Lunedì 17 Giugno 2024

Speranze da corsa. Baby eredi di Ascari crescono in... Emilia

Settanta anni fa, nel remoto 1953, Ciccio Ascari conquistava per la seconda volta consecutiva il titolo di campione del mondo di Formula Uno. Al volante della Ferrari. È passata un’era geologica. Da allora, mai più un pilota italiano è salito sul trono. Ce l’hanno fatta finlandesi, neozelandesi, brasiliani, australiani, britannici, tedeschi, francesi, americani, spagnoli, austriaci, sudafricani, olandesi…

Italiani, zero.

Non che siano mancati i talenti. Michele Alboreto fece sognare una generazione di fans. Riccardo Patrese si classificò secondo alle spalle di Nigel Mansell nel 1992. Ma, per una sorta di maledizione, Ciccio Ascari non ha ancora trovato un erede. Un paradosso, essendo l’Italia universalmente considerata la terra dei motori, la patria di marchi leggendari come appunto Ferrari, Lamborghini, Maserati, Lancia, Alfa Romeo.

Adesso, forse, uno spiraglio di luce si intravvede in fondo ad un tunnel lungo settant’anni. E curiosamente potrebbe essere un marchio germanico a dare un contributo determinante alla fine di una dolorosa astinenza.

Andrea Kimi Antonelli è nato a Bologna nel 2006. Ancora non ha l’età per la patente. In compenso, sin dai kart ha vinto sempre. Recentemente si è aggiudicato i titoli con le monoposto di Formula Regional sia in Medio Oriente che in Europa. Va talmente forte che nel 2024 debutterà direttamente in F2, saltando l’apprendistato in F3.

La cosa buffa è che questo emilianissimo candidato alla gloriosa eredità di Ciccio Ascari appartiene al vivaio… Mercedes!

È infatti la casa con la stella a seguirne da vicino la progressione agonistica: al punto che i vertici di Stoccarda non negano di vedere in lui il clone di un certo Max Verstappen, immaginando Antonelli al posto del leggendario Hamilton in un futuro non remotissimo. Dovesse accadere sul serio, sarebbe bellissimo. Ma sarebbe anche impossibile non cogliere il sapore, vagamente beffardo, di tutta la storia…