Giovedì 18 Aprile 2024

"Crediti garantiti dallo Stato: necessario fare sistema"

È UN TEMA CARO anche a Bankitalia. Affrontare le sfide legate alla liquidità e ai crediti deteriorati è fra le...

"Crediti garantiti dallo Stato: necessario fare sistema"

"Crediti garantiti dallo Stato: necessario fare sistema"

È UN TEMA CARO anche a Bankitalia. Affrontare le sfide legate alla liquidità e ai crediti deteriorati è fra le priorità del 2024. Delle banche in primis, ma non solo. Fare sistema tra tutti quelli che, nei rispettivi ruoli, possono dare un contributo per gestire e risolvere i grandi problemi sul tavolo è la ricetta dello studio legale Lca che sul tema ha organizzato una giornata di confronto. Titolo: "La gestione dei crediti garantiti dallo Stato". Uno spaccato sulle criticità esistenti e le possibili soluzioni nella gestione di questa tipologia di crediti, cui le imprese hanno fatto accesso negli anni scorsi. La questione è ben presente a livello di sistema, come dimostra l’appello lanciato dal Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, che un mese fa circa, dal congresso Assiom Forex svoltosi a Genova, ha sollecitato gli operatori del mercato dei crediti deteriorati a "rafforzare le proprie capacità gestionali, finanziarie e consulenziali", per quella che ha definito "la sfida più difficile". Ossia quella più rilevante per i suoi effetti sull’economia reale: la gestione dei finanziamenti a clienti in difficoltà, ma con prospettive di ripresa.

Il Governatore, che si era già espresso sul mercato secondario dei deteriorati in Italia, ha nuovamente approfondito la sua analisi: "Dopo la crisi dei debiti sovrani si è sviluppato un ecosistema di operatori specializzati nella gestione e nel recupero dei crediti deteriorati. Questo segmento - che rappresenta oramai una componente essenziale della filiera del credito - negli anni scorsi ha compiuto notevoli progressi". Ma, ha aggiunto, "rimangono spazi di miglioramento. La Banca d’Italia sta intensificando i controlli sui soggetti che operano nel recupero dei crediti, i cosiddetti master servicers. Sono emerse carenze organizzative che richiedono di rafforzare i controlli e migliorare la gestione dei rischi e le strategie di recupero, soprattutto laddove queste ultime siano affidate a terzi". Ferruccio Ferranti (foto in basso), presidente del Mediocredito Centrale, tra i protagonisti della giornata di studio, riporta indietro di quattro anni le lancette dell’orologio: "In occasione dell’emergenza Covid, da marzo 2020 a giugno 2022, Mcc ha erogato 253 miliardi, su un totale 2,7 milioni di operazioni per finanziare le imprese e i professionisti in tale difficile frangente". A distanza di quattro anni "si sta riscontrando che non sempre i parametri legislativi per la corretta erogazione dei crediti sono stati rispettati e che, in ogni caso, occorre ora confrontarsi con i problemi che derivano dalla massiccia presenza di tali finanziamenti all’interno delle imprese e dall’esistenza di differenti normative, sovente non coordinate, né coordinabili tra loro (come ad esempio la disciplina regolamentare bancaria e la normativa concorsuale), in un contesto in cui, anche per le ragioni elencate, la crisi generalizzata non può certo considerarsi superata".

È così plasticamente tratteggiata l’ampiezza del fenomeno e la sua delicatezza all’interno del sistema-Paese. "Sul tema dei crediti garantiti è quanto mai opportuna, oltreché urgente, una riflessione di sistema – osservano Diana Burroni (foto a sinistra) e Angela Petrosillo (foto a destra), socie di Lca – da accompagnare a un confronto costruttivo e ad ampio raggio su un tema cruciale per il nostro sistema industriale ed economico, anche nella prospettiva della gestione della crisi di impresa. Le normali tempistiche deliberative delle banche spesso non consentono un immediato e proficuo coinvolgimento di Mcc ai tavoli delle trattative, soprattutto nel contesto della composizione negoziata che appare di gran lunga quello più agile per recepire soluzioni “su misura” nelle diverse fattispecie, secondo i principi dell’early worning di origine comunitaria che ispirano l’intero codice della crisi".

La dilatazione dei tempi determina quasi inesorabilmente l’approdo a procedure concorsuali più strutturate, nelle quali il trattamento di questa tipologia di finanziamenti è resa pressoché impossibile dalla presenza di normative non coordinate tra loro. Peraltro, il credito vantato da Mcc a seguito dell’escussione delle garanzie ha natura super-privilegiata (a differenza della originaria natura chirografaria del credito della banca garantito); il che comporta il concreto rischio di impraticabilità di processi virtuosi di risanamento anche di imprese che potrebbero ancora esprimere valore e rimanere sul mercato, con tutti i benefici effetti che ciò produce sulla collettività, in termini di produzione di ricchezza, conservazione dei posti di lavoro, alimentazione del gettito fiscale e in ultima analisi di sostegno all’economia nazionale.

"Emerge quindi l’urgenza – avvertono Burroni e Petrosillo – di interrompere il circolo vizioso, per effetto del quale proprio la presenza di questi finanziamenti, che nascevano per assicurare la sopravvivenza delle imprese nel periodo di crisi pandemica, finisce oggi per costituire l’ostacolo principale alla fattibilità di qualunque percorso di risanamento dell’impresa, in senso diametralmente opposto con le originarie intenzioni del legislatore". L’auspicio del mercato è che – in un proficuo dialogo tra istituzioni e mondo pubblico, imprese, banche e finanza – si possa creare un meccanismo costruttivo in cui le aziende possano beneficiare di un importante bagaglio di esperienze, know-how, professionalità e tecnologie che si è strutturato in questi anni nel settore della gestione dei crediti. Lavorare alla tutela e protezione di imprese, imprenditori e posti di lavoro, supportando il tessuto economico del Paese, è un’occasione per offrire opportunità di rilancio a quelle aziende che, oggi in difficoltà, hanno le basi e i fondamentali per guardare al domani.

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