Domenica 14 Luglio 2024

Gas ed eolico trasformeranno. Ravenna nell’hub dell’energia

UN PORTO CHE METTE insieme merci ed energia, punto di snodo centrale dei movimenti dei materiali e del gas, ma...

Gas ed eolico trasformeranno. Ravenna nell’hub dell’energia

Gas ed eolico trasformeranno. Ravenna nell’hub dell’energia

UN PORTO CHE METTE insieme merci ed energia, punto di snodo centrale dei movimenti dei materiali e del gas, ma banco di prova anche della possibilità di affrontare il tema dell’inquinamento interrando la CO2 nei giacimenti. Dal 2009 ad oggi il porto di Ravenna è cresciuto più della media degli altri porti italiani e mostra anche una maggiore resilienza post Covid e i dati complessivi del 2022 (con poco meno di 26 milioni di tonnellate lavorate) lo collocano al sesto posto in Italia mentre occupa la prima piazza per le rinfuse solide e le merci varie.

"Con i lavori di approfondimento dei fondali a -12,50 e poi -14,50 metri lo scalo ravennate – come spiega Daniele Rossi (nella foto sopra), presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale – sarà a posto per i prossimi 2mila anni". Lavori, peraltro, che, per un costo di 250 milioni solo nella prima fase, sono in anticipo di almeno un anno sulla tabella di marcia e il livello dei -12,50 sarà raggiunto già a fine 2024 e nel 2025 potranno partire i lavori per il successivo approfondimento a -14.50. In tutto l’approfondimento dei fondali sino a -14.5 metri, la realizzazione di nuove banchine e ristrutturazione di quelle esistenti per circa 6,5 chilometri per container e terminal multipurpose, l’impianto di trattamento del materiale di escavo e l’urbanizzazione di aree per oltre 240 ettari costerà 460 milioni. Al 30 settembre 2023 erano stati dragati 3,3 milioni di metri cubi di sabbia e ne restano da scavare 2,2 milioni. Centrale sarà il ruolo dell’impianto per il trattamento dei materiali di escavo (costo di 130 milioni con lavori già appaltati) che asciugherà e bonificherà il materiale dragato (con tutte le attività accessorie: analisi del materiale, trasporto e conferimento a destinazione dello stesso) per consentire il riutilizzo a riempimento di cave o altri usi industriali.

Un porto, dunque, quello di Ravenna che si attrezza per le sfide future sia con la possibilità di accogliere navi sempre più grandi sia affiancando la sua natura di porto industriale a quella di hub energetico con da una parte il rigassificatore ma dall’altro l’imponente sfida dell’eolico a mare come previsto dal progetto Agnes, un investimento del valore di un miliardo che vede coinvolte la Saipem e la ravennate Qint’x. L’hub Agnes (in attesa dei processi autorizzativi e per il quale il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, nei giorni scorsi ha lanciato una petizione popolare) è composto da due impianti eolici offshore di capacità complessiva pari a 600 MW e un impianto fotovoltaico galleggiante di capacità complessiva pari a 100 MW più un sistema di accumulo di energia della capacità di 50 MW. Tornando al rigassificatore, la nave Fsru Singapore (il ’cuore’ del rigassificatore) attraccherà al largo di Punta Marina entro il primo trimestre del 2025; intanto, nell’aprile del 2024 si avvierà l’installazione della piattaforma di ormeggio, a luglio vi sarà la posa della condotta sottomarina e la fine lavori è prevista per dicembre 2024. L’avanzamento dei lavori è al momento del 24% per la parte a terra, mentre quella offshore si attesta al 7%.

L’investimento è di circa un miliardo e 25 milioni arriveranno da Snam alla città di Ravenna sotto forma di compensazioni e mitigazioni. Attualmente sono al lavoro 850 persone che diventeranno 1.200 nel momento di massimo sforzo e rilevanti sono le ricadute per il territorio ravennate: sono coinvolti più di cento fornitori provenienti dalla provincia di Ravenna e dalla regione mentre sono stati assegnati contratti a imprese del territorio ravennate per più di 300 milioni, con Rosetti Marino e Micoperi in prima fila. Ravenna dunque al centro della strategia energetica nel contesto, specifica Stefano Venier, amministratore delegato di Snam, di una regione che è "l’ombelico del sistema energetico italiano con tre dei 12 centri di stoccaggio nazionale e una fondamentale stazione di spinta a Poggio Renatico, nel ferrarese; per non dire del fatto che la Romagna sarà attraversata dalla nuova line adriatica che porterà il gas dall’Abruzzo al centro di Minerbio, nel bolognese". E se da una parte porta il gas, dall’altra parte Snam si cura della cattura della CO2.

Entro il 2024, spiega Venir, "sarà pronto l’impianto pilota da 5mila tonnellate che spinge l’anidride carbonica nei pozzi di gas dismessi, per poi andare verso la realizzazione di un impianto da 4 milioni di tonnellate con una potenzialità di 16 milioni". Il progetto si articolerà per fasi: la prima prevede la cattura e lo stoccaggio di parte delle emissioni provenienti dalle centrali a gas di Casal Borsetti e del polo chimico di Versalis di Ravenna. L’investimento, per circa 1 miliardo di euro, servirà le industrie della Pianura Padana che avranno convenienza a decarbonizzare con la cattura di anidride carbonica in quanto, emettendo 40 milioni di tonnellate di CO2 l’anno, stanno sostenendo costi via via crescenti a causa del sistema europeo ETS che tassa queste emissioni. Intanto, i dati del 2023 indicano una contrazione dei traffici compresa tra il 5 e il 6% rispetto all’anno record del 2022 e le previsioni per il 2024 non sono semplici da fare viste le tante crisi che si aggirano per il mondo.

"Se, come capita ora – spiega Rossi – le navi evitano il canale di Suez e preferiscono circumnavigare l’Africa e difficile pensare che poi entrino nel Mediterraneo da Gibilterra per venire negli scali dell’Adriatico. Con ogni probabilità attraccheranno nei porti del Nord Europa e poi le merci dovranno scendere con treni o camion. Ma noi perderemo quote di traffico, dopo aver perso circa 2 milioni di tonnellate di merci che provenivano dai porti dell’Ucraina". Di certo c’è che il porto di Ravenna sta facendo la sua parte per presentarsi nel miglior modo possibile e rendersi attrattivo per le merci mondiali e per la mission energetica che lo caratterizza.