Luigi Di Maio e, sullo sfondo, il ministro Tria (ImagoE)

Roma, 19 settembre 2018 - Attingere dal deficit per rispettare le promesse nella manovra finanziaria. E inserire così nella legge di Bilancio flat tax, reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni con il superamento della legge Fornero. E' questa la linea di Luigi Di Maio, espressa durante il suo viaggio in Cina in diretta Facebook. Il tutto "senza sforare il tetto del 3%", che non coincide però con quello che Ue (e Tria) sono disposti a concedere, ovvero un deficit/Pil intorno all'1,6-1,7% (Secondo il Six Pack, l'Italia quest'anno dovrebbe chiudera a 0,9%). "Queste sono le 3 priorità: flat tax, reddito di cittadinanza e superamento della legge Fornero - dice il vice premier -. Le metteremo nella legge di Bilancio: sì".  E ricorda che i tre provvedimenti sono inseriti nel contratto di governo. Oggi anche il premier Giuseppe Conte, in un'intervista a 'La Verità', ha confermato che le tre misure saranno in manovra. Così come la pace fiscale che, parole del presidente del Consiglio, "è imprescindibile". Più tardi, da Salisburgo, Conte spiega : "La linea del governo non è superare il 2% o tenere '1,x' o 'l'1,y' ma di fare una manovra seria, credibile e coraggiosa che offra risposta ai cittadini che allo stesso tempo consenta la ripresa economica. Non è il momento di dichiarare i decimali, non ci dobbiamo impiccare sui decimali". Il premier : "Vogliamo essere credibili rispetto ai mercati: noi chiamiamo i mercati a fare investimenti dal punto di vista dei titoli di Stato e vogliamo essere credibili con tutti gli stakeholder"

Manovra, dalle pensioni alla flat tax. Le misure chiave tra promesse e realtà

Intanto, contro l'intenzione di Tria di mantenere il deficit all'1,6% si schiera anche la sua viceministra, ovvero la pentastellata Laura Castelli. "Vorrebbe dire non fare quasi niente, a meno che non si facciano solo tagli", dichiara a Circo Massimo, su Radio Capital. E in serata interviene anche il sottosegretario Giancarlo Giorgetti: "Si può arrivare anche allo sforamento del 2% ma non con provvedimenti di tipo demagogico, per acquisire consenso", dice parlando a Otto e mezzo su La7. "Si può sforare - ha aggunto - l'1,6% solo con proposte serie e credibili perché i mercati non sono attenti solo ai decimali ma soprattutto alle proposte di politica economica di un governo, purché siano per la crescita".

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DEFICIT E PROMESSE - Di Maio ribadisce che un esecutivo "serio che ha fatto delle promesse i fondi li trova" e specifica che questo "non è un attacco al ministro dell'economia". L'obiettivo è recuperare risorse dai tagli, ma anche qualora non si dovvessero trovare tutti i soldi subito "noi sappiamo che nei prossimi anni potremo tagliare tanti altri sprechi e mandare a regime tutte le risorse che servono a finanziare queste iniziative". Ma le riforme servono ora. "Non possiamo aspettare 2 - 3 anni per mantenerle", dichiara il ministro del Lavoro. "Ed è per questo che si attinge a un po' di deficit per poi far rientare il debito l'anno dopo o tra due anni, tenendo i conti in ordine e senza fare nessuna manovra distruttiva dell'economia". Di Maio assicura che "non si sfora" il tetto del 3%, ma che allo stesso tempo "non si toccano i diritti essenziali dei cittadini". Quindi garantisce che "non ci saranno tagli alla sanità". E, dopo le dichiarazioni di ieri, tiene a sottolineare di avere "piena fiducia nel ministro dell'Economia Giovanni Tria per quello che sta facendo e ho piena fiducia e nel gioco di squadra che stiamo facendo con il Governo".

TENSIONI CON TRIA - Parole che sembrano smorzare le voci su un presunto documento dei 5 stelle contro Tria. Ma le tensioni con via XX Settembre sulle coperture, in particolare quelle relative al reddito di cittadinanza, restano e si riscontrano anche nelle parole di Francesco D'Uva, capogruppo M5s alla Camera. "Non mi risulta esista alcun progetto di documento contro il ministro  - dice  D'Uva -: ciò non toglie l'esistenza di una significativa apprensione nel gruppo parlamentare per come si sta indirizzando il dibattito sulla manovra". D'Uva riferisce poi di un incontro tra i capigruppo del Movimento 5 Stelle e il premier, in cui Conte ha rassicurato i grillini su diverse misure, tra cui proprio il reddito di cittadinanza. Il presidente del Consiglio, nel pomeriggio, pubblica un post su Instagram in cui auspica che il provvedimento "abbia un impatto significativo sul piano sociale, in modo da alleviare la condizione di tutti coloro che vivono in povertà assoluta".

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Oggi ho incontrato i capigruppo del @movimento5stelle di Camera e Senato Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli. Al centro del nostro colloquio c’è stato un aggiornamento sulle attività parlamentari e sulle prossime iniziative che dobbiamo portare avanti per offrire risposte alle urgenze che ci segnalano i cittadini. Abbiamo ragionato anche della necessità che la riforma del reddito di cittadinanza che sarà inserita nella manovra economica abbia un impatto significativo sul piano sociale, in modo da alleviare la condizione di tutti coloro che vivono in condizione di povertà assoluta. Abbiamo ragionato anche sul disegno di legge anti corruzione che a breve inizierà il suo iter in Parlamento e della conversione del decreto legge emergenze. Si è trattato del primo di una serie di incontri con i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari, di maggioranza e di opposizione, che porterò avanti nelle prossime settimane.

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