Livorno è pronta a diventare il polo merci d’Europa

È STATO A LUNGO il primo porto container del Mediterraneo. Per il porto di Livorno s’intravede un futuro prossimo che...

Livorno è pronta a diventare il polo merci d’Europa

Livorno è pronta a diventare il polo merci d’Europa

È STATO A LUNGO il primo porto container del Mediterraneo. Per il porto di Livorno s’intravede un futuro prossimo che lo farà tornare alle glorie del passato. Già oggi le cifre confermano credenziali significative: primo scalo italiano per forestali, primo per sbarco di auto orientali, 44 milioni di merci e 9 milioni di passeggeri all’anno. In più, sul Canale dei navicelli verso Pisa, una silenziosa ma molto trafficata base militare Usaf, con altrettanto silenziosi traffici di supply per le forze armate Nato del Sud Europa. Per il ritorno del futuro, partiamo dalla prima notizia: a dicembre, dopo quasi due anni di tira e molla, il ministero dell’Ambiente ha dato il nulla osta alla V.I.A. , ovvero la valutazione d’impatto ambientale, condizione “sine qua non” per mettere a gara il grande progetto della Darsena Europa. Si tratta di ribaltare il porto di oggi verso il largo, creando una “piattaforma” di 2 milioni di metri quadrati con relativi 3 chilometri di banchine ad alta profondità, in grado di ospitare le navi delle generazioni prossime-future grazie a una profondità fino a 20 metri e un nuovo ingresso protetto, movimentare oltre 1 milione di container all’anno, collegarsi infine in diretta, con un “ultimo miglio“ veloce e intermodale, sia con la ferrovia che con l’autostrada.

È un progetto, quello della Darsena Europa, nato oltre vent’anni fa come ancor più grande “piattaforma“ (anche banchine e spazi per traffici multipurpose, merci voluminose e impiantistica, Autostrade del mare), poi ridimensionato. Ma la Darsena Europa, la cui gara per costruzione e gestione viene annunciata per primavera, non sarà un fatto a sé. Libererà infatti la Darsena Toscana, oggi sede dei due terminal container che complessivamente movimentano oltre mezzo milione di Teu (termine che indica lo “scatolone“ standard da 6 metri di lunghezza). I container passeranno in Darsena Europa e la Darsena Toscana sarà totalmente dedicata ai traffici ro/ro e ro/pax. Sono, questi ultimi, acronimi sui quali si basano anche regolamenti e finanziamenti: Ro/ro sono i grandi traghetti tuttomerci che operano prevalentemente con autotreni, Tir e rimorchi; Ro/pax sono le stesse tipologie di navi che portano anche passeggeri, e richiedono dunque servizi aggiuntivi a terra (biglietterie protette, sale d’aspetto, servizi igienici, nursery). Proprio sui Ro/pax é nato - e non è ancora sciolto - uno dei nodi interpretativi dei servizi che oggi condizionano la pace in banchina, dando esca allo scontro tra i gruppi armatoriali MSC (Mediterranean Shopping Company) e Grimaldi.

Una diatriba finita anche in tribunale, con strascichi in corso e il blocco di fatto dell’altro grande progetto, quello di un terminal passeggeri da parte della società Porto 2000. La cui gara, vinta anni fa da una joint-venture Moby/Msc, è ancora in stand-by per le autorizzazioni nel contempo concesse al Gruppo Grimaldi sui passeggeri, e contestate in una coda di ricorsi legali ancora in atto. "Che prima o poi comunque - auspica il presidente dell’Autorità di Servizi Portuali Luciano Guerrieri (nella foto sopra)- dovrà concludersi, e far partire il grande progetto". C’è comunque tanta altra carne al fuoco. Di recente tra Confindustria Livorno-Massa Carrara e Comune labronico è stato firmato un accordo per bonificare e reindustrializzare un’area del retroporto abbandonata anni fa da un grande impianto dell’automotive. "Ci sono – ha dichiarato presidente degli industriali, Piero Neri (nella foto a sinistra) – almeno una mezza dozzina di imprese, non solo italiane, interessate a insediarvisi, con in ballo centinaia di nuovi posti di lavoro. Si parla di produzioni “green”, il business di domani mattina, collegate alla logistica portuale".

Lo scalo ha movimentato nel 2022 34,3 milioni di tonnellate di merce, mettendo a segno un +8,1% sul 2020, e avvicinandosi ai livelli del 2019, dai quali la separano poco più di 2,3 milioni di tonnellate di merce (il 6,5% del totale). Con riferimento al traffico container, sono stati movimentati 791 mila container da venti piedi (Teu), con un incremento del 10,5% sul 2020 e un +0,2% sul 2019. Rispetto ai dati del 2020 è stato registrato un incremento sia dei container sbarcati (390mila Teu, +10,2%) che di quelli imbarcati (400mila TEU, +10,8%). L’aumento registrato quest’anno è dovuto esclusivamente alle performance del traffico da/per l’hinterland (+14,3%). Stabile nel 2021 il traffico di trasbordo (+0,7%) che ha ridotto la propria quota percentuale al 25,6% della movimentazione complessiva dello scalo (28,3% nel 2020). Al netto del trasbordo, i container pieni sono stati 433.759 (+10,3% sul 2020) mentre quelli vuoti sono stati 153.280 (+27,5%). Tra i container pieni da sottolineare l’ottima performance dell’export (+18,5%) mentre lo sbarco è risultato in leggera flessione (-1,2%). Bene il traffico rotabile. Sui prodotti forestali, altro core business del porto per via della vicinanza alle cartiere della Lucchesia, lo scalo ha messo a segno un doppio incremento: +7,5% sul 2020 e +8,7% sul 2019. Sono stati complessivamente movimentate 1,78 milioni di tonnellate di cellulosa in break bulk. Per le auto nuove, lo scalo ha movimentato tra gennaio e dicembre 467 mila veicoli. Sono stati superati i livelli di traffico del 2020, rispetto al quale il porto ha messo a segno un +8,6%. Non quelli del 2019, anno in cui furono imbarcati e sbarcati oltre 640.000 mezzi (-27,1%). La produzione di veicoli nuovi nel 2021 già affetta dalla pandemia e dai lockdown, ha dovuto far fronte anche alla carenza dei materiali.

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