Giovedì 18 Aprile 2024

La Loggia assicura i grandi vini italiani ai collezionisti di tutto il mondo

SE NEL MONDO SI APPREZZANO i vini italiani di alta gamma il merito è anche di un’azienda orvietana che, nel...

SE NEL MONDO SI APPREZZANO i vini italiani di alta gamma il merito è anche di un’azienda orvietana che, nel tempo, ha saputo ritagliarsi un ruolo importante in un mercato selettivo e competitivo come questo. La Loggia opera nel settore dei cosiddetti “premium wines“, la nicchia di mercato dei grandi vini italiani ed internazionali. Fondata nel 1987 ad Orvieto, svolge la sua attività con uno staff di 17 persone tra ambito commerciale, amministrazione, logistica, vendita al dettaglio e somministrazione. Grazie alla passione per il vino e ad una fitta rete di relazioni con i marchi più prestigiosi della viticoltura nazionale, nonché con importatori e distributori di molti paesi del mondo, ha costruito negli anni una indubbia professionalità sviluppando un modello di business orientato alla qualità dei prodotti e dei processi, con una particolare attenzione nel fornire adeguati servizi a clienti e fornitori. Oggi La Loggia è presente nel mercato americano, sia nella grande area metropolitana di New York che in tutta la regione californiana, ma anche in gran parte dei paesi europei con particolare riferimento alla realtà dei brokers londinesi e in una vasta area del continente asiatico come Hong Kong, Singapore, Giappone e Taiwan. Mentre l’attività di vendita al dettaglio e somministrazione si svolge invece all’interno di una bellissima enoteca nel centro storico di Orvieto, il business internazionale ha il suo quartier generale nella zona industriale di Bardano dove una struttura di mille metri quadrati ospita uffici ed una parte dei magazzini destinata a stoccaggio e movimentazione di merci sotto costante controllo della temperatura.

Una seconda struttura di 500 metri quadrati è esclusivamente dedicata a conservare adeguatamente le etichette più importanti grazie alla realizzazione di una cella frigo con temperatura e umidità controllate. Negli ultimi anni l’azienda ha anche iniziato ad imbottigliare due vini, un rosso ed un bianco, con un proprio brand; attività che sta dando buone soddisfazioni considerando la rapida espansione sui mercati canadese, nord-europeo, cinese e giapponese. La missione aziendale è diffondere nel mondo il vino italiano e far conoscere la grande qualità che l’Italia sa esprimere. Alessandro Punzi (il primo a sinistra nella foto in alto, con gli altri titolari), spiega come è iniziata questa avventura imprenditoriale di successo.

Come ha preso le mosse la vostra azienda?

"La Loggia è nata nella seconda metà degli anni 80; la passione per il vino unita alla volontà di fare qualcosa di nuovo aveva spinto i soci fondatori ad aprire una enoteca nel centro di Orvieto. Erano anni in cui si sentiva ancora parlare poco di vino di qualità, se consideriamo che era appena esploso il cosiddetto scandalo del metanolo, una truffa perpetrata attraverso l’adulterazione del vino da tavola che si verificò nel 1986 e portò a contare alcuni decessi e all’intossicazione di numerose persone. Si può dunque capire che allora fossimo lontani dalla filosofia della qualità e dei vini pregiati che ora invece i collezionisti si contendono anche a costi di importati offerte al rialzo nelle aste dedicate. I primi anni furono dedicati ad entrare in contatto con i più importanti produttori italiani. Negli anni 90 si avviò una fase di significativa espansione grazie all’apertura dei primi canali commerciali all’estero. La prima bandierina fu posata sulla vicina Svizzera. Poi fu la volta del Regno Unito. Oggi esportiamo in molti paesi del mondo, toccando tutto il continente".

Oggi quali sono i principali mercati esteri?

"Il più importante è rappresentato dagli Stati Uniti, sia nella east coast soprattutto nell’area di New York che in California. Seguono Europa, Inghilterra, Francia, Svizzera, Germania, Spagna e Portogallo. Occasionalmente anche Olanda e Danimarca. In Asia il mercato più importante è il Giappone".

Da chi è composta la squadra?

"I soci fondatori sono stati Carlo Maggi, Claudio Pacelli e Laura Punzi. Dopo poco entrammo io e Massimo Vittori. Attualmente è iniziato il processo di ricambio generazionale con Massimiliano Maria Maggi e Giulio Pacelli, figli dei soci fondatori".

Come funziona il vostro modello economico. Quali tipi di vino esportate?

"Esportiamo vini di fascia medio alta. Il modello di business è piuttosto semplice: acquistiamo dalle aziende produttrici nazionali e vendiamo sui mercati esteri grazie ad una rete di operatori professionali di altissimo livello e di collezionisti facoltosi che investono somme ingenti in vino di qualità. A volte abbiamo anche frequentato le più importanti case d’asta a livello mondiale come Sotheby’s e Christie’s per ottimizzare il rendimento dei nostro stock di prodotto. Valutiamo anche una utile rete di fornitori terzi, diverse dalle aziende agricole dalle quali compriamo ulteriori quantità di vino visto che le assegnazioni dirette dai produttori sono raramente sufficienti a coprire una domanda sistematicamente superiore all’offerta".

Come avete fatto a sviluppare questa rete commerciale internazionale?

"La crescita della rete commerciale e dei maggiori contati esteri si è realizzata senza grandi investimenti in promozione attraverso il passaparola. In un mercato altamente selettivo che acquista soltanto mediate pagamenti anticipati, riuscire a fornire prodotti di livello e un servizio adeguato risulta fondamentale per creare una immagine di serietà e professionalità. Serve anche una buona capacità di acquisto".

Progetti futuri?

"Vogliamo rimanere solidamente in contatto con la tradizione e avere lo sguardo proiettato ai cambiamenti per puntare all’espansione. Crediamo che innovazione tecnologica e dei processi rappresentino i punti di forza per competere con successo a livello internazionale".

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