Holding Moda forma gli operai specializzati ‘introvabili’

Holding Moda forma gli operai specializzati ‘introvabili’
Holding Moda forma gli operai specializzati ‘introvabili’

SECONDO i dati del sistema informativo Excelsior, le industrie tessili, dell’abbigliamento e calzature hanno programmato di assumere in Italia oltre 11.300 persone e più di 33mila considerando il trimestre novembre 2023-gennaio 2024. Numeri più alti del 28,5% rispetto ad un anno fa. Peccato, però, che molti posti resteranno vacanti perché non si trova personale. Il Borsino delle professioni di Excelsior riporta, in particolare, tra le figure professionali pressoché introvabili gli operai specializzati del tessile e dell’abbigliamento, con una difficoltà di reperimento che sfiora l’81%. Cosa fare per ovviare a questo problema? Il gruppo Holding Moda, polo produttivo del lusso Made in Italy, che riunisce 11 aziende del settore, ha lanciato dal 2020 la sua Accademia, con l’obiettivo di formare figure professionali e favorire il cambio generazionale. Le sedi toscane sono tre, tra cui quella completamente rinnovata nel 2022 di Gab, azienda specializzata in lavorazioni in pelle a Campi. Amministratore delegato di Holding Industriale, che controlla Holding Moda, è Claudio Rovere (nella foto sopra).

Come mai nella moda, come in altri settori, non si trova più personale?

"Sulla moda c’è stato un effetto Covid. Le aziende, specie quelle del lusso, hanno deciso di tornare a produrre in un Paese vicino e affidabile, quale è l’Italia. Con la pandemia le imprese del settore, in particolare le grandi case della moda, si sono spaventate. C’erano problemi logistici evidenti, i Paesi sono stati chiusi, in alcuni casi si è fermata la produzione, oltre ad essere presente sempre un rischio reputazionale. L’Italia è un Paese relativamente piccolo per essere leader della produzione del lusso in tante categorie. Con il reshoring è perciò aumentata la ‘fame’ di personale da parte delle aziende".

Quali figure mancano nella moda?

"Tante. Il comparto tessile, moda e accessori è in forte evoluzione e necessita di nuova forza lavoro, fondamentale per assicurare la tenuta del sistema del Made in Italy. Per esempio, serve chi sappia produrre calzature. Alcune leggi europee stanno riportando in Italia tutta la produzione di scarpe e questo, insieme alla crescita del mercato, fa sì che la mancanza di manodopera sia sempre più evidente. Per questa ragione, ad esempio, nella nostra Accademia abbiamo avviato un corso che rispondesse a questa esigenza pratica di formare persone in grado di seguire l’intero processo: dalla creazione di suole, al montaggio e alla rifinitura della scarpa".

Come decidete quali corsi avviare nella vostra Accademia?

"Partiamo dalle aziende che entrano nella holding e che ci raccontano di cosa hanno bisogno. Su questo facciamo poi la formazione. Solitamente sono esigenze condivise da altre aziende e che valgono per l’intera filiera produttiva della moda che, in questo modo, come società benefit, cerchiamo di sostenere".

Come si svolgono i corsi?

"Ci rivolgiamo soprattutto ai giovani che hanno perso la percezione del mestiere artigianale nella moda, ma organizziamo anche corsi rivolti a persone alla ricerca di lavoro o che vogliono reinventarsi in un settore diverso da quello nel quale hanno lavorato per anni. Organizziamo quindi corsi finanziati Formatemp e in apprendistato duale. I corsi sono solitamente annuali e chi li frequenta viene suddiviso in classi di massimo 15 persone, un numero che riteniamo offrire il giusto equilibrio per dare agli studenti l’attenzione adeguata da parte dei docenti. Quest’anno, con il corso in apprendistato duale partito a settembre, rivolto a giovani under 25 diplomati, abbiamo deciso di essere più ambiziosi, coinvolgendo anche più aziende rispetto agli anni precedenti e con 20 ragazzi provenienti da Marche, Veneto, Toscana e Emilia, che hanno seguito la parte teorica sulla storia della costruzione del capo, ma hanno affrontato anche tematiche come sostenibilità e comunicazione. Hanno quindi incontrato i referenti delle aziende della holding. Faranno poi formazione a distanza su salute e sicurezza, impareranno il linguaggio tecnico della moda in francese e in inglese, per poi andare in azienda a conoscere tutte le fasi del processo produttivo".

Quali saranno le aziende che ospiteranno gli studenti?

"Prevalentemente saranno Uno Maglia, a Montevarchi, Beste, a Prato, e Gab, a Campi Bisenzio".

L’apprendistato duale non è un po’ troppo complicato per le aziende?

"L’apprendistato duale, che consente, in contemporanea, il conseguimento di un titolo di studio e di maturare un’esperienza professionale diretta, è un percorso in effetti più articolato, per il quale la burocrazia non si è snellita. Sono previsti tutta una serie di adempimenti relativamente alla Regione e agli enti formativi di supporto. E’ però uno strumento efficace che, se migliorato, lo sarebbe ancora di più".

Gli studenti che escono dall’Accademia trovano lavoro?

"Sì. Già solo come Holding Moda il fabbisogno delle aziende è superiore al numero di persone formate che escono dall’Accademia. Le retribuzioni delle figure che formiamo stanno anche crescendo, visto che la domanda è superiore all’offerta e c’è una buona competizione tra i produttori. Con il ritorno del Made in Italy è tornata anche una retribuzione adeguata. Retribuiamo i ragazzi dal primo giorno che entrano in azienda".

Anche quando sono ancora in Accademia?

"Sì, dal primo giorno. I primi mesi, quando fanno aula, percepiscono un rimborso di 350-400 euro, fino poi a raggiungere lo stipendio pieno, che si aggira sui 1.000-1.100 euro, alla fine del percorso formativo".

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro