Ristorazione commerciale: Roadhouse, un altro anno di crescita

Ha aperto esattamente 22 anni fa a Legnano il primo punto vendita, segnando così l’inizio di una straordinaria avventura

Ristorazione commerciale: Roadhouse, un altro anno di crescita
Ristorazione commerciale: Roadhouse, un altro anno di crescita

Ha aperto esattamente 22 anni fa a Legnano il primo punto vendita, segnando così l’inizio di una straordinaria avventura. E oggi Roadhouse è diventata la società che all’interno del gruppo Cremonini gestisce brand di ristorazione “tematici“ (steakhouse, ristoranti ispirati alla cucina messicana, ma anche locali di pollo alla griglia) distribuiti in tutta Italia. Il più noto è Roadhouse Restaurant seguito da Calavera Restaurant, Billy Tacos, Smokery e l’ultimo format lanciato, dedicato al pollo alla griglia: RIC Chicken House.

"Complessivamente con i nostri ristoranti – esordisce Nicolas Bigard, ad di Roadhouse spa - serviamo ogni anno oltre 11 milioni di clienti con un fatturato atteso nel 2023 di circa 250 milioni di euro. Oggi siamo diventati un destination point per famiglie, gruppi di amici e lavoratori. All’inizio, quando abbiamo lanciato il primo format di steakhouse, a parte qualche eccezione isolata in poche regioni dove c’è sempre stata una tradizione di ristoranti di carne, le catene erano percepite come qualcosa di molto “americano“, con un modello di ristorazione veloce radicalmente diverso dai nostri locali che si sono caratterizzati fin dall’inizio come ristoranti con servizio al tavolo. La sfida dei primi anni fu quella di puntare a una via decisamente italiana, sia nei layout dei locali che nei menu, lavorando molto anche sulla fidelizzazione dei nostri clienti".

Come è cresciuta Roadhouse negli anni?

"Superata la soglia dei 150 locali, abbiamo sviluppato un know-how che ci avrebbe permesso di sperimentare nuovi formati, seguendo anche le tendenze più moderne della ristorazione. E sono nati nuovi marchi, come Calavera e Billy Tacos. La cucina messicana è ancora poco conosciuta in Italia, con stereotipi che non rendono giustizia alla sua ricchezza e varietà. Non è un caso che l’Unesco l’abbia dichiarata Patrimonio dell’umanità. Abbiamo capito le potenzialità, soprattutto per il target giovani e giovanissimi, e nel 2017 è nato Calavera, ispirato alla famosa festa, “il Dia De Los Muertos“, che i messicani celebrano al posto di Halloween. È significativo, anche con il Covid di mezzo, lo sviluppo da un singolo ristorante a una catena di 25 locali in così poco tempo. Non si tratta solo di cibo di alta qualità, ma di un’esperienza che abbraccia la cultura messicana guadagnandoci la stima dell’Ambasciata Messicana in Italia che ci ricorda di essere la più grande catena messicana in Europa".

Come è nata l’idea di lanciare anche i Billy Tacos?

"Calavera è un ristorante a tutti gli effetti, con servizio al tavolo e oltre una ventina di addetti. Ci siamo resi conto che il pubblico, soprattutto i più giovani, avrebbe apprezzato anche una versione veloce, con prezzo medio più basso, la possibilità di ordinare e comporre i menu dai kiosk digitali, oltre alla praticità dell’asporto. E così due anni fa abbiamo lanciato Billy Tacos, formula che ha riscontrato un successo enorme, col risultato di avere già quasi 100 locali amatissimi dai giovani della Gen Z. Con la sua caratteristica offerta, Billy Tacos ha portato in Italia l’assoluta novità dei “french tacos“ e ha reso attuali gli altri grandi classici dello street food messicano, come burritos, nachos e mex tacos".

Adesso è nato il nuovo brand RIC Chicken House: una nuova catena?

"In Italia, il pollo è spesso legato all’immagine del pollo fritto dei fast food o al pollo arrosto delle rosticcerie. Tuttavia, siamo convinti che il pollo abbia un potenziale ancora inesplorato, convinzione confermata dalla storia di successo di Roadhouse dove, negli anni, il pollo alla griglia ha conquistato tanti dei nostri clienti. Nel tempio delle bistecche che è Roadhouse, le ricette di pollo alla griglia hanno preso negli anni uno spazio rilevante, tanto da meritare una casa tutta loro. Con queste premesse è nato RIC Chicken House, un formato Lsr, con un servizio al tavolo moderno e snello, che offre il meglio del pollo con ricette innovative e marinature artigianali e che punta a soddisfare un pubblico vario, compreso tra i 18 e i 50 anni. Lo scontrino medio di 13 euro per un pasto completo e un’esperienza culinaria unica. La prima apertura è coincisa con l’inaugurazione del Lifestyle Center Merlata Bloom a Milano, ma il format è già pronto per cogliere nuove opportunità di crescita del mercato: la strategia di sviluppo prevede la presenza in centri commerciali e aree ad alto transito. E, come previsto nella policy generale della società, pianifichiamo le nuove aperture senza ricorrere al franchising, ossia in gestione diretta".

Come selezionate il personale con la difficoltà di reperire giovani anche nel settore della ristorazione?

"Tutti i format di Roadhouse Spa hanno nello staff di punto vendita la loro forza. La continua espansione dei brand fa sì che sul sito Roadhouse.it ci si possa sempre candidare per le posizioni aperte e per le prossime aperture. Visto il successo, soprattutto tra i giovanissimi, stiamo spingendo molto sullo sviluppo di Billy Tacos, che da solo arriverà ai cento locali nei prossimi due mesi. Considerando tutti i brand, quest’anno abbiamo assunto 750 giovani. E per il 2024 ne cerchiamo altri 900. Il nostro è un lavoro ideale per i giovani che con un part time, possono condividere lo studio o altre attività. La media d’età è di 26 anni e il 60% sono donne".

Quanto aiuta essere all’interno di un grande gruppo come Cremonini?

"La presenza di un socio di riferimento, in questo caso una famiglia, proprietaria al 100% e da sempre impegnata nel settore alimentare, è un elemento fondamentale per garantire una visione di lungo periodo, stabilità finanziaria, continuità negli investimenti. Inoltre Cremonini, con la controllata Inalca, è il leader italiano nella produzione delle carni bovine e un’attività di ristorazione verticale sulla carne è sempre stata nelle corde della famiglia. Nonostante l’attività industriale abbia delle logiche molto differenti rispetto alla ristorazione, il supporto della proprietà è stata decisiva nella costruzione di un’azienda di successo che oggi conta 300 locali gestiti tutti direttamente".

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