Banor vanta una storia ultradecennale negli investimenti sostenibili. Un’esperienza cominciata molto prima che crescesse l’attenzione verso gli strumenti finanziari che rispettano i criteri ESG. E iniziata, ricorda Francesco Castelli, responsabile obbligazionario Banor Capital, "quando un cliente istituzionale di matrice religiosa ci chiese di applicare criteri etici al suo portafoglio di investimenti". Quella prima esperienza "ebbe sviluppi insperati: scoprimmo ad esempio che i rendimenti del nostro cliente non sfiguravano affatto e i vincoli che ci aveva imposto portavano a risultati in linea o superiori ai portafogli gestiti in maniera tradizionale".

Alla luce di quel primo, significativo risultato, Banor ha sviluppato una metodologia organica di ricerca che oggi viene applicata a tutti i portafogli dei clienti e non solo a quelli con richieste di natura etica. E, in largo anticipo sul mercato, anche nel mondo del reddito fisso. Perché se il tema della sostenibilità è di grande attualità, riguarda ancora in massima parte l’azionario e meno l’obbligazionario che invece offre grandi opportunità sul fronte degli investimenti sostenibili. E che, in termini di masse, sottolinea sempre Castelli "pesa spesso molto di più dell’azionario nel portafoglio dei clienti".

Banor applica la metodologia ESG quindi senza distinzioni di asset class e ha costituito linee di gestione patrimoniale denominate Value Etiche, messe a disposizione di tutti i clienti "mutuando alcuni principi di quel primo mandato e integrandoli nell’attività di gestione". Banor Sim ha dato vita a una collaborazione con il Politecnico di Milano che ha dapprima messo in luce la validità dei principi ESG sull’azionario europeo e poi portato importanti conferme anche nel campo dei bond corporate. Il risultato scientifico, conclude Castelli, "ci ha indotti ad applicare le regole ESG al mandato del comparto UCITS V Banor SICAV Euro Bond Absolute Return: un fondo di credito mid yeld, che pone la selezione del singolo emittente al centro della strategia". Uno dei pochi fondi obbligazionari High YeldSubordinatiFlessibili denominati in euro e distribuiti in Italia ad avere un ottimo rating ESG e secondo Morningstar al nono percentile di questo universo sostenibile.

Achille Perego