Mercoledì 29 Maggio 2024

Azimut vara 5 ammiraglie. Viareggio segna un altro record

JOE, al secolo Joseph, è un ultrasettantenne con un viso tondo, su cui sono incastonati grandi baffi sale e pepe....

JOE, al secolo Joseph, è un ultrasettantenne con un viso tondo, su cui sono incastonati grandi baffi sale e pepe. La giacca in tweed, con il risvolto in velluto verde al colletto, tradisce immediatamente le sue origini austriache. Gli occhi sono piccoli, ma nascondono una grande vivacità. Accompagnata da un altissimo senso dell’umorismo. Si aggira nel grande cantiere Benetti, come se fosse capitato per caso. E, invece, era tutto scritto in un tema che aveva composto alle elementari quando aveva solo dieci anni. "A scuola dovevamo narrare – racconta – su ciò che avremmo desiderato

dalla vita. Lo scrissi chiaramente: una barca e un elicottero. La mia maestra ha poi inviato l’ordine della barca direttamente a Benetti". "Certo – aggiunge sorridendo – sono un po’ lenti, ma alla fine me l’hanno consegnata".

Già, perché lui è l’armatore di “Papa Joe“, il Diamond di 44 metri, varato a scivolo (un’altra particolarità del “made in Viareggio“ che caratterizza il distretto nautico) all’interno del cantiere di via Coppino nel quartiere Darsena della “Perla del Tirreno“. Un evento che l’azienda della famiglia Vitelli organizza almeno una volta all’anno aprendo le porte del proprio cantiere non solo ai familiari di tutti i collaboratori ma anche alla città. Una grande festa con tanto di bollicine (non solo quelle della bottiglia) infranta contro lo scafo in segno di auspicio, ma anche quelle sollevate nei calici per brindare insieme alle note di “Con te partirò“ di Andrea Bocelli e il lancio dei coriandoli con i colori bianco-rosso e verde dell’Italia.

Un sogno che, con “Papa Joe“ è diventato realtà. Ed ora questo ultrasettantenne austriaco potrà navigare ("confidando che il buon Dio ci conduca sani e salvi al prossimo porto") con la sua famiglia. Così, mentre il Diamond scivola verso l’acqua della Darsena, il nipotino esulta di felicità. Il nonno, due anni fa gli aveva annunciato di aver deciso di vendere la vecchia "barchetta" per prenderne una più piccola. E il bimbo per tutti questi mesi ha continuato a chiedere "se fosse almeno grande da consentirgli di tuffarsi in mare". "Quando se l’è trovata davanti – conclude il nonno – potete immaginare che sguardo di meraviglia si è disegnato sul suo volto". Quella meraviglia che accompagnava gli occhi di Joe quando, adolescente, guardava "gli altri più ricchi di noi". Joe, allora, non si è scoraggiato. Anzi. Ha cercato la sua strada e l’ha trovata. E oggi può solcare il mare a bordo di uno degli yacht che rappresentano l’eccellenza di Viareggio. Quella eccellenza che lui ha scelto per regalarsi il sogno di quando era bambino.

Un’eccellenza che continua ad affascinare e convincere molti imprenditori (non tutti anziani, ma ci sono sempre più giovanissimi esponenti della aziende high-tec) a regalarsi uno yacht “made in Viareggio“. E la parte da leone la fa proprio Azimut-Benetti che in queste settimane ha venduto “su progetto“ ben cinque nuovissimi yacht Azimut “Grande” 44 metri (nella foto sotto). Un altro record per la cantieristica viareggina che vedrà costruire le “ammiraglie” nei capannoni della Darsena, dove sono in fase di lavorazione gli stampi. La presentazione al pubblico sarà in anteprima mondiale al Cannes Yachting Festival nel settembre 2026. Ogni yacht verrà personalizzato ad hoc. "Grande 44 metri è la prova che la vera innovazione anticipa desideri reali degli armatori, tutti già proprietari di unità Azimut, che conoscono il valore del cantiere e desiderano crescere insieme a noi", spiega Marco Valle (nella foto sopra), amministratore delegato del gruppo Azimut Benetti. Innovazione tecnologica, design visionario e attenzione alla sostenibilità ambientale sono i punti forza del progetto, presentato al Palm Beach Boat Show, in Florida.

Intanto, Confindustria Nautica, presieduta da Saverio Cecchi - ha pubblicato i dati consolidati del settore, relativi al trend del mercato. Il report evidenzia che "nel 2023 la produzione cantieristica della nautica da diporto italiana ha registrato il suo anno migliore in assoluto, raggiungendo la cifra record di 4 miliardi di euro di export, in crescita del 15,9% rispetto al già eccellente 2022. Un risultato ottenuto nonostante il rallentamento dell’economia del Paese in generale, e dell’export in particolare, a causa di molteplici fattori di criticità a livello internazionale. Tra i dati che contribuiscono, c’è la confermata leadership mondiale nei super yacht con 600 unità commissionate, e - o in costruzione, per oltre 22.000 metri lineari complessivi, che rappresentano il primato assoluto del 51,4% di ordini. Seguono, molto distanziate, la Turchia (con 132 yacht in costruzione per circa 6.000 metri totali) e i Paesi Bassi (80 unità per quasi 5.000 metri), solo per citare le prime tre posizioni nel mondo". Come previsioni, lo studio afferma che "sull’anno 2024, dopo i boat show invernali, si rileva una differenziazione dell’andamento del fatturato fra la produzione di alta gamma e la cantieristica sotto i 24 metri.

Insomma l’industria italiana si conferma leader, crescendo con ritmi più moderati rispetto al triennio concluso nel 2023. I risultati positivi sono nell’estensione pluriennale degli order book (le commissioni) con due aziende su tre che registrano un incremento degli ordini rispetto a dodici mesi fa. Di questi eccellenti numeri, Viareggio e il suo distretto industriale rappresentano circa un quarto dei totali, ulteriore conferma della indiscussa leadership nazionale nello specifico settore del diporto. Nell’occupazione, molto importante la conferma che la Darsena resta al top italiano con medie di 5 – 6.000 addetti stabili per tutto l’anno, e con altri centinaia impegnati nell’indotto realizzato fuori area.

(ha collaborato Walter Strata)