Quegli occhi elettronici a guardia dei bancomat

DA OLTRE 10 ANNI SecurSat si occupa di sicurezza. La società, fondata da Giuseppe Calabres...

Quegli occhi elettronici a guardia dei bancomat
Quegli occhi elettronici a guardia dei bancomat

DA OLTRE 10 ANNI SecurSat si occupa di sicurezza. La società, fondata da Giuseppe Calabrese, che ne è l’amministratore delegato, ha puntato da subito su due aspetti, gestione del rischio attraverso l’erogazione di servizi di security e innovazione tecnologica. Dall’analisi accurata di singoli settori dell’industria e dei servizi, SecurSat elabora dati e sviluppa soluzioni e sistemi innovativi per definire modelli strategici e integrati di sicurezza per le aziende. "Quando siamo nati 10 anni fa eravamo molto innovativi, ma in realtà lo siamo anche oggi", spiega Giuseppe Calabrese. Sono due le control room, una a Milano e una ad Asti, dalle quali gli operatori della società 24 ore al giorno gestiscono da remoto 16 mila impianti di sicurezza, su 3 mila siti in Italia. Sono 7 mila invece i flussi video quotidiani.

Cosa dicono le immagini agli esperti di sicurezza? "Ci danno degli alert che noi sappiamo gestire, attivando la sicurezza privata o chiamando le forze dell’ordine", spiega Calabrese. Anche se sicurezza è sempre più gestione del rischio e prevenzione. Alcuni esempi? Con il sistema di SecurSat si possono prevenire gli attacchi ai bancomat, perché le telecamere, rese intelligenti, danno una serie di informazioni agli operatori, che possono intervenire prima di un attacco fisico dello sportello bancomat. "Il nostro, poi, è un approccio sostenibile, perché ambienti di lavoro sostenibili sono certamente anche sicuri. D’altra parte, oltre alle banche e alla grande distribuzione, fra in ostri clienti ci sono anche realtà internazionali del commercio e noi le aiutiamo a migliorare la sicurezza degli ambienti di lavoro. Ci occupiamo inoltre della sicurezza di grandi siti industriali. In quel caso, graie alla tecnologia e al controllo da remoto sappiamo in tempo reale quante persone ci sono e possiamo intervenire in maniera efficace in caso di emergenza", spiega Calabrese. La sicurezza, insomma, va intesa in molti modi: il tema che sta alla base del lavoro di SecurSat è quello di saper "integrare le tecnologie al servizio delle rinnovate esigenze dei nostri clienti. integrazione è la parola chiave, assieme a sostenibilità, perché spesso ci troviamo a intervenire su impianti di allarme già in essere, magari con telecamere in parte superate nella tecnologia. Non necessariamente vanno sostituite con altre più nuove. Il nostro modello, anzi, punta a integrare l’esistente con un piano di sicurezza efficace, che passa anche dalla formazione del personale", spiega Calabrese.

Fra le esigenze più stringenti dei clienti c’è anche la fruizione in sicurezza di spazi nuovi, come, per esempio, quelli del futuro villaggio olimpico che sorgerà a Milano: "Siamo stati chiamati a dare una consulenza per la messa a punto di quegli spazi che ospiteranno le olimpiadi invernali per un tempo definito e che poi diventeranno uno studentato", dice Calabrese. Lavorare sulla sicurezza in questo caso significa mettere assieme molte competenze diverse, dialogare con architetti, ingegneri, progettisti ed elaborare un piano di sicurezza per spazi multifunzionali, che possano tenere assieme per esempio una palestra e un ristorante internazionale, uffici di rappresentanza e spazi comuni, magari di co-working, tutti nello stesso edificio. Sono molte anche le competenze richieste per lavorare in una realtà come SecurSat, che oggi conta 40 dipendenti, di cui poco meno della metà donne. "Abbiamo sia figure laureate in economia e in comunicazione, che ovviamente in materie legate alla sicurezza e alla criminologia, ma non solo", conclude Calabrese.

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