonus, ultimo appello: la proroga degli incentivi rimane fuori dalla Manovra

Superati gli emendamenti dell’opposizione, la legge di Bilancio veleggia verso l’approvazione Restano i malumori sugli aiuti edilizi: ipotesi rinvio per chi ha completato il 70% dei lavori

La manovra ha imboccato l’ultima curva. Entro domani dovrebbe arrivare il voto definitivo a Montecitorio. In tempo utile per salvare l’ultimo weekend di fine anno e soprattutto evitare l’esercizio provvisorio. Ieri, in Commissione Bilancio, sono stati inesorabilmente bocciati tutti gli 800 emendamenti che avevano superato il test dell’ammissibilità. Del resto, anche una sola modifica al testo approvato dal Senato avrebbe comportato il ritorno della manovra a Palazzo Madama e, quindi, uno slittamento dei tempi.

Antonio Tajani e Maurizio Lupi
Antonio Tajani e Maurizio Lupi

Certo, non tutti i nodi sul tappeto sono stati sciolti nel testo finale della manovra economica. In particolare, resta ancora da risolvere il rebus del superbonus, con la tagliola attualmente fissata al 31 dicembre per completare il 100% dei lavori, pena il ridimensionamento dello sconto al 70% a partire dal primo gennaio prossimo. Ieri c’è stato l’ennesimo faccia a faccia fra il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Obiettivo, trovare una soluzione che consenta a migliaia di condomini che hanno completato almeno il 70% dei lavori di avere qualche giorno in più per non perdere il maxi incentivo.

L’appuntamento decisivo è previsto per oggi, quando tornerà a riunirsi il Consiglio dei Ministri per approvare il decreto mille-proroghe, il classico provvedimento di fine anno.

Ma non è detto che gli eventuali ritocchi alle norme sul superbonus possano essere approvate già oggi. Anche se Tajani continua a fare pressing sull’esecutivo: "È giusto permettere una proroga di qualche settimana. È una scelta di buon senso", ha spiegato. Il problema, però, è al Mef. Alla Ragioneria dello Stato sono seriamente preoccupati per l’impatto che la misura sta avendo sui conti pubblici, con uno sforamento di circa 20 miliardi rispetto alle previsioni iniziali.

Tutti soldi che si scaricherebbero sul deficit di quest’anno. Un’eventuale slittamento oltre il 31 dicembre rischia di complicare ancora di più la situazione dei conti nel 2024, quando già è previsto un extra-deficit dell’1,5%, circa 15 miliardi di euro. Per questo, al ministero dell’Economia, preferirebbero aspettare ancora qualche settimana, fino al 15 gennaio, quando arriveranno i dati definitivi dell’Agenzia delle Entrate e si capirà l’impatto preciso della misura sul bilancio del prossimo anno.

L’idea potrebbe anche essere quella di inserire la proroga in un provvedimento ad hoc che riordini tutti i bonus edilizi, magari fissando anche delle soglie di reddito per usufruire degli incentivi.

Ma si ragiona anche sull’ipotesi di un Sal straordinario per chi ha effettuato lavori per oltre il 70% degli importi. Infatti, la presentazione del documento che accerta lo Stato di Avanzamento dei Lavori è obbligatoria per per ottenere la cessione del credito o lo sconto in fattura. Il problema è dovuto al fatto che sono attualmente previsti solo tre Sal, i primi due devono attestare rispettivamente il 30% dei lavori e l’ultimo il saldo finale, da pagare solo al momento della chiusura del cantiere. Quindi, per chi ha uno stato di avanzamento dell’80%, giusto per fare un esempio, il rischio è di perdere la possibilità di usufruire del maxi-sconto del 110% e mettere mano al portafoglio pagando il 30% degli importi. Il Sal straordinario consentirebbe almeno di conservare l’aliquota massima per tutti i lavori realizzati.

Resta sul tavolo anche l’ipotesi di una proroga fino a giugno, sia pure riservata ai condomini che hanno completato il 70% dei lavori, per chiudere il cantiere. In ogni caso resta l’obbligo di completare i lavori già avviati per non perdere l’incentivo. Con il rischio di dover anche restituire le somme già ricevute in passato.

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