Giovedì 13 Giugno 2024

Se il guardaroba di un tempo sfida i mercati internazionali

Il brand Sartoria Toscana presenta l'abito 'Terra di Siena', ispirato ai colori delle colline toscane. Un capo in edizione limitata che celebra la storia e la bellezza della Terra bruciata di Siena. Inoltre, per il primo anniversario, viene lanciato un foulard artigianale in seta sostenibile. Un progetto che unisce tradizione, innovazione e sostenibilità, riflettendo l'anima della Toscana.

Se il guardaroba di un tempo sfida i mercati internazionali

Se il guardaroba di un tempo sfida i mercati internazionali

L’ANNUNCIO DELLA BELLA stagione – allo scoccare dell’equinozio di primavera, lo scorso 20 marzo – è coinciso con la presentazione di un abito in edizione limitata, denominato ‘Terra di Siena’. Non è la prima volta che il brand Sartoria Toscana - fondato poco più di un anno fa, a Chianciano Terme, dalla giovane imprenditrice Margherita Batelli (nella foto a destra) – sceglie eventi astronomici come l’equinozio o il solstizio per lanciare un nuovo capo o una piccola collezione, ispirata ai toni caratteristici della stagione che sta per cominciare. In questa occasione, Batelli – designer e direttrice creativa del marchio, originaria proprio della Val D’Orcia – ha pensato ai colori tipici delle ‘sue’ colline toscane. "Nei tramonti estivi, il paesaggio della Val D’Orcia si tinge di una luce dorata, che sfuma nel colore caldo della Terra di Siena bruciata. Una sorta di dipinto vivente – dice -, in cui la natura regna ancora incontrastata, rendendo la valle una sorgente di bellezza intramontabile".

È nato così ‘Terra di Siena’, un abito lungo in seta 100% italiana, con scollo incrociato, impreziosito da bottoni artigianali in bronzo. Adatto sia al giorno che alla sera, l’abito ha rappresentato anche l’occasione per ripercorrere la storia affascinante di una gradazione cromatica, la ‘Terra bruciata di Siena’, che affonda le proprie radici addirittura nella civiltà etrusca. "Terra bruciata di Siena è un pigmento naturale ricco di ossidi di ferro, presente nelle colline che circondano la città di Siena – spiega ancora Batelli – È caratterizzato da tonalità che vanno dal giallo all’arancione, fino al rosso, a seconda della concentrazione delle sostanze e delle condizioni geologiche in cui si trova. Il colore – da cui deriva il termine ‘bruciata’ – si ottiene dalla calcinazione a 400 gradi e successiva macinazione della materia prima, che assume un aspetto particolarmente intenso all’atto della bruciatura. La bellezza e la durabilità di questo colore lo hanno reso uno dei pigmenti più rinomati e amati nella storia dell’arte, testimoniando, al tempo stesso, l’importanza delle risorse naturali e della maestria artigianale necessaria per le creazione di opere in grado di sfuggire al tempo".

A proposito di occasioni da celebrare, per il primo anniversario dalla fondazione del brand, Sartoria Toscana ha voluto lanciare anche un foulard (nella foto sotto), realizzato artigianalmente a Firenze in seta sostenibile, con stampa monogram. Può essere indossato in diversi modi - tra i capelli, intorno al collo, oppure annodato sulla testa – per donare un tocco elegante agli outfit di tutti i giorni. Il foulard entrerà a far parte della collezione denominata ‘Tuscan Living’: una raccolta di manufatti locali che si arricchisce nel tempo, esprimendo l’eleganza e l’autenticità della Toscana.

Gli accessori, realizzati con cura, mirano a conciliare, in ogni dettaglio, tradizione e innovazione, passato e futuro: sono un omaggio "al savoir-faire artigianale della Toscana, alla cultura di questa terra magnifica – dichiara l’imprenditrice –. Una terra impregnata di valori antichi, a volte dimenticati, che Sartoria Toscana condivide giorno dopo giorno, dedicando massima attenzione al concetto di sostenibilità. Con una filiera il più possibile corta, in collaborazione con artigiani locali d’eccellenza e un laboratorio orafo, Sartoria Toscana mette al centro le persone, mostrando in ogni capo l’anima di chi l’ha realizzato e di chi l’ha pensato".

L’anima di Sartoria Toscana è Margherita Batelli, designer, storica della moda e del costume ed esperta in comunicazione: dopo gli studi in Lettere e filosofia e un master all’Istituto Marangoni, e dopo aver lavorato per diverse aziende di Roma e Milano, decide di tornare a casa, in Val D’Orcia, e aprire un brand interamente ‘made in Toscana’. ‘Bianco’ è la parola d’ordine di questa bella storia d’impresa, che nasce da un ricordo preciso: "Quello di mio nonno - racconta -, sempre vestito di bianco. Tutti i bianchi che verranno saranno scoperta, ma anche rifugio, somma e sintesi, nido e divisa per viaggiare leggera". In effetti, il guardaroba Sartoria Toscana include, fra l’altro, la serie continuativa senza tempo di undici capi ‘total white’, freschi ed eleganti, capaci di avvolgere le forme quanto basta per esaltare la femminilità discreta di ogni donna.

Pezzi senza tempo, definiti da sartorialità e attenzione per i dettagli. Gli abiti sono disponibili su ordinazione e confezionati solo per chi acquista: l’obiettivo è quello di ridurre lo spreco di materiale e di energia. I tessuti e gli accessori utilizzati sono interamente ‘made in Toscana’ ed estratti senza uso di tossine o processi chimici dannosi per l’ambiente. I materiali prediletti sono quelli naturali, morbidi e traspiranti come il cotone e la seta sostenibile (perché deadstock, ovvero risultante da avanzi di produzione), oppure quelli innovativi, realizzati con filati esclusivi, derivanti dagli alberi di eucalipto coltivati in maniera responsabile. "Mi piace ripetere che ‘Sartoria Toscana’ è un progetto che non ha fretta", conclude Batelli, sottolineando quanto sia importante, per lei, sfuggire alle logiche proprie dell’industria del ‘fast fashion’, accusata di aver contribuito allo sfruttamento delle risorse del pianeta e all’estremizzazione del rovinoso concetto di "usa-e-getta". "La nostra produzione su ordinazione – precisa – consente di dare valore al tempo, al tempo della ricerca e della cura di ogni capo, senza perdere di vista l’obiettivo di costruire un guardaroba essenziale. Nasciamo e crediamo nel piccolo, ma pensiamo in grande: vogliamo essere bottega globale, laboratorio di bellezza capace di raccontare la Val d’Orcia e il suo stile di vita alle donne di tutto il mondo".