Carlo Messina, 59 anni, è amministratore delegato di Intesa Sanpaolo
Carlo Messina, 59 anni, è amministratore delegato di Intesa Sanpaolo
di Elena Comelli Digitalizzazione, sostenibilità, rafforzamento patrimoniale e valorizzazione delle filiere. Su queste quattro assi si fonda il patto per la ripresa firmato ieri tra Confindustria e Intesa Sanpaolo, che ha messo sul piatto 150 miliardi di euro per il rilancio del sistema produttivo nazionale sull’onda del Pnrr. "Il plafond di 150 miliardi messo a disposizione delle imprese consentirà di attivare investimenti privati, generando un effetto moltiplicatore delle risorse messe a disposizione per gli investimenti pubblici dal Pnrr, e creando nuove prospettive di crescita sostenibile per il sistema...

di Elena Comelli

Digitalizzazione, sostenibilità, rafforzamento patrimoniale e valorizzazione delle filiere. Su queste quattro assi si fonda il patto per la ripresa firmato ieri tra Confindustria e Intesa Sanpaolo, che ha messo sul piatto 150 miliardi di euro per il rilancio del sistema produttivo nazionale sull’onda del Pnrr. "Il plafond di 150 miliardi messo a disposizione delle imprese consentirà di attivare investimenti privati, generando un effetto moltiplicatore delle risorse messe a disposizione per gli investimenti pubblici dal Pnrr, e creando nuove prospettive di crescita sostenibile per il sistema produttivo italiano e per l’intero Paese", ha dichiarato il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. Soddisfatto anche Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo: "Il nostro Paese registra una ripresa consistente e superiore rispetto alla media europea. Ora la vera sfida, anche alla base di questo accordo, è far sì che tale ripresa si consolidi nel tempo e sia diffusa, dando vita ad una economia strutturalmente più robusta, in grado di sostenere livelli di crescita del Pil stabilmente maggiori di quelli cui siamo abituati. Siamo un Paese con fondamentali solidi e imprese forti, che hanno retto alla crisi pandemica e per i loro piani di crescita mettiamo in campo 150 miliardi di euro rinnovando l’azione congiunta con Confindustria. Il plafond, attivato per l’indispensabile transizione ecologica e tecnologica in cui ogni comparto industriale è coinvolto, rientra nell’ambito del nostro impegno complessivo ad attivare, nell’arco del Pnrr, erogazioni a medio lungo termine per oltre 410 miliardi da qui al 2026, di cui 270 miliardi per le imprese, al fine di accelerare, attraverso la mobilitazione degli investimenti privati, la digitalizzazione, i progetti infrastrutturali e ambientali, il rafforzamento del sistema sanitario, la ricerca, la coesione sociale che sono anche al centro della nostra collaborazione con Confindustria e delle strategie del gruppo", ha precisato il numero uno di Intesa Sanpaolo.

Nell’ambito del nuovo accordo, sarà centrale l’impegno a supportare i nuovi investimenti per cogliere i benefici offerti dal piano Transizione 4.0 della legge di Bilancio 2021. Intesa Sanpaolo e Confindustria intendono inoltre imprimere massimo impulso e sostegno ai processi di transizione delle imprese verso un’economia digitalizzata e green per renderle sostenibili e resilienti, agevolando l’adozione di strategie di crescita fondate sulla sostenibilità e sull’evoluzione verso il modello della circular economy. Un obiettivo che il nuovo accordo si propone di centrare è favorire la patrimonializzazione delle imprese, con la diffusione di una cultura aziendale più attenta alla diversificazione delle fonti finanziarie, anche attraverso la valorizzazione delle coperture pubbliche. L’accordo prosegue la collaborazione già avviata con Confindustria anche con il protocollo specifico nell’ambito del programma di sviluppo delle filiere di Intesa Sanpaolo, che sarà esteso a nuovi comparti produttivi garantendo lo sviluppo sostenibile, inclusivo e d’eccellenza, per incrementare occupazione e investimenti.