Venerdì 21 Giugno 2024
MICHELE ZACCARDI
Economia

Stato e Comuni pagano in ritardo: 37 miliardi di euro oltre i termini di legge

Secondo Confartigianato, si contano ancora 1.047 enti locali che registrano tempi di pagamento di 78 giorni. Un comune su quattro nel Mezzogiorno

Imprese già stremate dai costi di elettricità e gas: e la Pa paga tardi

Imprese già stremate dai costi di elettricità e gas: e la Pa paga tardi

Oltre ai rincari energetici e al rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Banca centrale europea, le imprese italiane l’anno scorso hanno dovuto fare i conti anche con i ritardi di pagamento dello Stato e degli enti locali.

A dieci anni dall’entrata in vigore della direttiva europea che impone di saldare le fatture entro 30 giorni, in Italia le pubbliche amministrazioni non riescono ancora a rispettare le scadenze. A riportare i dati è Confartigianato. Dal monitoraggio relativo al secondo trimestre del 2022, emerge che il tempo medio di pagamento delle fatture emesse nel primo semestre dell’anno scorso si attesta a 40 giorni, con un miglioramento di 3 giorni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (43 giorni) e in linea con i 40 giorni registrati in tutto il 2021.

Secondo il report del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, "nonostante il miglioramento conseguito, le Amministrazioni dello Stato e gli Enti locali espongono, alla fine del periodo di osservazione, un tempo medio di pagamento ancora significativamente elevato (56 e 41 giorni) rispetto ai requisiti di legge".

Insomma, le micro e le piccole imprese, che nel 2022 hanno dovuto sopportare anche un maggiore costo di elettricità e gas per 23,9 miliardi, come stimato da Confartigianato, si sono dovute anche adeguare alla flemma della pa nell’emettere i bonifici. E non si tratta di cifre di poco conto. Nel diciassettesimo Rapporto annuale di Confartigianato, basato sui dati della Commissione Ue, c’è una parte dedicata ai confronti internazionali. Solo per la parte di spesa corrente, quindi escludendo gli investimenti, comprensiva degli anticipi, il debito commerciale delle amministrazioni pubbliche in Italia è pari al 2,9% del prodotto interno lordo: si tratta dell’incidenza più alta tra i Paesi europei, un dato che ci colloca davanti persino a Romania (2,3%) e Bulgaria (2%).

Siderale la distanza con la media Ue (1,7%) e con gli altri grandi Paesi dell’Europa occidentale: Germania (1,7%), Francia (1,4%) e Spagna (0,9%). Nel complesso, i pagamenti delle amministrazioni pubbliche negli ultimi dodici mesi terminati a giugno 2022 sono stati pari a 159,7 miliardi di euro, dei quali 122,6 miliardi (il 76,8%) sono stati effettuati entro i termini, mentre la parte rimanente, 37 miliardi (il 23,2% del totale), ha registrato dei ritardi. Certo, in molti casi si tratta di ritardi leggeri, di pochi giorni; ma in altri, scrive Confartigianato, “si delineano situazioni critiche e concentrate territorialmente”. Venendo ai singoli settori istituzionali, emerge che i comuni sono piuttosto virtuosi. I dati relativi al secondo semestre 2022 dicono che il tempo medio di pagamento è di 32 giorni, in linea con la media totale delle pubbliche amministrazioni. Tuttavia, la realtà è molto variegata e segue da vicino la geografia del nostro Paese.

Così, mentre nel Nord est le imprese devono aspettare solo 26 giorni per ricevere quanto loro dovuto dai comuni e nel Nord Ovest 25 giorni, nel Centro si arriva a 32 giorni e nel Sud e nelle Isole a 42 giorni. Per le micro e piccole aziende situate nel Mezzogiorno, dove il costo del credito è di 215 punti base superiore rispetto al Centro-Nord (+2,15%), la situazione è quindi piuttosto critica. In chiave regionale,  i tempi medi più elevati si registrano per i Comuni della Calabria (54 giorni), seguiti da quelli della Campania (48 giorni), della Sicilia (46 giorni), dell’Abruzzo e della Basilicata (44 giorni) e del Molise (43 giorni). All’opposto, le situazioni più virtuose si registrano per gli enti locali situati in Lombardia, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige (24 giorni), Friuli-Venezia Giulia (22 giorni) e Veneto (21 giorni).

Nonostante il tempo medio di pagamento degli enti locali sia in linea con i requisiti di legge, va evidenziato che, dopo dieci anni in cui la direttiva europea è in vigore, si contano ancora 1.047 comuni, pari al 13,5% di quelli monitorati, che registrano tempi di pagamento superiori a 60 giorni, con una media di 78 giorni, oltre due volte e mezzo i termini di legge. Di questi, 630 comuni sono localizzati nel Mezzogiorno, con una incidenza pari al 25% del totale degli enti locali, quasi tripla rispetto al 7,9% rilevata per quelli del Centro-Nord.