La Bce rinnova l’allarme sulle banche: occorre riconoscere, mettere a bilancio, e coprire con adeguati accantonamenti, i crediti deteriorati, prima che questi, quando prima o poi la marea della liquidità e degli aiuti statali tornerà indietro, si trasformino in uno "shock improvviso". Per Andrea Enria (foto), il...

La Bce rinnova l’allarme sulle banche: occorre riconoscere, mettere a bilancio, e coprire con adeguati accantonamenti, i crediti deteriorati, prima che questi, quando prima o poi la marea della liquidità e degli aiuti statali tornerà indietro, si trasformino in uno "shock improvviso". Per Andrea Enria (foto), il presidente della Vigilanza Bce, "c’è un rischio ulteriore di gravi shock improvvisi". Per Christine Lagarde, presidente della Bce "quando le misure di sostegno pubblico alle banche inizieranno a venir meno in vari Paesi europei, è probabile che venga a galla l’indebitamento dell’economia".

La politica monetaria ultra-espansiva, la liquidità iniettata nelle tubature del sistema finanziario a suon di prestiti a tasso negativo, le garanzie sui prestiti, le moratorie, di fatto stanno nascondendo ciò che è accaduto nei bilanci di molte aziende. La preoccupazione è che quando la marea scenderà l’effetto possa essere così dirompente da trascinare il settore bancario, che rischia di trovarsi esposto – la cifra è stata ipotizzata dalla Bce nel 2020, e da allora i numeri possono solo essere peggiorati – a 1.400 miliardi di Npl. Una cifra ben più alta che nella grande crisi finanziaria di un decennio fa. Una situazione che rende più urgente il completamento dell’Unione bancaria - Enria chiede un "percorso chiaro e rapido" - e darà una rinnovata spinta alle fusioni bancarie.

Meglio, dunque, approfittare della calma attuale per una gestione del rischio attenta: non mettere quegli Npl sotto il tappeto, ma portarli alla luce, magari cederli impacchettandoli nelle cartolarizzazioni.