Venerdì 24 Maggio 2024

Medicina, agricoltura e industria. Innovazioni per investire

CI VORREBBE una macchina del tempo per investire con certezza, evitare perdite e, anzi, incassare il massimo. Ma in assenza...

Medicina, agricoltura e industria. Innovazioni per investire

Medicina, agricoltura e industria. Innovazioni per investire

CI VORREBBE una macchina del tempo per investire con certezza, evitare perdite e, anzi, incassare il massimo. Ma in assenza della DeLorean costruita da Doc in Ritorno al futuro, si può cercare una bussola nelle previsioni. Non sono certezze, ma sono indicazioni. E quando parliamo di previsioni, ci riferiamo alle innovazioni che fioriscono attorno a noi su cui forse vale la pena di riflettere e magari scommettere. Ci viene però in soccorso Matt Moberg (nella foto a destra), Portfolio Manager di Franklin Equity Group, che punta il riflettore su cinque progressi che in questo trimestre potrebbero riservare opportunità di interesse per chi cerca investimenti. Innovazioni che ci possono cambiare la vita nella medicina, nell’agricoltura e nell’industria. La prima innovazione che potrebbe rivelare è la tecnologia basata su ultrasuoni focalizzati (FUS - focused ultrasound), che utilizza l’energia ultrasonica per riuscire a operare su tessuti in profondità senza ricorrere a incisioni o radiazioni. "Il FUS – spiega l’analista – funziona concentrando su un punto specifico un fascio di raggi di energia che crea calore o produce effetti meccanici in grado di alterare il tessuto. Si può così trasformare il trattamento di molti problemi medici, in particolare la cura dei tumori e malattie neurologiche. Negli Stati Uniti il FUS è approvato attualmente per il trattamento del tremore essenziale, del morbo di Parkinson, dei fibromi uterini, delle metastasi ossee e del cancro alla prostata, ma può essere utilizzato in molti altri campi, essendo ancora oggetto di ricerca per il possibile trattamento di oltre 170 malattie in tutto il mondo".

La seconda innovazione da seguire con attenzione è l’agricoltura verticale, (con coltivazioni in strati sovrapposti verticalmente in un ambiente controllato): si tratta però di una tecnologia che richiede un’enorme consumo di elettricità. Se le fattorie sono costruite vicino a fonti idroelettriche o se hanno capacità di produzione di energie rinnovabili, le opportunità sono però evidenti. "La combinazione delle pratiche agricole tradizionali e delle tecnologie più recenti dell’agricoltura verticale – osserva Moberg – sta consentendo alle fattorie verticali di arrivare quasi ad azzerare in misura sostenibile gli sprechi. La caratteristica ineguagliata delle fattorie verticali è rappresentata dall’utilizzazione di robot per raccogliere e valutare dati rilevanti nell’intero ciclo produttivo, consentendo di evitare l’uso di pesticidi nelle coltivazioni, o di organismi modificati geneticamente permettendo agli addetti di lavorare in posizioni più ergonomiche e utilizzando sistemi per il filtraggio circolare dell’acqua che consentono di ridurre gli sprechi”. La possibilità di realizzare fattorie verticali può ovviare alla crisi delle colture tradizionali dovuta ai cambiamenti climatici, anche se resta il nodo dei consumi di energia che va risolto.

In terza posizione, ovviamente l’Intelligenza Artificiale. Moberg indica come particolarmente interessante l’applicazione dell’IA nelle previsioni meteo. "I modelli di IA consentono un’analisi accurata simultanea (nel giro di pochi secondi) delle variabili, utilizzando reti neurali e il riconoscimento di pattern ricavati da dati storici. Un modello di IA sviluppato recentemente ha battuto l’attuale gold-standard del sistema meteorologico in più del 90% dei 1.380 criteri chiave di misurazione utilizzati. In futuro potremmo vedere un funzionamento combinato di previsioni basate sull’IA e altri utilizzi dell’intelligenza artificiale; ad esempio, le comunità potrebbero fare affidamento su sistemi di allarme basati sull’IA per essere allertate in merito a prossime emergenze meteo".

Il Portfolio Manager di Franklin Equity Group suggerisce di tenere d’occhio la produzione additiva, una nuova tecnica di stampa 3-D denominata vision-controlled jetting (VCJ) che può fabbricare oggetti utilizzando materiali elastici. "La tecnologia VCJ utilizza un sistema di visione tridimensionale per scannerizzare ogni strato e creare una mappa stereo dell’oggetto che si sta stampando. Ogni passaggio sotto gli inkjet può allora compensare imperfezioni dello strato precedente". Perché è importante? Perché l’odierna stampa inkjet tridimensionale può essere imprecisa, mentre con la tecnica VCJ è possibile realizzare prodotti finali più flessibili, ad esempio tendini artificiali. I ricercatori hanno utilizzato la tecnologia VCJ anche per la costruzione di un modello funzionale del cuore di un mammifero con valvole unidirezionali, sensori interni e membrane di pompaggio".

Ultima innovazione su cui puntare è la pulizia del cielo, ovvero la mitigazione del cambiamento climatico. "Per affrontarla è necessario rimuovere il diossido di carbonio direttamente dall’atmosfera – spiega Moberg – Un metodo promettente è la cattura diretta dall’aria (DAC - direct air capture), che utilizza reazioni chimiche per estrarre il carbonio dall’atmosfera e immagazzinarlo per destinarlo ad altri scopi. La DAC promette non solo di compensare le emissioni attuali, ma anche di contrastare le emissioni storiche".

Che fare allora? Puntare sull’innovazione giusta è una scommessa, ovviamente. Un rischio e un’opportunità. Chi investì mille dollari su Amazon una decina di anni fa, oggi ha in mano oltre 20mila dollari. E mille dollari investiti in Apple nel 1991 dopo trent’anni ne valgono oltre 300mila. Ovviamente chi sbaglia il prodotto “innovativo” rischia di perdere tutto. Morale: non sottovalutare il ruolo dell’innovazione quando si cercano trend e settori su cui investire, ma mai puntare tutto il piatto in una sola carta.

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