Martedì 11 Giugno 2024
FABIO LOMBARDI
Economia

Torna l’incubo inflazione, Borse incerte. Addio taglio dei tassi della Bce?

Gli ultimi dati diffusi da Germania e Spagna attestano un indice dei prezzi in salita. Anche negli Usa sale l’inflazione. Aumentando i dubbi sulle prossime mosse di Fed e Bce

Milano, 30 maggio 2024 – Torna l’incubo inflazione in Europa. Gli ultimi dati (quelli di Spagna e Germania in ordine di tempo) non fanno dormire sonni tranquilli agli operatori economici alle imprese e alle famiglie che si aspettavano un dato che permettesse alla Bce di abbassare i tassi di interesse a giugno.

Torna l'incubo inflazione, Borse incerte
Torna l'incubo inflazione, Borse incerte

Le prime avvisaglie sono arrivate dall’Asia dove questa mattina le Borse hanno chiuso una seduta in calo sulla scorta della debolezza di Wall Street in scia al rialzo dei rendimenti dei bond Usa per i timori che la Fed possa decidere di non tagliare i tassi per l'intero 2024. Il Nikkei a Tokyo lascia sul terreno l'1,3%. Shanghai cede lo 0,61%, Shenzhen lo 0,41%.

Anche le Borse europee sono partite in ribasso (salvo poi migliorare), così come in flessione sono i future su Wall Street (gli indici che danno la previsione sull’apertura della Borsa). In ogni caso le Borse europee, a metà giornata, sono passate in verde con Milano al +0,55% e il Ftse Mib a 34.340 punti. Sempre bene le banche mentre sono sotto pressione Tim (-5,9%), dopo al trimestrale, e Pirelli (-4,4%) a 5,92 euro rispetto ai 5,76 euro del collocamento a forte sconto del 9% ceduto dai cinesi di Silk Road. Parigi è salita dello 0,22%, Francoforte piatta a +0,01%. Londra registra un +0,29%. Madrid a metà giornata era la migliore con un +1,19%, nonostante l'accelerazione dell'inflazione a maggio in Spagna.

A complicare la situazione sono arrivati, nelle ultime ore, i dati dell’inflazione spagnola a maggio. L’indice dei prezzi in Spagna è salito del 3,6% a maggio, mentre ad aprile era stata del 3,3%: lo indica il dato flash pubblicato dall'Istituto Nazionale di Statistica spagnolo (Ine). A influire su questo incremento, aggiunge l'istituto, sono in particolare i prezzi più alti di elettricità e carburanti. L'indice dei prezzi al consumo armonizzato è invece del 3,8% (di quattro decimi più alto rispetto ad aprile).

Approfondisci:

Aumenti di 280 euro e 35 ore settimanali: al via la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici

Aumenti di 280 euro e 35 ore settimanali: al via la trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici

Un dato che segue quello comunicato nei giorni scorsi dalla Germania. L'isituto federale di statistica (Destatis) ha certificato che per il secondo mese consecutivo i prezzi sono saliti del 2,8% rispetto al 2,4% di aprile. Superate anche le previsioni del del 2,7% raccolte dalla Bloomberg. Già il mese scorso l'indice dei prezzi armonizzato era risultato in accelerazione dal 2,3% di marzo. A trascinare l'asticella verso l'alto è stato il +6,2% dei salari, un aumento che potrebbe ostacolare il percorso di abbassamento dei tassi da parte della Bce dopo il taglio, ormai dato per scontato, di 25 punti base atteso a giugno. Un taglio preannunciato da Christine Lagarde, presidente della Bce, se non esplicitamente, facendo intendere nel suo ultimo intervento un possibile abbassamento dei tassi di interesse a metà 2024.

In questo senso sono indicative le dichiarazioni di Martins Kazaks, membro del consiglio direttivo della banca centrale e governatore della banca centrale lettone La Bce, dice, non dovrebbe passare al "pilota automatico" nel tagliare i tassi di interesse dopo la prevista prima riduzione del costo del denaro la prossima settimana.

Dati che potrebbero mutare lo scenario che, solo pochi giorni fa, dava quasi per certo un taglio dei tassi da parte della Bce nella prossima riunione in programma a metà giugno. Una prospettiva non allettante per le imprese (i prestiti resteranno più onerosi) e per milioni di famiglie con mutuo a tasso variabile. Ma è ancora presto per dire come ragionerà la Bce, se vorrà comunque dare un “segnale di fiducia” o proseguire ancora sulla linea prudenziale seguita negli ultimi anni. I tassi Bce sui depositi delle banche, quelli più importanti per i mercati, sono oggi al 4%.