Lunedì 22 Aprile 2024

Investitori preoccupati. E l’oro resta al top

Davide Biocchi Mentre i mercati azionari aggiornano continuamente nuovi record, stupisce notare che anche l’oro non si schioda dai suoi livelli...

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Biocchi

Mentre i mercati azionari aggiornano continuamente nuovi record, stupisce notare che anche l’oro non si schioda dai suoi livelli massimi, permanendo sornione sopra i duemila dollari l’oncia. A prima occhiata, la cosa potrebbe sembrare irrilevante, ma non è così, se riflettiamo sul fatto che, per fare massimi storici sull’azionario, servono investitori “in fiducia” e con alta propensione al rischio, mentre una forte domanda di oro sottende preoccupazione e ricerca di porti sicuri verso cui approdare. Si tratta di contesti che stridono e obbligano a domandarsi se uno dei due asset stia bluffando o ci siano altre spiegazioni. Concentriamoci sull’oro, il cui valore non vuole scendere nonostante il dollaro sia forte e i rendimenti dei bond in salita, che sono entrambi elementi che normalmente ne determinano una discesa. Per gli investitori, esso abitualmente rappresenta una copertura rispetto allo svilimento delle valute, quando ne vengono stampate in eccesso, ma è anche emblema della protezione del proprio capitale in tempi di incertezza economica, geopolitica o di inflazione elevata. Gli investitori, insomma, lo valutano un rifugio sicuro, ma ora, in uno scenario in cui i mercati azionari sono ai massimi storici, cosa giustifica il suo permanere su prezzi così elevati? Forse la risposta è che gli operatori, apparentemente molto ottimisti riguardo all’economia e ai mercati azionari, sono in realtà preoccupati dal timore che si manifesti improvvisamente qualche imprevisto. Tra questi potrebbe esserci un colpo di coda dell’inflazione o un repentino e ormai non più “prezzato” hard-landing dell’economia, ma in realtà altri indicatori, come il Vix, che di solito si impennano in caso di paure, non stanno offrendo segnali di tensione.

Per trovare un’ulteriore spiegazione, si può allora dare credito a chi indica che siano le stesse banche centrali a tenere alta la domanda di oro. Perché lo farebbero? Forse potrebbero fidarsi un po’ di meno l’una dell’altra, o forse a preoccuparle c’è qualche problema per ora emerso solo parzialmente, come quello riguardante il settore immobiliare commerciale Usa. Infine, più semplicemente, potrebbero essere i fattori geopolitici mediorientali a mantenere elevata la soglia di attenzione e preoccupazione che spinge ad acquistarlo. Per ora, tutte queste ipotesi restano senza risposta, ma è necessario tenere a mente che da qualche parte c’è questo tarlo che rode e che, da un momento all’altro, il mercato potrebbe improvvisamente prenderlo in seria considerazione.

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