Martedì 16 Aprile 2024

L’economia dei dati vale il 6% del Pil

L'intelligenza artificiale potrebbe far crescere l'incidenza dei dati sull'economia italiana dal 3,2% al 5,9% del Pil, ma solo se le imprese sapranno sfruttarne appieno le potenzialità. Grandi aziende come Poste Italiane stanno già implementando soluzioni innovative per personalizzare i servizi offerti ai clienti. Anche nel settore militare, l'IA proveniente dall'industria civile sarà fondamentale per lo sviluppo di nuove tecnologie.

Grazie all’intelligenza artificiale l’economia dei dati può quasi raddoppiare la sua incidenza sul Pil italiano: dal 3,2 al 5,9%. Ma a una condizione: mettere in connessione l’opportunità rappresentata dalla tecnologia con le imprese. La stima è arrivata da Ey nel corso del convegno "L’intelligenza artificiale per l’Italia", occasione per grandi e piccole aziende di fare il punto sull’implementazione delle nuove tecnologie. Tra le big c’è Poste Italiane che, come ha spiegato l’ad Matteo Del Fante, punta a utilizzare i dati di ciascun cliente per configurare e personalizzare l’app, offrendo così servizi diversi a ciascuno. Ma non solo: "Siamo in fase avanzata di testing – ha detto Del Fante – per uno strumento di copilot, ovvero un “assistente“ ai nostri consulenti che, analizzando i dati disponibili sul cliente che hanno davanti, possono dare degli input specifici".

Inoltre "l’IA che verrà utilizzata sulle navi militari verrà importata dall’industria civile", ha annunciato l’ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero (foto sotto). "Il remotizzato subacqueo – ha spiegato – spingerà e accelererà l‘IA. Lo sviluppo di nuovi droni e sottomarini avverrà accelerando e abilitando l‘intelligenza artificiale".

Red. Eco

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