Lunedì 20 Maggio 2024
SOFIA SPAGNOLI
Economia

Cina, un grattacielo per 600mila maiali. La nuova frontiera degli allevamenti intensivi

L'edificio di 26 piani, in cemento armato, si trova alla periferia di Ezhou. Virologi e medici hanno già espresso il loro dissenso

La gigantesca 'pig farm' a Ezhou in Cina

La gigantesca 'pig farm' a Ezhou in Cina

Roma, 4 marzo 2023 - Ora i maiali vivono in grattaceli. Più precisamente in palazzi di 26 piani di cemento armato, che hanno un’estensione di 390mila metri quadri. Si tratta del nuovo Pig Palace, il palazzo dei maiali, inaugurato a Ezhou, nella provincia cinese di Hubei, un monolitico complesso alto quanto la torre londinese che ospita il Big Ben. Il Pig Palace è il più grande allevamento di maiali indipendente del mondo, con un secondo, identico grattacielo di maiali che aprirà presto. Il primo allevamento ha iniziato a funzionare in ottobre e in piena capacità produttiva può contenere al suo interno fino a 600mila maiali. Una volta che entrambi gli edifici avranno raggiunto la piena capacità, si prevede che alleveranno circa 1,2 milioni di suini all'anno.

Un grosso monolite di cemento armato

Come riporta il New York Times, all'interno dell'edificio i maiali sono monitorati da telecamere ad alta definizione, da tecnici in uniforme, con tecnologie altamente specificate, quasi come fosse un centro di comando NASA. Ogni piano funziona come una fattoria autonoma per le diverse fasi della vita di un maiale: c’è un'area per i suini gravidi, una stanza per i maialini appena nati, punti per l'allattamento e uno spazio per l'ingrasso dei maiali.

Il mangime viene trasportato su un nastro trasportatore fino al piano superiore, dove viene raccolto in vasche giganti che consegnano più di un milione di libbre di cibo al giorno ai piani sottostanti attraverso mangiatoie ad alta tecnologia che distribuiscono automaticamente il pasto ai maiali in base alla loro fase della vita, peso e salute.

L'edificio, alla periferia di Ezhou, una città sulla sponda meridionale del fiume Yangtze, è salutato come il più grande allevamento di maiali indipendente del mondo, con un secondo, identico grattacielo di maiali che aprirà presto. Il primo allevamento ha iniziato a funzionare in ottobre e, una volta che entrambi gli edifici avranno raggiunto la piena capacità, si prevede che alleveranno 1,2 milioni di suini all'anno. È stata analizzata anche la gestione dei rifiuti, che verranno utilizzati per generare biogas, da sfruttare poi per la produzione di energia utile all'azienda stessa. Una sorta di economia circolare. I controlli sono molto stringenti anche per le condizioni salute dei dipendenti, che devono sottoporsi a diversi test prima di entrare e non possono lasciare l'edificio fino alla pausa successiva, dopo una settimana di lavoro.

La paura di una seconda epidemia

Virologi e medici hanno già espresso il loro dissenso a riguardo. Su Twitter il virologo italiano Roberto Burioni ha scritto: “Dal mio punto di vista, un paradiso per i virus. Animalisti dove siete?”. Il collega americano Matthew Hayek ha invece affermato al Guardian: “Se una malattia entra all’interno può esplodere tra gli animali come un incendio”. Dello stesso parere Dirk Pfeiffer della City University of Hong Kong: “Maggiore è la densità degli animali, maggiore è il rischio di diffusione e amplificazione di agenti patogeni infettivi, nonché il potenziale di mutazione”.

Produzione massimizzata: gli allevamenti intensivi in Italia

Maiali che non vedranno mai un filo d’erba, ma le sole mura di cemento armato del grosso palazzo che li ospita. L’unico scopo all’interno dell’azienda è massimizzare la produzione di carne. Il Pig palace è solo l’ultima delle tante aziende dislocate nel mondo in cui si itera la logica dell’iperproduzione. In Italia i maiali allevati a scopo alimentare sono oltre 8 milioni, per la quasi totalità si trovano in strutture di tipo intensivo nel nord Italia, sfruttati per la produzione di carni e salumi, considerati una delle eccellenze italiane: un fiore all’occhiello del Made in Italy nonostante le numerose criticità che questa industria presenta sul piano ambientale e sanitario, oltre che sul piano della protezione degli animali.

Il Bel Paese, secondo i dati Eurostat, rappresenta il settimo mercato europeo per gli allevamenti di maiali. Quello più consistente è rappresentato dalla Spagna, dove gli esemplari accolti negli allevamenti superano i 34 milioni, seguita dalla Germania (24 milioni) e dalla Danimarca (13 milioni). Ma ciò che più fa discutere sono le condizioni disastrate in cui sono costretti a vivere gli animali all’interno di questi grossi complessi. Nel 2018 gli investigatori di Animal Equality Italia si sono infiltrati in due allevamenti di maiali, uno in Piemonte e uno in Lombardia, evidenziando come le violenze sugli animali in questi luoghi siano una pratica all’ordine del giorno.

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