Domenica 21 Luglio 2024

Bergamasco l’asfalto delle strade del Giubileo

La strada del futuro sarà in asfalto 'green', composto da plastiche riciclate e grafene. A Roma, Anas sta utilizzando questa tecnologia per ripavimentare le strade in vista del Giubileo 2025, garantendo maggiore resistenza e durata, riducendo gli impatti ambientali e risparmiando materie prime.

Bergamasco l’asfalto delle strade del Giubileo

Bergamasco l’asfalto delle strade del Giubileo

LA STRADA DEL FUTURO sarà in asfalto ‘green’, innovativo e sostenibile, composto di plastiche dure riciclate, appositamente selezionate (tra cui alcuni tipi di giocattoli, vecchie custodie di cd e cassette della frutta), e grafene, il leggerissimo ‘foglio’ di carbonio, scoperto nei primi anni Duemila. La strada del futuro è già realtà a Roma, dov’è in pieno svolgimento l’attività di ripavimentazione in vista del Giubileo 2025. Anas, ente attuatore di una serie di opere giubilari, ha già applicato per 12 chilometri, infatti, l’innovativa tecnologia sviluppata da Iterchimica, società italiana di Suisio (Bergamo) specializzata in soluzioni sostenibili per il settore stradale. Il primo lotto – di circa 190 metri (pari a 80 metri cubi) – è stato completato nei mesi scorsi in via Trionfale. Anas ha impiegato l’asfalto arricchito della tecnologia cosiddetta ‘Gipave’, a base di grafene e plastiche dure, brevettata da Iterchimica e completamente ‘made in Italy’. Frutto di una ricerca durata sei anni, condotta dall’azienda bergamasca in collaborazione con G.Eco (gruppo A2A), Università di Milano-Bicocca e Directa Plus, società, anch’essa lombarda, produttrice del grafene, Gipave è certificata come tecnologia ‘Psv’ (Plastica seconda vita).

Il marchio registrato ‘Plastica seconda vita’ è un sistema di certificazione ambientale di prodotto dedicato, appunto, a materiali e manufatti ottenuti dalla valorizzazione di rifiuti plastici, provenienti dalla raccolta differenziata e da scarto industriale: Gipave ha un contenuto di plastica riciclata pari al 90%. Usando questa tecnologia, è stata completata anche la ripavimentazione di alcuni tratti che compongono il terzo lotto (in via dei Laghi e via Laurentina), per complessivi 3,5 chilometri. E sono in via di definizione i nuovi tratti dei rifacimenti, che potrebbero coinvolgere via Anagnina, Tuscolana e Appia nuova. L’impiego di Gipave garantisce performance migliori in termini di resistenza e durata, estendendo la vita utile della pavimentazione dal 18% al 61% rispetto alle tecnologie attualmente utilizzate. Inoltre, grazie a una minor manutenzione necessaria, si riducono notevolmente gli impatti ambientali. In ottica di economia circolare, Gipave consente di tagliare il consumo di energia e materie prime e implica l’uso di materiali riutilizzabili e completamente riciclabili. "Il 2025 sarà un anno molto importante per tutti noi – ha dichiarato Federica Giannattasio (nella foto sopra), amministratrice delegata di Iterchimica – Dovremo presentarci in modo perfetto per l’occasione e siamo orgogliosi che Anas stia utilizzando la nostra tecnologia per riasfaltare diversi tratti stradali. Ringraziamo dunque Anas e confidiamo nel fatto che questi rifacimenti possano ricoprire un ruolo di supporto sia per i cittadini romani, sia per i turisti e i pellegrini che si recheranno nella capitale per l’Anno santo".

Per i tratti già realizzati, nell’arco di vita utile della pavimentazione - rispetto a una pavimentazione realizzata con i metodi tradizionali - l’impiego della tecnologia Gipave consentirà di restituire nuova vita a 32mila chili di plastiche dure riciclate (pari al peso di circa 19 automobili) e di risparmiare oltre 200mila chili di bitume (corrispondenti al peso di circa 122 auto) e 4,5 milioni di chili di materie prime estratte dalle cave (ghiaia, ghiaietto, ciottoli), pari al peso di circa 2.650 autoveicoli. Si ridurrà, inoltre, il consumo di suolo e si eviteranno circa 300 viaggi per il trasporto di questi materiali. Altri numeri di rilievo: la prima fase del progetto permetterà una riduzione dei consumi energetici di 3.932 GJ – corrispondenti al fabbisogno mensile di 4.854 famiglie – e l’abbattimento di 446.000 chili di emissioni di CO2eq, pari all’azione di assorbimento di circa 18.000 alberi adulti in un anno. Dal 2018 a oggi Gipave ha trovato applicazione in campi prova e lavori sia in Italia che all’estero. In particolare, è stato posato sul manto stradale del nuovo ponte di Genova San Giorgio, sulle taxiway degli aeroporti di Roma-Fiumicino e Cagliari-Elmas, sull’autostrada A4 Brescia-Padova, sulle aree di transito interne al termoutilizzatore di Brescia (opera di A2A) ed è stato impiegato per la ripavimentazione della corsia più sollecitata dai mezzi pesanti dell’autostrada A4 Torino-Milano. Lo scorso aprile è stato utilizzato per il rifacimento della pavimentazione della strada di accesso ai paddock dell’Autodromo di Imola. Quest’area è ripetutamente sollecitata dai movimenti di mezzi pesanti durante gli eventi e le gare previste dal calendario dell’autodromo (fra cui spicca il Gp internazionale di Formula 1).

Iterchimica – controllata per il 90% dalla famiglia Giannattasio e per il 10% da Vito Gamberale – è stata fondata nel 1967 da Gabriele Giannattasio e oggi opera in oltre 90 Paesi del mondo, nel mercato delle tecnologie e degli additivi per asfalti, proprio come Gipave. L’azienda mette a punto e commercializza prodotti per migliorare le caratteristiche delle pavimentazioni stradali, incrementandone sicurezza, sostenibilità, efficienza e prestazioni. La collaborazione costante con università e istituti di ricerca ha consentito di realizzare soluzioni all’avanguardia, che attualmente costituiscono il ricco portafoglio delle tecnologie Iterchimica: tecnologie antismog, antighiaccio e compound di fibre e polimeri in grado di conferire alle pavimentazioni prestazioni elevate e lunga durata.