Mercoledì 24 Luglio 2024
Michela Sacchetti
Economia

Accordo tra Italo e Uber: viaggio pianificato dal treno fino alla porta di casa

Con il biglietto del treno Alta velocità sarà possibile prenotare anche il servizio auto da casa alla stazione e viceversa

PRESENTAZIONE DEL NUOVO PROGETTO DI MOBILITÀ INTEGRATA TRA ITALO E UBER

PRESENTAZIONE DEL NUOVO PROGETTO DI MOBILITÀ INTEGRATA TRA ITALO E UBER

Roma, 26 giugno 2024 – Dal treno Av fino alla destinazione finale con un’auto di Uber. È l’idea a cui Italo e Uber, ammettono, stavano lavorando da tempo e che vede la luce ora grazie a un accordo di collaborazione tra le due realtà di trasporti. Grazie a questa nuova soluzione, fanno sapere entrambi, i passeggeri di Italo potranno pianificare il loro viaggio da casa al treno e dal treno fino alla loro destinazione finale, in modo ancora più semplice, arrivando a pianificare fin dall’inizio anche l’ultimo miglio del proprio viaggio.

Collaborazione Italo-Uber: come funziona

In questa prima fase, fa sapere Italo, il progetto prende via dalle città di Roma e Milano coprendo le stazioni di Roma Termini, Roma Tiburtina, Milano Centrale, Milano Rogoredo e Milano Rho Fiera. Per tutti i clienti Italo, in partenza o in arrivo da una di queste stazioni ci sarà la possibilità di prenotare, da 90 giorni antecedenti fino a 1 ora prima del viaggio, Uber Black o Van tramite la funzione Uber Reserve. Fin da ora è possibile prenotare direttamente dalle App, o dal sito web, di Italo e Uber. Nei mesi successivi le rispettive piattaforme saranno adeguate e integrate per svolgere al meglio questa funzione.

Aumenta della domanda di mobilità con Uber

A convincere le due aziende a pensare una collaborazione sono stati i dati in loro possesso: rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ovvero, le richieste di utenti nazionali e internazionali dell’app Uber, da e verso le stazioni di Milano e Roma, sono cresciute del 42%. Le corse verso le stazioni di Milano e Roma rappresentano oltre il 5% del totale delle due città, fa sapere Lorenzo Pireddu, il general manager di Uber Italia, e nel periodo estivo il numero è destinato a salire a causa dell'elevato flusso turistico e degli spostamenti, per gli abitanti del posto, verso i luoghi di villeggiatura. “Nel mese di maggio e giugno – ha dettagliato Pireddu – abbiamo registrato un afflusso turistico internazionale consolidato, conseguente una crescita progressiva e costante in 11 anni della nostra attività in Italia, con richieste di corse che sono cresciute di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A questo si somma la crescita delle richieste dei cittadini italiani, soprattutto verso stazioni e aeroporti, che in un anno sono cresciute di oltre il 20%. Un trend che è destinato ad intensificarsi ulteriormente durante i mesi estivi e il risultato è che sulla nostra app circa il 40% delle richieste rimane inevasa”. Inoltre, sottolinea il dirigente di Uber, si è registrato “un incremento delle richieste degli utenti nazionali che solo negli ultimi 12 mesi è stato pari a oltre il 20%”. Altri incrementi significativi dei viaggi in Italia con Uber nel 2023 sono stati registrati a Palermo, con un aumento del 248%, a Firenze (+243%) e Catania (+128).

Il braccio di ferro con i tassisti (e le code in stazione)

Questo accordo non farà felici i tassisti romani, e non solo, in lotta da mesi con il Governo per chiedere norme più stringenti nei confronti della multinazionale Uber e degli autisti Ncc. Dall’altra parte sono ricorrenti le immagini delle stazioni dei treni, in particolare Termini, con file di viaggiatori in attesa di un taxi libero. Roma è la città italiana che si trova in una situazione di maggior sofferenza. La Capitale, infatti, può contare su 7.962 licenze taxi attive, cui vanno aggiunti circa 1.000 Ncc. Si tratta, in base ai dati dell'Ufficio Studi Uritaxi, della metà dei 15.777 taxi censiti a Madrid con un numero di turisti molto simile e costi mediamente più bassi. Entro luglio, però, l’amministrazione capitolina “pubblicherà l'avviso pubblico per mettere in strada 1000 nuove licenze taxi e 2000 autorizzazioni Ncc”. Al riguardo l’assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, ha dichiarato: “Non c'è dubbio che a Roma ci sia una carenza di Taxi e di Ncc e mi fa piacere che questo dato di fatto venga ormai riconosciuto univocamente. Le licenze Taxi sono ferme al 2006 e quelle Ncc da molto prima e non raggiungono neanche le mille unità a fronte di un mercato la cui domanda viene servita quotidianamente da migliaia di Ncc rilasciati da altri comuni”.