Venerdì 21 Giugno 2024

Il chip quantistico diventa per tutti

Il chip quantistico   diventa per tutti

Il chip quantistico diventa per tutti

CI HA PENSATO INTEL a spostare un po’ più in là il limite della ricerca applicata ai computer quantistici, realizzando un nuovo chip “Tunne Falls“ che renderà più “democratico“ il mondo della ricerca applicata. Molti laboratori infatti non possono permettersi i super computer in grado di compiere miliardi di operazioni al secondo perchè non hanno fondi adeguati, ma il nuovo processore coniugherà una potenza straordinaria - 12 qubit l’unità di misura dei computer quantistici - mantenendo un prezzo accessibile.

"Non ci sono ancora molti dettagli su questo nuovo chip, ma certamente avrà costi di produzione enormemente più bassi dei chip a superconduttori di Google o Ibm", ha spiegato il direttore dell’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Francesco Saverio Cataliotti (nella foto in basso). Rispetto ai processori che hanno fatto registrare grandi successi in questi ultimi anni, come il Sycamore di Google o l’Eagle di Ibm a 127 qubit, il nuovo chip presentato oggi da Intel, realizzato in collaborazione con la LPS Qubit Collaboratory (LQC) dell’Università del Maryland può essere definito una versione semplificata ma comunque ambiziosa. A oggi, uno dei limiti della ricerca nei computer quantistici è la complessità stesse di queste macchine, processori come quelli più noti sviluppati da Ibm o Google sono il risultato di grande impegno economico alla portata di poche realtà nel mondo.

Per aggirare il problema Intel propone dunque di portare sul mercato un chip, basato su una tecnologia più vicina a quella dei chip tradizionali, più accessibile anche a centri di ricerca o aziende con fondi limitati. Un tentativo di democratizzazione nel mondo del quantum, alternativo ai servizi cloud, come Braket di Aws, per cercare di coinvolgere un maggior numero di ricercatori e aziende che possano dare maggiore impulso allo sviluppo di tali tecnologie. "Forse non è un chip adatto al lavoro di centri di ricerca come il nostro - ha concluso Cataliotti - ma è di certo interessante per aziende che vogliono capire se e come integrare la computazione quantistica nei loro processi"

Ro. Can.