Martina Nardi
Martina Nardi

ROMA - Far ‘fiorire’ il super ecobonus estendendo la misura al 2023 per dare uno shock all’economia e una tutela maggiore per l’ambiente. Martina Nardi, presidente Pd della commissione Attività produttive della Camera, è convinta che la mediazione si troverà. E anche che la maggioranza, nonostante le tensioni, reggerà. 

Allora il super ecobonus sarà prorogato?

"Abbiamo presentato un emendamento di maggioranza alla legge di bilancio, siamo compatti e coesi e stiamo discutendo con il governo per l’estensione del provvedimento al 2023. Questo non perché il governo non voglia fare la proroga, ma è chiaro che si tratta di una misura costosa e ne va valutata la sostenibilità".

Si troverà la mediazione?

"Stiamo ragionando con il governo in queste ore e sono sicura che troveremo un punto di caduta valido, è una misura molto estensiva, possono accedervi tutti, anche i familiari o conviventi del proprietario della casa e, volendo, anche gli affittuari. E’ potente dal punto di vista economico ma altrettanto per i costi, è giusto tenere d’occhio i conti dello Stato, ci mancherebbe. Il prolungamento, beninteso, non sarà all’infinito: è una misura shock, non per sempre. Ci deve essere la corsa a farla, la corsa fa girare l’economia, altrimenti uno dice ‘vabbè la faccio il prossimo anno’… Credo che nei prossimi giorni troveremo un accordo, sono fiduciosa, la volontà è comune".  

Per quali lavori ci si può avvalere di questa misura?

"La misura nasce con il Decreto rilancio e riguarda l’efficientamento energetico degli edifici partendo dall’involucro, con le coibentazioni, fino al cambio della caldaia e dell’impianto di riscaldamento. Gli edifici occupano un posto ahimè molto importante nella graduatoria delle emissioni di Co2: le caldaie sono responsabili in larga parte delle polveri sottili che abbiamo nelle nostre città. Il super ecobonus ha introdotto anche la novità della possibilità della cessione del credito: anche le banche, le assicurazioni e gli istituti finanziari hanno dovuto inventarsi un prodotto che non avevano e metterlo sul mercato. Ora siamo tutti pronti, aziende e professionisti sono cresciuti, ci sono modalità tutte digitalizzate e resta solo un anno davanti e siamo ancora dentro l’emergenza Covid che ha frenato un po’ tutto. C’è bisogno di un orizzonte un po’ più ampio perché la misura possa esplodere. Ci sono voluti cinque-sei mesi per metterla a terra ma i numeri sono incoraggianti: nel primo mese vero ci sono stati 200 interventi finiti, ogni giorno accrescono e non ci sono solo villette ma anche condomini. Nel giro di poco più di un mese siamo a circa 500 ma la vera esplosione sarà in primavera". 

Quindi rilancio dell’economia e tutela dell’ambiente per la ripresa post Covid…

"Sì, l’obiettivo del provvedimento era di provare a mettere insieme due cose: da un lato un grande shock per l’economia con una misura propulsiva che dà il 110% di quello che uno spende ed è un acceleratore dell’economia. In edilizia ci lavora tantissima gente e tante aziende di tutte le fattispecie, circa 80% delle imprese del nostro paese. Ma la misura è anche un acceleratore rispetto alle esigenze ambientali del nostro paese: abbiamo uno dei patrimoni edilizi con minore efficienza energetica d’Europa e già c’erano degli impegni su questo anche nei confronti dell’Ue". 

C’è il rischio che, se passa, il super ecobonus duri più del governo? Ha timori viste le ultime fibrillazioni?

"Ci sono sicuramente momenti di tensione, ma vedo che la maggioranza regge, nelle ultime ore ci sono stati due voti importanti alla Camera e al Senato e, nonostante ci fossero osservatori che dicevano che al Senato senza Berlusconi i numeri non c’erano, in realtà la maggioranza ha retto. Ci sono delle crepe e ora tocca ai leader politici provare a trovare una composizione rispetto ai temi che sono in campo".