Lunedì 20 Maggio 2024

Musk infiamma Wall Street. Fiducia sulle Magnifiche 7

ANCORA una volta, a entusiasmare il mercato ci ha pensato Elon Musk (nella foto), il vulcanico patron di Tesla, nota...

ANCORA una volta, a entusiasmare il mercato ci ha pensato Elon Musk (nella foto), il vulcanico patron di Tesla, nota casa automobilistica statunitense che produce veicoli elettrici. Benché la società abbia presentato dati bilancio trimestrali inferiori alle attese degli analisti il 24 aprile scorso, il titolo Tesla ha comunque avuto una impennata in Borsa, guadagnando oltre il 13% in un solo giorno. Tutto merito delle dichiarazioni di Musk, che ha annunciato il lancio anticipato nel 2025 di Model 2, una vettura elettrica che costerà sui 25-30mila dollari e sarà dunque alla portata di tutte le tasche, o quasi. E così, gli investitori d’oltreoceano hanno chiuso un occhio sul calo dei profitti di Tesla nel trimestre e, dopo aver visto un calo del 40% da inizio anno per le azioni della società, sono tornati a comprarle, partendo da una semplice constatazione: auto elettriche più economiche significano anche maggiori ricavi per l’azienda di Musk, che presto tornerà a macinare profitti.

Andranno veramente così le cose? Forse è ancora prematuro fare previsioni ma, nel frattempo, una grande casa d’affari statunitense come Morgan Stanley ha di recente ribadito la sua raccomandazione di acquisto sul titolo Tesla, con un prezzo obiettivo di ben 310 dollari, contro i 165 dollari registrati dalle azioni nelle ultime settimane. Nella comunità finanziaria internazionale c’è dunque ancora un certo ottimismo, non soltanto su Tesla ma sulle cosiddette Magnifiche 7, le azioni dei colossi tecnologici che hanno guidato gran parte dei rialzi delle borse statunitensi negli ultimi anni. Stiamo parlando di Alphabet (proprietaria di Google), Amazon, Apple, Meta (che controlla i social network Facebook e Instagram) Microsoft, Nvidia, oltre naturalmente alla stessa Tesla.

"La forte performance delle Magnifiche 7 può essere attribuita, in parte, all’espansione dei loro margini di profitto che sono saliti dal 16,6% nel quarto trimestre del 2022 al 22,8% del quarto trimestre 2023", dice Steven Bell, economista della casa di gestione del risparmio Columbia Threadneedle Investments, che mette però in evidenza l’altro lato della medaglia: "la crescita è destinata a rallentare con l’affievolirsi di quei fattori di mercato che favoriscono oggi queste società".

Se dunque rimane un ottimismo di fondo, le Magnifiche 7 e le altre big tech non sembrano oggi incantare più come un tempo tutta la comunità finanziaria. Non a caso, come ricorda lo stesso Bell, nelle scorse settimane un’altra grande azienda tecnologica ha visto gli investitori voltargli le spalle. Stiamo parlando della grande media company Netflix, che ha superato di recente le stime degli analisti su utili e ricavi del primo trimestre ma le sue deludenti proiezioni di crescita futura ne hanno fatto crollare il prezzo delle azioni (-4,2% in un giorno). "Questo scollamento evidenzia l’importanza delle indicazioni prospettiche accanto ai risultati finanziari grezzi", aggiunge l’analista di Columbia Threadneedle. Ecco dunque che emerge la doppia natura delle Magnifiche 7, capaci di fare utili stellari ma, proprio per questo, condannate a non deludere mai gli investitori con una crescita inferiore al previsto.

Tornando a Tesla, per esempio, diventa sempre più importante per l’azienda "saper rispettare le promesse in merito ai sistemi di guida autonoma, ai robo-taxi e a nuovi modelli più economici", dice Gianmarco Roncarolo, sales director per l’Italia della casa d’investimenti Graniteshares. Quando si è sempre sotto i riflettori della comunità finanziaria, insomma, qualsiasi passo falso può costare caro, almeno alle azioni quotate sui listini e a chi le ha comprate.

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