Manodopera qualificata e tecnologie: Fincantieri crede nello sviluppo

La strategia del Gruppo: nuove assunzioni e formazione per i dipendenti, insieme a innovazione e automazione

Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri
Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri

Roma, 6 gennaio 2024 – Per la navalmeccanica e per l’intera industria manifatturiera italiana, la carenza di manodopera specializzata è una sfida da affrontare. Nel caso di Fincantieri, nasce da un fatto positivo: il portafoglio ordini arriva fino al 2029. Il Gruppo ha impiegato in media 9.762 addetti nel triennio 2019-2021, di cui circa due terzi nella costruzione di navi mercantili. C’è necessità però di altre risorse. Per questo la strategia di Fincantieri è imperniata sull’assunzione e formazione di nuovi dipendenti, oltre che sull’innovazione.

In primo luogo, il Gruppo ha presentato un primo progetto pilota per l’inserimento di 90 figure operaie specializzate a partire dall’inizio di quest’anno. Si tratta di un passaggio importante nella strategia di selezione e formazione di personale specializzato con la prospettiva di determinare positive ricadute occupazionali per i giovani, potendo contare su una previsione di assunzioni per la quasi totalità dei partecipanti ai corsi.

Le figure professionali più ricercate sul mercato sono saldatori, carpentieri, molatori, tubisti e allestitori, maestranze tanto fondamentali quanto difficili da trovare in un contesto di settore caratterizzato da carichi di lavoro crescenti, alta competitività internazionale e diminuzione di attrattività per certe mansioni. Da qui è nata l’esigenza di affrontare il problema anche con un approccio più organico: investendo, da una parte, sul reclutamento e la formazione di lavoratori stranieri e, dall’altra, sull’automatizzazione dei processi produttivi. Verranno creati centri di formazione e scuole in Paesi come Tunisia, Marocco, Ghana, Filippine e Vietnam. Bacini dai quali attingere risorse qualificate, favorendone l’inserimento nel tessuto economico-sociale italiano attraverso corsi di specializzazione e di lingua.

La seconda fase è l’"industrializzazione intelligente". Grazie alla collaborazione con Comau, Fincantieri sta introducendo nei suoi processi robot mobili trasformando operazioni di saldatura a basso valore aggiunto in attività più intelligenti e sicure, meno gravose e con prospettive di impiego più attraenti per i giovani italiani. Inoltre, il Gruppo punta su profili professionali nuovi in grado di gestire la robotizzazione dei processi di produzione attraverso l’Intelligenza Artificiale. Un progetto ambizioso per risolvere il problema della carenza di manodopera rivoluzionando il profilo tradizionale della forza lavoro della navalmeccanica italiana.

Insomma, la ricerca di manodopera specializzata per Fincantieri esplora nuove geografie e diventa un canale di integrazione sostenibile per lavoratori stranieri in grado di riempire i vuoti del mercato interno. Allo stesso tempo, l’impiego di nuove tecnologie proietta il comparto in una nuova era in cui è la digitalizzazione a ridisegnare la manifattura.

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