Lunedì 17 Giugno 2024

Firenze Fiera, il bilancio è top: "Ora puntiamo a consolidare"

Firenze Fiera torna in utile con 360mila euro, superando le previsioni. Fatturato del 2023 a 20,4 milioni (+50% rispetto al 2022). Crescita trainata da eventi e fiere. Prossima sfida: ottimizzare la ricapitalizzazione e consolidare partnership nel settore fieristico e congressuale.

Firenze Fiera, il bilancio è top: "Ora puntiamo a consolidare"

Firenze Fiera, il bilancio è top: "Ora puntiamo a consolidare"

CON DUE ANNI di anticipo rispetto al piano industriale Madia, Firenze Fiera è tornata in utile per 360mila euro. Ha inoltre chiuso il 2023 con un fatturato di 20,4 milioni di euro, in crescita del 50% rispetto a quello del 2022. Il bilancio di esercizio è stato approvato dal cda della società il 31 maggio scorso.

Soddisfatto il presidente di Firenze Fiera, Lorenzo Becattini. Un ottimo risultato...?

"Il bilancio 2023 genera il fatturato più alto nella storia di Firenze Fiera, che è nata nel 1999 e la società torna in utile in anticipo sul 2025. La società ha mostrato forti segnali di crescita grazie ad un fitto calendario di eventi che si sono svolti negli spazi del quartiere fieristico-congressuale, alla Fortezza da Basso, al Palazzo dei Congressi e al Palazzo degli Affari. Questo risultato è stato realizzato con un costo del personale pari all’11% del valore della produzione. Una percentuale che non è usuale per una società di servizi. L’aspettativa per il 2024 è di poter replicare analoghi risultati". Quanti sono stati i congressi nel 2023?

"Sono stati in totale 133 gli eventi del settore congressuale nel 2023, in aumento del 44% sul 2022. Anche le fiere hanno avuto un buon andamento, con una rilevante performance delle fiere dirette, come documenta Didacta Italia 2024 e Mida, che per la sua 88esima edizione della Mostra Internazionale dell’Artigianato, si è chiusa nel segno dell’ottimismo con oltre 65mila visitatori tanto che stiamo lavorando per esportare una selezione di artigiani in una grande città internazionale. In crescita anche le fiere indirette passano da un fatturato di 5.114 mila euro del 2022 a 7.675 mila euro del 2023, con un incremento percentuale del 50%".

Quanti visitatori ha avuto Didacta?

"Nel 2023 ha fatto registrare un’affluenza record con oltre 20mila presenze. Continueremo a ‘esportare Didacta’ in altre regioni. L’abbiamo fatta due volte a Catania, dal 16 al 18 ottobre arriva in Puglia, a Bari, per il suo terzo spin off regionale".

Pitti Uomo si apre con i lavori in corso alla Fortezza. A che punto siamo?

"In ritardo. E in effetti siamo un po’ preoccupati. Originariamente i lavori per l’ammodernamento della Fortezza da Basso erano previsti nel quinquennio dal 2018 al 2023, che è saltato del tutto. Il primo colpo di ruspa, infatti, è partito nel luglio dello scorso anno. Adesso, dopo quasi un anno di cantieri, siamo in attesa di una velocizzazione sul padiglione Bellavista perché venga messo a disposizione nel 2026. Sarebbe stato preferibile iniziare gli interventi già durante il covid, come abbiamo fatto noi per il Palaffari che, con un investimento di 11 milioni, è stato interamente ristrutturato e riaperto in solo un anno e mezzo".

È sempre indispensabile la ricapitalizzazione della società?

"Sì, noi riteniamo di sì, non sono venute meno le ragioni per fare un aumento di capitale, anche se si dovrà attendere l’esito delle elezioni e dei rinnovi, che interessano azionisti come Comune di Firenze, Comune di Prato, Camera di Commercio di Firenze e Città metropolitana. Li chiameremo dunque a fine luglio ad approvare il bilancio in assemblea dei soci e imposteremo il futuro di Firenze Fiera a partire da settembre anche con la Regione Toscana che è il socio di maggioranza relativa".

La ricapitalizzazione inizialmente prevista era di 16 milioni di parte pubblica, di cui 6 la Regione Toscana, e 12 di parte industriale. Una cifra alta: sarà da rivedere, visto che le offerte presentate erano inferiori a quanto previsto dal bando?

"L’aumento di capitale potrebbe essere inferiore e saranno i soci a determinare alleanze e modalità. Nella prima versione del piano, nel febbraio 2022, avevamo proposto ai soci un aumento di capitale di 12 milioni, non di 28. Quella alla fine potrebbe essere la strada, visto che la Regione ha già messo in bilancio 6,5 milioni per la ricapitalizzazione di Firenze Fiera".

In attesa dei nuovi azionisti, quale dovrebbe essere, secondo lei, la strategia da mettere in campo?

"Ad oggi possiamo comunque auspicare una più stretta relazione nel sistema fieristico con Pitti Immagine, che non fa solo fiere dedicate alla moda, e, sul congressuale, con Destination Florence, da poco diventata Fondazione e con alla presidenza una manager come Laura Masi. Abbiamo inoltre apprezzato che alla guida del maggior azionista di Pitti, il Centro Moda, sia stata confermata Antonella Mansi. Guardando dall’alto con un drone possiamo ammirare la bellezza degli spazi espositivi e culturali, poco distanti l’uno dall’altro: Palaffari, Palazzo dei Congressi, Fortezza da Basso, Stazione Leopolda, tutte strutture ben servite da collegamenti aerei, tramvia, treni e, cosa unica, nel centro città. Se a questi uniamo anche il Teatro dell’Opera dove da poco è arrivato un nuovo soprintendente con una grande esperienza come Carlo Fuortes, abbiamo un’offerta meravigliosa per l’economia e la cultura. Fermo restando che ciascun soggetto che opera deve perseguire le proprie finalità, è evidente che una più stretta collaborazione fra una Spa (Firenze Fiera), una Srl (Pitti Immagine) e due Fondazioni (Teatro dell’Opera e Destination Florence), può essere decisiva per Firenze e la Toscana".